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Linea 77 a Milano: coinvolgere il pubblico è l’ultimo atto d’amore punk

Ieri sera i Linea 77 si sono esibiti in concerto all’Alcatraz di Milano, per un concerto a lungo atteso dai fan di vecchia data della band torinese. Lo show del 6 novembre 2019 ha visto sul palco numerosi ospiti, che si sono alternati lungo una scaletta che presentava i nuovi brani di Server Sirena e i vecchi classici.

“Con le unghie e con i denti / la paura di morire è la scusa / di chi non sa vivere” i Linea 77 irrompono sul palco dell’Alcatraz annunciati dal “woop – woop” di Sound of da Police e attaccano fortissimo con Il Veleno. La guerra con sé stessi e con il mondo, i ricordi, la voglia di combattere il destino, i Linea 77 portano subito il pubblico sul loro pianeta. Nessuno vorrà scendere fino alla fine del concerto, anzi al massimo qualcuno verrà trasportato a braccia fin sul palco: i Linea tendono il braccio e insieme calcano la scena, in un concerto che diventa collettivo.

Il gruppo ci tiene a suonare canzoni su cui far sudare il pubblico tanto quanto sudano loro, saltando a ritmo, rappando, urlando. Ne sono passati di anni, album e concerti da quando i Linea 77 erano un gruppo di ragazzi incazzati e tra il ’93 e il ’98 calcavano i centri occupati di Torino con le cover dei Rage Against The Machine. A guardarli però non sembrano cambiati di una virgola: si sfogano in una performance talmente energica da essere catartica, per loro e per chi li ascolta. Il live è una botta punk: tutto è live, la batteria è acustica e, anche per i pezzi più elettronici dell’ultimo album Server Sirena, non c’è un dj ma dei synth e qualche sample in base.

Il primo ospite è Victor su La caduta, i Linea 77 procedono dritti da un pezzo all’altro e arrivano al loro leggendario Inno all’odio che, alla fine, Nitto e Dade commentano così: “Questo non è un inno all’odio. È un inno all’amore, mascherato. Non si deve odiare però…tipo i fascisti noi li odiamo” e il pubblico risponde con un boato.

Alle spalle dei Linea, dove veglia il ragno nero su fondo giallo di Server Sirena, arriva il secondo ospite, Axos, per la potentissima Prison. È Axos che dà voce al pubblico e fa la dedica più bella ai Linea 77: “Quando prendevo l’autobus nelle cuffiette c’erano sempre loro, io ero solo un bambino arrabbiato e le loro canzoni mi dicevano come evolvermi, quali erano i miei fantasmi”. Ed è lo stesso per tante delle persone che sono sottopalco a tenere il tempo con il braccio e urlare i loro pezzi. L’età media è la trentina, ma quando Dade chiede a un ragazzo in prima fila: “Tu quanti anni hai?” Lui risponde: “18”. E chissà se i Linea 77 in quel momento sentono davvero di aver lasciato un segno intergenerazionale.

È il momento della storica La musica è finita, poi Sangue Nero. “Mi confesso poi fumo un bong con l’acqua santa” momento di pausa, le luci si abbassano, la musica si ferma “Anticristo” i Linea 77 riprendono più forte di prima e arriva il torinese Ensi, in maglietta del Wu-Tang Clan. Tra di loro si scatena un’alchimia che va oltre il legame alla stessa città.

Moka, Absente reo e Sogni risplendono suonano in un medley dedicato “a chi ai nostri concerti c’è dal 2000”. Ragazzi trasportati sul palco toccano i loro idoli e per qualche attimo condividono lo spazio con loro, poi si rituffano con salti carpiati sulla folla sottostante. Persone sollevate ovunque, un andare di mani e tutti, ma proprio tutti, che cantano quel ritornello di Tiziano Ferro che all’epoca aveva addirittura fatto storcere il naso a qualche appassionato.

È un casino, un trionfo totale.

La parte più folle del live però non è ancora nemmeno iniziata: Sir Bob Cornelius Rifo a.k.a. The Bloody Beetroots “il gioiello che ha costruito Server Sirena” si unisce ai Linea 77 per Warp e New Noise. È soggettivo dire che non ho mai visto qualcosa del genere, ma è oggettiva la follia geniale che si scatena sul palco e in mezzo al pubblico. I Linea 77 sono fomentati, Bloody Beetroots raggiunge con la voce delle note esasperate, quasi da far ghiacciare il sangue, poi si lancia nel pubblico per riemergere vittorioso in posa da combattente.

A riportare una calma apparente ci pensa Samuel dei Subsonica con cui i Linea 77 cantano Cielo piombo. Tra luci violette, fumi e una melodia un po’ più morbida, ma calcando il palco con la stessa energia di tutti gli altri pezzi, i due gruppi amici e concittadini danno vita a uno dei momenti più malinconici, dolci e toccanti della serata.

Dade e Nitto si prendono un attimo per ringraziare i fan: “È stato un ritorno bellissimo, veniamo qua tutte le sere? Ci avete mandato foto di biglietti aerei, di treni, di tutti i chilometri che vi siete fatti per essere qui: ragazzi vi vogliamo bene veramente, non è una stronzata. Come fanno le band che parlano ai concerti? Io avrei bisogno di un’ora per abbracciarvi uno a uno”.
Il rush finale vede un salto nel passato, con Il Mostro, e uno nel futuro con AK77. Dj Slait in consolle e, al posto di Salmo, i Linea 77 chiedono al pubblico chi se la sente di salire assieme a loro e rappare la sua parte. Tre ragazzi e una ragazza si fanno coraggio e, microfono alla mano, compiono il miracolo. I Linea 77 si dimostrano dei fenomeni nel coinvolgere il pubblico, annullando completamente la distanza tra di loro.

Con 66 ritornano i Subsonica sul palco, poi i Linea 77 danno il loro abbraccio finale a chi è venuto a sentirli con Fantasma. Sul palco li accompagna Hell Raton (che li aveva già raggiunti per Play & Rewind) e pian piano, in un ultima grandissima festa, arrivano tutti gli ospiti e gli amici. Frenetico fa irruzione abbracciando Dade, gli altri saltano, toccano il pubblico, spalancano le braccia. Paolo Paganelli, Nitto, Dade, Lujinz, Tozzo, Chinaski, prima di andare chiedono “una cosa che in vent’anni di musica non abbiamo mai fatto: la foto col pubblico. Vi va?”. Tutti si mettono in posa sollevando la mano con il segno delle corna, tutti pieni di lividi e senza più voce, in un ultimo gesto d’amore punk.

Le foto del concerto

La scaletta del concerto

Il veleno
Evoluzione
La caduta
ft. Victor
Presentat-arm
Senzalternativa
ft. Jack The Smoker
Inno all’odio
Prison
ft. Axos
La musica è finita
Sangue nero
ft. Ensi
Moka
Absente reo
Sogni risplendono
Play & Rewind
ft. Hell Raton
Warp
New Noise
Cielo piombo
ft. Samuel
Il mostro
AK-77
f. Slait
66 ft. Subsonica
Fantasma ft. Hell Raton

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Anna Zucca

Foto di Elena Di Vincenzo

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