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Levante e la Curia: svegliarsi nel Medioevo

Capita sempre più spesso di questi tempi di svegliarsi e accorgersi di vivere nel Medioevo. Non di certo nel 2019, se la notizia del giorno è addirittura che la Curia di Lecce ha negato a Levante di esibirsi il 6 agosto nella bellissima e iconica Piazza del Duomo. I testi della cantautrice siciliana sono stati ritenuti troppo “irriverenti” e incompatibili con i valori rappresentati dalla Cattedrale, dal Palazzo Vescovile e dal seminario che spiccano e si stanziano nella piazza.

Dicevamo, Medioevo o forse addirittura fantascienza. Non tanto per la censura – che tanto sappiamo non essere affatto morta e sepolta – quanto per il fatto che la Curia possa decidere le sorti di un tour, adducendo tra l’altro motivazioni infondate. Pare che sotto accusa sia finita soprattutto la canzone Gesù Cristo sono io, contenuta nell’album Nel caos di stanze stupefacenti.

Un titolo un po’ forte, ci sta, ma basterebbe ascoltare il brano per capire quanto non solo non sia affatto incompatibile, ma anzi di una profondità sociale e umana disarmante e che sposa in toto i valori di cui la stessa Chiesa dovrebbe farsi bandiera, se fosse ovviamente in grado di capire le metafore.

Gesù Cristo sono io è la storia di una donna piegata, capace di ribellarsi e alla fine risorgere e se qui ci mettiamo a scombinare i piani degli artisti perché non ci sta bene in che modo decidano di esprimere le loro sacrosante opinioni, fermandoci tra l’altro all’apparenza e alla superficie, stiamo messi molto male. Ecco, la superficialità di tutta la faccenda è imbarazzante.

E Levante, più che mai, torna a essere Gesù Cristo, perché a quanto pare il Paradiso veramente non le spetta. Claudia, fai così: porgi l’altra guancia.

Grazia Cicciotti

Foto di Roberto Panucci

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