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Altro che pop: ora Taylor Swift scende in campo

La notizia del giorno è che è finalmente online il video di You Need To Calm Down di Taylor Swift. La seconda notizia del giorno è che il video è già virale. Sì, è un video pop. Anzi, super pop, coloratissimo, sgargiante, ricco di arcobaleni. Non siate frettolosi, però. Non passate al video successivo della playlist sollevando gli occhi al cielo e maledicendo il mainstream poppettaro, etichettandolo come superficiale.

Perché nel video di You Need To Calm Down di superficiale non c’è nulla. Anzi, stare qui ad elencare ogni singolo dettaglio di quello che sembra a tutti gli effetti un cortometraggio più che un videoclip è complicatissimo. Sì, ci sono tantissimi cameo (Ryan Reynolds, Ellen Degeneres e Jesse Tyler Ferguson col marito Justin Mikita, per citarne alcuni) e sì, c’è la tanto agognata (soprattutto dai fan) riappacificazione con Katy Perry, in costumi da junk food per rendere l’evento ancora più memorabile. Roba da mandare in sollucchero i milioni di fan delle due popstar, lo sappiamo.

Più di ogni altra cosa, però, il video di You Need To Calm Down si schiera apertamente e politicamente, diventa un inno e un omaggio al movimento LGBT, come del resto spiegato apertamente dal sostegno finale alla petizione a supporto dell’Equality Act, una legge che vieterebbe in tutti gli Stati Uniti la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. L’Equality Act è passato alla Camera, ma non ancora in Senato. Donald Trump, neanche a dirlo, si è già detto contrario.

Ora, senza scendere in dettagli che rischierebbero sicuramente di apparire superficiali in questo contesto, riguardatevi il video con attenzione. Ogni personaggio al suo interno è un’icona per il movimento LGBT, ogni scritta è studiata e piazzata con geniale tempismo (il quadretto che recita “Mom, I Am a Rich Man”, ad esempio, è una frase celeberrima di Cher, diventata poi iconica per il movimento femminista) e persino Ryan Reynolds non sta lì a fare solo il bel fusto. Sta infatti dipingendo lo Stonewall Ill, bar gay in cui nel 1969 la polizia fece irruzione dando vita a scontri violenti tra omosessuali e autorità newyorkesi.

Quanto è importante che una popstar di fama mondiale usi la propria influenza (e anche i propri profitti) per supportare un movimento politico basato sull’uguaglianza? Ecco, se chiedete a me, vi rispondo che non è importante. È fondamentale. Più che mai di questi tempi. E lo so che per qualcuno sarà l’ennesimo video pop senza senso, ma a dire il vero You Need To Calm Down è un messaggio urlato con forza sovrumana. Taylor Swift ha preso i suoi colori, le sue melodie orecchiabili, i suoi imbellettamenti e li ha trasformati in una presa di posizione politica chiara, schiaffandola in faccia a una marea di persone bigotte e per nulla progressiste. Con molto coraggio, devo dire, per essere “solo” una popstar. Sì, è solo pop, ma non sottovalutatelo. In questo momento vi sta dicendo qualcosa che altri non hanno avuto le palle di dirvi.

Grazia Cicciotti

Foto di YouTube Caption

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