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Clemente Zard: «Gli artisti italiani rinvieranno i tour, non ci saranno cancellazioni»

Ieri pomeriggio ho avuto la possibilità di parlare in diretta su Instagram (sul nostro profilo nelle stories potete vedere l’intera live) con Clemente Zard. Il Managing Director di Vivo Concerti (booking che ha organizzato le date negli stadi di Ultimo, Salmo e Max Pezzali) è stato come sempre disponibile a rispondere sia alle mie domande, sia ai dubbi che la nostra community ci ha posto nelle ultime settimane.
Di seguito riassumo i passaggi salienti relativi agli argomenti toccati in oltre mezz’ora di diretta.

NECESSITA’ DI UN DECRETO PRIMA DI RINVIARE I CONCERTI
Il vero problema è che gli organi governativi non hanno ancora preso una posizione a riguardo. Penso avverrà in queste settimana o comunque entro 10 giorni, abbiamo tutti chiesto con forza di avere un Decreto Legge dato che il promoter può spostare e rinviare solo in presenza di un’ordinanza. Non possiamo farlo senza, altrimenti andremmo a incorrere nel pagamento di penali contrattuali“.

CONCERTI ESTIVI
Serve realismo e avere buon senso. Non è al momento ipotizzabile fare concerti quest’estate vista l’emergenza sanitaria. Noi facciamo assembramenti quindi verosimilmente i concerti saranno spostati, i calendari sono già pronti e stiamo aspettando un’ufficialità che spero arrivi prestissimo“.

IL VOUCHER NEL CASO DI CONCERTI CANCELLATI
Il voucher viene emesso solamente per un concerto annullato. Consente all’acquirente di avere un tagliando di un valore del prezzo facciale del biglietto per poter scegliere tra il carnet dei vari spettacoli dell’organizzatore. Ripeto, questo avviene solo per quanto riguarda i concerti annullati. In questo caso tra intrattenimento per famiglie, a one man show teatrali, vari YouTuber e giovani leve, oltre ai grandi concerti pop italiani e artisti internazionali, la scelta è sicuramente vasta“.

RIMBORSI E IL SENSO DEI VOUCHER
In molti dicono non voglio il voucher, voglio il rimborso del biglietto. Se il concerto viene rinviato e quindi viene fatto non c’è rimborso, si ha diritto ad assistervi quando viene svolto. Si può ovviamente rivendere il biglietto sulle piattaforme di rivendita di TicketOne.
Il motivo per cui è stato introdotto il voucher è per tutelare quelle agenzie che rischiano di avere problemi di liquidità per rimborsare gli eventi annullati. Vivo Concerti fa parte di un grande gruppo, ha liquidità, solvibilità, ma le realtà più piccole, con mesi di inattività già trascorsi, non potrebbero avere la liquidità per rimborsare. Questa filiera se non viene aiutata rischia di non esistere più
“.

LE DATE NEGLI STADI DI ULTIMO, MAX PEZZALI E SALMO
Nulla viene annullato. Il tour di Ultimo, stiamo decidendo in queste ore cosa fare ma la certezza è che il tour non sarà annullato. Nessuno annulla niente. L’ipotesi peggiore è lo spostamento. Salmo ha già parlato e stesse modalità saranno seguite anche per i concerti a San Siro e Bibione di Max Pezzali. Abbiamo varie soluzioni che comunicheremo appena possibile ma non viene annullato nulla, i concerti nella peggiore delle ipotesi si spostano. Potrà succedere che un internazionale non possa rinviare per motivi di schedule e allora sarà annullato. Ma generalmente tutti i concerti dei miei artisti italiani saranno rinviati, non annullati. Entro 10-15 giorni usciremo con le comunicazioni relative agli eventi di cui abbiamo appena parlato“.

LA PROSPETTIVA E LE IPOTESI DI RIPARTENZA
A settembre sicuramente il mondo sarà in una situazione migliore di ora, ma noi saremo gli ultimi a ripartire. Noi cosa facciamo? Assembramenti. La musica live è l’assembramento di persone più grande che esiste, dopo tutto è il linguaggio universale per eccellenza, impossibile farlo ora. Non voglio essere drastico, bisogna interpretare quel che si legge in giro, si ripartirà quando sarà possibile e fino a quando non si verifica una di queste tre ipotesi: o il virus scompare, c’è chi sostiene che com’è arrivato se ne andrà; viene trovata una cura, un contenimento medico alla malattia; arriva un vaccino. Magari ce ne sono altre che ora non mi vengono in mente, non ho la caratura scientifica per dirlo. Torneremo a fare il nostro mestiere, sono fiducioso sul 2021, sul 2020 è inutile girarci intorno, è un anno cancellato.
Osservo le iniziative che con tanto cuore si sta provando a mettere in piedi, i concerti drive-in, i live streaming e altri, ma sono palliativi: la musica dal vivo non è sostituibile
“.

CONCERTI A CAPIENZA RIDOTTA?
Molto serenamente posso dire che il guadagno su una produzione di un concerto “importante” non si ha al 50% della capienza, non al 60 ma nemmeno al 70%: lo si ha dall’80 per cento in su, dal cosiddetto punto di pareggio. Se pensiamo di ridurre le capienze al 30% va rivisto tutto, facciamo i concerti con due lampadine e la cassa portata da casa. Si semplifica, l’artista e l’agenzia guadagnano di meno e così via. Cosa che non è realistica. Si tornerà alle capienze originali quando si potrà. Banalmente come potrei riorganizzare con capienza ridotta e distanze di sicurezza per il pubblico uno spettacolo teatrale sold-out da 1600 posti venduti? Rifaccio 3 volte lo spettacolo? E’ uno scenario impraticabile per esigenze di calendario, di economie e di organizzazione“.

IL DRAMMA DELLA FILIERA DEL LIVE ENTERTAINMENT
Sono rimasto molto dispiaciuto nel vedere qual è stata la reazione all’appello lanciat tempo fa da Tiziano Ferro. Non lo conosco personalmente e lo apprezzo come artista. Quello che il pubblico non capisce è che quell’appello è stato fatto per tutelare i lavoratori della filiera dell’intrattenimento. I grandi artisti non hanno problemi a livello di sussistenza. Certo, perdere un tour è un danno e un brutto colpo anche per loro. Ma provate a immaginare quanta gente si muove per un tour negli stadi, o per un concerto in un palasport. Al di là dell’incasso derivato dai biglietti venduti, l’indotto che si genera riguarda chi viaggia, chi prenota alberghi, la ristorazione: tutto questo salta. Il dramma è ovviamente per tutti i lavoratori dello spettacolo, specializzati nella progettazione, nella costruzione e nella gestione di eventi. Quasi tutti liberi professionisti che lavoravano a chiamata. E la chiamata negli ultimi anni era enorme, c’erano tantissimi eventi in Italia negli ultimi anni. Queste persone lavoravano 230-250 giorni l’anno, sono 90 giorni che sono ferme e probabilmente il fermo sarà prolungato. Come Vivo Concerti avevamo programmato un’estate densa di appuntamenti, ci sarebbero state giornate con 3 eventi che avrebbero dovuto svolgersi in 3 stadi differenti. L’impatto per tutto il settore è devastante. Sono fiducioso nella ripartenza, fiducioso nel 2021 ma il 2020 sarà un anno dove per molti mesi non ci sarà alcun fatturato“.

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