Onstage
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Il popolo di Vasco acclama il suo Re (degli Stadi)

Dodici mesi fa di questi tempi ero a Lignano. Avevo portato a Vasco Rossi l’Onstage Award vinto nella categoria Evento dell’anno. Modena Park aveva sbancato in sede di votazioni, portando il Kom a ottenere l’ennesimo riconoscimento di una carriera già da tempo leggendaria. Avevo avuto altre occasioni per partecipare a conferenze che vedevano Vasco protagonista, tuttavia era la prima volta che ero insieme a lui faccia a faccia.

Due furono le cose che mi colpirono in particolare di quell’esperienza: intanto l’incredibile umanità e gentilezza di un artista globale, che da anni è in cima alla catena alimentare del rock nazionale e che non ha sicuramente bisogno di visibilità. Quindi il suo sincero ringraziamento verso tutti quei fan che lo avevano votato per portarlo al successo. Mi disse: “La gente che vota è la stessa che partecipa ai concerti, ed è il motore necessario per farci andare avanti. Il loro affetto e la loro energia non sono mai mancati nemmeno nei momenti difficili“.

Vasco è follemente amato da un numero imprecisato di individui. Da generazioni differenti, persone di estrazione sociale, culturale e musicale spesso opposte. Ma è riuscito negli anni a creare qualcosa che le unisce tutte, sotto i palchi più grandi e giganteschi che sia possibile immaginare. Un qualcosa che può difficilmente essere definito a parole ma che respiri e vivi avvicinandoti allo stadio di Lignano. Mi racconta Luigi Lamarina, responsabile del fan club che conta oggi ben 37mila iscritti, che alcuni sono arrivati a Lignano addirittura il 18 maggio, mentre altri invece sono già in zona San Siro in attesa dello show del 1° giugno (saranno in totale sei le date che Vasco terrà al Meazza). Fuori dall’impianto ci sono delle tende e molte persone che cercano di vedere il proprio idolo. Nella zona backstage è difficile passare con l’auto, i fan sono comunque ordinati e gentili, non appena capiscono che non sei uno della band ti fanno passare. Intorno echeggiano i cori per Vasco e quando il Kom arriva all’ingresso si scatena il finimondo.

Vasco sorride e saluta quanta più gente possibile, firma autografi su copertine, bandiere, mani e braccia. Il suo popolo lo adora sempre più ogni anno che passa e, anzi, oggi sembra che la passione sia ancora aumentata. Nessun gesto di Vasco verso i suoi fan è studiato. Cerca di accontentare tutti, se potesse starebbe ore insieme a loro. Con ogni probabilità è proprio questo scambio continuo, reciproco e incredibilmente intenso che forse alimenta ancora l’energia di Vasco sul palco. Un’inarrestabile onda emotiva di dedizione e ringraziamento per chi ha regalato nel tempo (40 anni fa proprio di questi tempi usciva il suo secondo album e il 45 giri Albachiara) canzoni memorabili a tutti gli appassionati di musica.

Oggi, 25 maggio 2019, torno a Lignano per dare a Vasco due Onstage Award. Uno è il premio per aver vinto la categoria “Miglior Tour” per il Vasco Non Stop Live 2018, con 65.380 voti unici espressi dai fan. L’altro è il “Re degli Stadi“, un premio speciale che abbiamo fortemente voluto assegnargli “vista la sua incredibile puntualità nell’esibirsi e nel riempire gli impianti più grandi presenti nel nostro Paese sin dagli anni Novanta, ottenendo record di presenze e di longevità all’interno di due simboli come il Meazza di Milano e l’Olimpico di Roma“. Vasco è felice e fiero di ritirarli, ringrazia nuovamente tutti quelli che lo hanno votato e poi va a prepararsi per le ultime prove che precedono il soundcheck (aperto agli iscritti al fan club) e la data zero che si terrà sempre a Lignano il 27 maggio.

Mentre mi allontano noto che il pubblico intorno al backstage e a tutta la zona dello stadio è aumentato ancora. Le auto sono ferme in mezzo alla strada perché Vasco ha attaccato le prove. La gente canta da fuori, si arrampica per vedere qualcosa di più e si lascia andare come se il soundcheck fosse già iniziato. Provate a pensare cosa potrà capitare quando i cancelli si apriranno domani sera…

Jacopo Casati

Foto di Cristina Checchetto

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