Onstage
FOTO-CONCERTO-AFTERHOURS-MILANO.28-MARZO-2017

Gli Afterhours dal vivo sono una certezza, ora Agnelli ha un nuovo compito

Alcatraz, Milano, 28 marzo 2017. Manuel Agnelli è ormai un personaggio popolare. Il successo televisivo lo ha portato repentinamente alla ribalta e la presenza su molti media e ad eventi importanti (vedi gli ultimi David di Donatello) sanciscono definitivamente la raggiunta notorietà anche agli occhi di chi fino a poco fa si chiedeva chi fosse il nuovo giudice di X Factor.
Ma da quando gli Afterhours sono tornati in tour, qualche settimana fa, a dominare le scene non è più il solo Agnelli, ma la band nel suo insieme: il tour prosegue a colpi di sold out e sera dopo sera si tocca con mano la voglia che i fan avevano di rivederli tutti assieme, dopo mesi in cui i testi irriverenti, i suoni crudi e diretti, la potenza con cui la formazione domina il palco sono rimasti dietro le quinte.

Lo show è quasi interamente dedicato a Folfiri o Folfox, un album durissimo ed emozionante che fin dalle prime note viene suonato con devastante convinzione. Il pubblico apprezza, anche se fatica a cantare i ritornelli delle nuove canzoni, spesso su tempi scomposti e con un approccio poco commerciale. Nè pani nè pesci, Il mio popolo si fa, Non voglio ritrovare il tuo nome sono alcune delle recenti composizioni che mostrano maggiore resa live.

Il “suono After” è ottimo, potente, dissacrante ed incastra con sapienza dissonanze, distorsioni, violini, chitarre acustiche, senza mai perdere colpi. Dal pubblico qualcuno chiede Strategie, una delle loro canzoni più vecchie e significative, ma Manuel risponde secco “rilassati questa sera non la faremo”. Sono Ballata per piccola iena e una bellissima Costruire per distruggere alcune delle poche digressioni concesse dalla scaletta.

Agnelli conclude la prima parte al pianoforte, eseguendo L’odore della giacca di mio padre, uno dei testi più toccanti del nuovo album. Come spesso accade, dopo una breve pausa, lo show cambia e gli Afterhours si dedicano a riproporre qualche successo del passato: il frontman torna sul palco e invita a rimanere in silenzio. Quando tutto tace, attacca Male di miele e Le verità che ricordavo, che esplodono come bombe sul pubblico, poi tocca a Tutti gli uomini del Presidente con l’eclettico bassista Roberto Dell’Era al microfono.

L’esecuzione più coinvolgente della serata è però quella di Bye Bye Bombay, cantata davvero da tutti, fra mani alzate e sinceri applausi. Manuel ringrazia, ma non si ferma con i bis e regala ai fan una delle sue cover preferite, State Trooper di Bruce Springsteen eseguita insieme ad Andrea Biagioni, uno dei più brillanti reduci di X Factor, che torna sul palco dopo l’opening act con cui ha scaldato il pubblico. Chiude lo show Quello che non c’è che contiene uno dei messaggi più veri ed introspettivi di sempre. E noi ce ne andiamo a casa contenti di aver assistito ad un concerto avvincente, che ha riportato sotto i riflettori la personalità di una band che ha sempre remato controcorrente, in modo esplicito, pulsante e vero.

Gli Afterhours sono da anni un riferimento nel panorama musicale italiano e lo hanno dimostrato una volta di più. Ora tocca a Manuel vegliare affinchè non si crei troppa distanza tra la sua “nuova” fama e il messaggio, le origini e la musica della band. Qualche distonia di troppo creerebbe a molti (e forse anche a lui) un certo imbarazzo.

Le foto del concerto

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Foto di Elena Di Vincenzo

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