Onstage

Biffy Clyro: «Suonare dal vivo è l’essenza di una rock band»

Il 14 agosto uscirà Celebration of Endings, il nuovo album dei Biffy Clyro, anticipato dal singolo Instant Story. Undici tracce attraverso cui la band scozzese viaggia tra diverse sonorità senza perdere l’anima rock della loro formazione. Sono brani in un certo senso lungimiranti, soprattutto nei testi. Come dimostra il titolo – azzeccato considerando il periodo attuale – con A Celebration of Endings i Biffy Clyro guardano e raccontano – senza falsi miti e senza filtri – le consapevolezze positive che arrivano dopo esperienze negative.

«Ad essere onesti – racconta subito Simon Neil – il titolo parla di come sia opportuno abbracciare i cambiamenti. A volte nella vita le cose cambiano molto rapidamente e in modo molto drammatico. Non sempre dipende da te. Dagli eventi negativi bisogna imparare a ricordare le parti migliori. I cambiamenti vanno rispettati. Per questo, non credo che A Celebration of Endings sia un titolo negativo. Tutto è possibile. Quando qualcosa si ferma o cambia, devi scegliere semplicemente cosa fare dopo».

A livello sonoro, la band ammette di aver trovato grande ispirazione nell’ascolto dell’album Rhythm Nation di Janet Jackson, che ha influito soprattutto nella stesura del singolo apripista del progetto.

«Che ci crediate o no, abbiamo ascoltato tantissimo quell’album di Janet Jackson. – scherzano – Per Instant Story, avevamo già la parte della chitarra e, nel mezzo della sessione, abbiamo voluto fare qualcosa che, nella produzione e nelle sonorità, abbracciasse suoni che non avevamo mai provato. Di solito seguiamo le dinamiche di una classica rock band, con un climax. Stavolta volevamo fare una canzone diversa, più simile a una canzone moderna pop. Rhythm Nation è un disco pazzesco, è stato strano che ci abbia ispirato. Ora pensiamo che suonare live quella canzone potrebbe essere bizzarro, ma l’evoluzione è importante».

L’evoluzione di Simon Neil e di James e Ben Johnston non ha però di certo intenzione di deviare verso il pop. «Saremo sempre una rock band, ma ci piace prendere ispirazione. – precisa Simon – Quando hai 20 anni ti lasci ispirare da tutto e quelle influenze creano le basi di ciò che sarai come uomo e, soprattutto, come artista. Non faremo mai un disco hip hop, ma ci baseremo sempre sulle nostre influenze, mischiandole con la musica rock pura. Abbiamo sempre le stesse basi, ma sareste sorpresi di scoprire quanto altre ispirazioni abbiano influito anche in passato su di noi».

In particolare, i Biffy Clyro in questo 2020 hanno dovuto fare i conti con la pandemia che ha rallentato il lavoro sull’album e ha anche fermato il tour in partenza. Il contesto sociale e politico che ha modificato l’assetto mondiale ha avuto una diretta conseguenza sulla band, che non ha mai lesinato nel parlare apertamente attraverso la musica.

«Questo momento non riguarda la politica, ma la decenza. – spiega Simon – Le sfumature della politica sono andate perse. Bisogna pensare al senso di comunità e a quanto ci importa realmente delle altre persone. La politica è diventata qualcosa di diverso. Di sicuro non vogliamo vivere in una società che crea dei muri. Chi ama l’arte e la musica deve pensare a unire le persone. Il leader americano e quello inglese non la pensano così, ma sono sicuro che in questo periodo ci sia più una lotta del bene contro il male. Speriamo che il mondo si muova nella giusta direzione. Noi ovviamente vogliamo essere dalla parte dei buoni».

La creatività, durante il lockdown, ne ha comunque risentito («Lì per lì è stato un trauma – racconta la band – che ha ucciso le nostra creatività. Abbiamo sviluppato nuove abilità, ma un album non esiste finché non lo condividi»), così come la situazione della musica live, su cui una band rock come i Biffy Clyro non può non riflettere.

«Facciamo musica solo per incontrare le persone – ammettono – e ci ha spezzato il cuore sapere di non poterlo fare. Siamo felici però di poter dire che stiamo bene. La salute è la cosa più importante. Sì, si fanno molti live in streaming, ma non è lo stesso del live vero e proprio. I concerti in streaming sono incredibili, ma niente è come stare nello stesso posto insieme ad altra gente. Suonare dal vivo è l’essenza di essere una rock band. Per ora è difficile essere pazienti ma, finché c’è la pandemia, non ha senso avere fretta. In Inghilterra stanno provando a fare show rispettando il distanziamento sociale, ma non crediamo sia la soluzione perché l’organizzazione è difficile per la crew. Se dobbiamo adattarci, lo faremo. Saremo i primi a tornare live».

Nel frattempo, a proposito di streaming, la band ha organizzato un concerto che verrà trasmesso il 15 agosto da una venue di Glasgow.

«Suonare musica insieme è speciale e lo è ancora di più perché lo facciamo da Glasgow, dove abbiamo passato tanto tempo in passato. – ci raccontano in proposito i Biffy Clyro – Vogliamo trasmettere intensità, ma sarà una sfida. Non sarà possibile ricreare un concerto normale. Quando suoni dal vivo conta molto il coinvolgimento del pubblico. Però siamo stati molto ambiziosi, sarà uno show che non abbiamo mai fatto prima. Sarà più un prodotto televisivo perché abbiamo a che fare più con le telecamere che con la gente. All’inizio volevamo farlo live il 15 agosto, ma nella pratica abbiamo dovuto registrarlo. Saremo in diretta ma non in diretta. Ci siamo assunti un bel rischio, speriamo ne sia valsa la pena».

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