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Afterhours, Levante, Mannarino e The Libertines regalano una grande chiusura a Home Festival 2017

Cala il sipario su Home Festival 2017 e il finale – va detto – è di quelli memorabili. L’ultima giornata dell’evento trevigiano ha infatti offerto ai suoi avventori live imperdibili (The Libertines e London Grammar, per citare due opportunità veramente rare), che si alternavano alle ultime date dei tour di grandi cantautori italiani.

Se la missione era quella di assistere a più show possibili, si è indubbiamente trattato – per il pubblico – di una domenica faticosa, ma ricca di soddisfazioni. Il bello di Home Festival è, tuttavia, proprio questo: i live relativamente brevi (della durata di un’ora, salvo poche eccezioni) permettono di godersi la musica senza accusare mai la ‘ridondanza di stile’, passando dalla raffinatezza dei London Grammar al rock spietato degli Afterhours riempiendosi di musica e stimoli.

Per i musicisti, forse, il lavoro è stato più ‘duro’: concentrare in 60 minuti il senso di uno show senza perdere la coerenza del tour nel suo complesso non deve essere stato semplice (Levante ha dichiaratamente parlato poco, per “suonare più canzoni possibile”), ma il risultato alla fine è uno splendido caleidoscopio di generi e artisti, senza momenti morti e senza pause. Perché sì, a Home Festival va visto tutto e tutto merita attenzione e orecchie tese.

Anzi, questi live riadattati per la dimensione da Festival sono vere ‘chicche’ per intenditori, qualcosa che gli artisti difficilmente replicheranno altrove: un concentrato di personalità artistica che esplode contemporaneamente su più palchi, lasciando impressa più che mai nella memoria di chi vede e ascolta l’attitudine e il percorso di cantanti e band. Musica allo stato puro, insomma. E una sfida per il pubblico, ma anche e soprattutto per chi la musica la fa e la crea, confrontandosi in questo caso con gente eterogenea che non necessariamente potrebbe apprezzare. La qualità dunque inevitabilmente si alza, in questo caso fortunatamente per tutti coloro che si sono goduti i numerosissimi show.

L’ultima giornata di Home Festival inizia con Ghali e prosegue con Marracash e Gué Pequeno (questi ultimi un po’ sottotono, a dire il vero), poi il rap lascia il posto sul main stage alla splendida band di Mannarino, che in queste situazioni – forse è superfluo ricordarlo – ritrova la sua dimensione. Mannarino è, in effetti, nato per i palchi all’aperto: la gente resiste sotto lo stage nonostante l’ennesimo scroscio di pioggia, coi piedi ben piantati a terra mentre il cantautore sventolava bandiere e riempiva l’aria di note folk e danze.

Dopo di lui, sul Main Stage è il turno dei London Grammar: è loro il live più suggestivo della giornata e probabilmente dell’intero Festival, complice una scenografia raffinata e perfetta (Hannah Reid, tra l’altro, ha una voce magnifica che non accusa inflessioni). Il testimone passa poi ai The Libertines: il concerto più atteso, sia per l’energia del gruppo sul palco sia per la curiosità di vedere cosa combinerà quel ‘matto’ di Pete Doherty (niente di eclatante, a dire il vero, se non qualche strano ‘movimento’ onstage, ma è pur sempre Pete). I due live più belli ed emozionanti – almeno per noi – son stati quelli di due italianissimi: Levante e gli Afterhours.

La prima conferma la sua straordinaria attitudine per il live: le spetta uno dei palchi ‘al chiuso’, ma i racconti canori di Claudia in questi contesti trovano linfa per la loro magia. Prendono quasi vita quando si scontrano col soffitto rosso e illuminato, parlano al pubblico e nello stesso tempo lo cullano (perfetta a questo proposito la parentesi ‘solo voce’ di Abbi cura di te).

Lo scettro, tuttavia, lo concediamo agli Afterhours, che anche a Home Festival portano una tappa del loro tour celebrativo dei 30 anni di carriera. Nessuno, in questi giorni, ha suonato come la band di Manuel Agnelli: un rock potente, affamato, rabbioso. Poche band, al giorno d’oggi, sono in grado di portare sul palco la carica degli Afterhours, che hanno dovuto ridurre le loro celebrazioni, pescando dunque brani dal passato e cassandone altri (immancabili Male di miele e Voglio una pelle splendida). Eppure, nonostante l’ora e l’indubbia stanchezza del pubblico, nessuno riusciva a stare fermo e a non cantare: Manuel saluta tutti con la bellissima Bye Bye Bombay ed esce da Maestro. Paragonati anche alle grandi band che hanno calcato il main stage, gli Afterhours vincono su tutti e in tutto: sono loro i Signori dell’Home e con loro più che con altri ci siamo sentiti realmente a Casa.

Home Festival 2017, foto 3 settembre

Ultima giornata di Home Festival 2017, kermesse di Treviso che quest’anno ha portato sul palco nei giorni precedenti artisti come Duran Duran, Bloody Beetroots, Steve Angello, J-Ax & Fedez e Thegiornalisti. Domenica 3 settembre si sono esibiti tra gli altri Ghali, Marra/Guè, Wrongonyou, Mannarino, London Grammar, Levante, e The Libertines. Ecco di seguito le foto dei concerti (nell’ordine indicato sopra) e del pubblico partecipante.

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Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

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