Onstage

I Litfiba alla conquista di Milano: «Ora il Forum è la cattedrale pagana del rock»

Forum di Assago (Milano), 31 marzo 2017. Dopo la data zero di Livorno e la tappa di Padova, i Litfiba arrivano a Milano per espugnare il Forum e centrano in pieno l’obiettivo: il palazzetto è sold out con un parterre a dir poco stracolmo. Sintomo che il rock del duo composto da Piero Pelù e Ghigo Renzulli è più che mai vivo e vegeto, come dimostra il recente progetto Eutòpia.

La scaletta in realtà è variegatissima e contiene brani estratti del nuovo album che si alternano ai ‘classici’ (se così possiamo chiamare i successi dei Litfiba) e a canzoni che hanno più di 30 anni (come Lulù e Marlene dell’album Desaparecido del 1985).

«Costruire questa scaletta è stato difficilissimo – commenta Piero quando lo incontriamo nel backstage a concerto finito – perché è da 5 mesi che lavoriamo a questo tour, facendo le prove con la band in sala. Abbiamo anche cambiato il tastierista e non è un lavoro facile per una rock band. Direi che è andata bene, ma considerate che avevamo una rosa di 60 pezzi tra cui scegliere, e siamo arrivati a 23-24 brani. Abbiamo tenuto fuori singoli pazzeschi, però la nostra prima preoccupazione era quella di dare alla scaletta un filo rosso che ci fosse dall’inizio alla fine».

Sei brani estratti da Eutòpia, dunque, «e almeno un brano per ogni album a partire da Desaparecido – precisa Ghigo – per rispettare la nostra cronologia». Inutile dire che la folla si scatena soprattutto sui pezzi che hanno fatto la storia della band – come Fata Morgana e El Diablo – ma la vera forza di questo live è che non ha mai momenti down.

La ‘rock band’ di Piero e Ghigo non mostra alcun momento di stanchezza e l’impatto sonoro del live è devastante, nel senso più positivo del termine. Merito anche dei musicisti che accompagnano i Litfiba sul palco: Ciccio Licausi al basso, Fabrizio Simoncioni alle tastiere e soprattutto Luca Martelli alla batteria (scatenatissimo nel mash-up Gira nel mio cerchio/Tequila). Secondo i Litfiba, tuttavia, se la serata è stata speciale è soprattutto grazie al pubblico milanese.

«Devo ammetterlo, senza nulla togliere al resto d’Italia. – commenta Piero – Stasera ho battezzato il Forum, ora è la cattedrale pagana del rock. L’abbiamo sverginata da un punto di vista liturgico. Ci piace avere un rapporto critico e ironico nei confronti delle liturgie da cui siamo circondati».

L’impegno sociale dei Litfiba emerge non solo nella scaletta – in cui spiccano brani decisamente impegnati – ma anche nelle brevi introduzioni di Piero alle canzoni. Il cantante dedica In nome di Dio alle vittime di tutti i terrorismi – citando anche il Bataclan – e Straniero a «chi si sente sempre straniero». Critica i «fanatismi», invita il pubblico a non arrendersi di fronte alle ingiustizie e consiglia di «stare uniti» e di informarsi «sempre su ciò che accade intorno a noi». Piero è in formissima e, come se non bastasse, anche la scenografia dell’Eutòpia Tour è azzeccatissima: diversi schermi fanno da sfondo al live e le immagini che si alternano alle spalle della band sono variopinte ma mai ingombranti.

«Lavoriamo a questa scenografia da 5 mesi. – commenta in proposito Piero – C’è una grande varietà, tantissimi messaggi in quello che si vede durante il live. All’inizio abbiamo scelto Kurt Cobain perché si inizia con la canzone Lo Spettacolo, che scrivemmo nel 1994, proprio nei giorni in cui morì. Per noi è l’ultima grande rock star, non nel senso più spu**anato del termine, ma perché si tratta di qualcuno che ha creato veramente un linguaggio nuovo per il rock. Ci sono musicisti e ‘cattivoni’, quelli che stanno creando distonia nel mondo in questo periodo. Ci sembrava giusto citarli, anche ironicamente».

Piero ci tiene però a sottolineare che i Litfiba non siano una band puramente sociale, ma «a tutto tondo», come del resto dimostra lo spirito di brani come Regina di Cuori (durante la quale il frontman invita le ragazze a ‘scoprirsi’). Il risultato è un live pieno di energia e di grinta, come se ne vedono pochi: frutto sicuramente di maestria e di tanta esperienza. Piero, però, da vero musicista esperto tiene i piedi per terra.

«Hanno veramente ballato e cantato tutti – commenta infatti – Io mi sono divertito, perché Milano non tradisce mai. Ma devo riascoltare il live per capire quante ca**elle ho fatto».

Litfiba Milano 2017, le foto del concerto

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Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

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