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Avenged Sevenfold a Firenze Rocks 2018: “Italia, finalmente!”

Gli Avenged Sevenfold si sono esibiti il 17 giugno, nel quarto e ultimo giorno di Firenze Rocks 2018 che li ha visti sul palco insieme a Judas Priest e Ozzy Osbourne. La band californiana è ormai da anni una realtà consolidata, in cima alla catena alimentare del metal contemporaneo. Qualche ora prima dello show dei Nostri, abbiamo chiacchierato con Johnny Christ, storico bassista della formazione, con il quale abbiamo discusso di quanto The Stage, ambizioso album pubblicato nel 2016, abbia influito sulla carriera e sui live degli Avenged Sevenfold.

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Indubbiamente, tornare a esibirsi in Italia per la band è oltremodo importante. Dopo la cancellazione dello show milanese del 21 febbraio 2017, i Nostri non avevano più avuto la possibilità di recuperare, fino ad oggi. Un duro colpo non solo per la formazione stessa, ma anche per i fan nostrani. Il pubblico italiano infatti ha avuto a cuore la band fin dagli inizi e gli stessi Avenged Sevenfold hanno sempre dimostrato di amare in particolar modo il nostro Paese: “Non tornavamo in Italia da troppo tempo, finalmente oggi riusciamo a farlo e non potremmo essere più felici di così. Vedrete, faremo un grande show“. E poi, aggiunge il bassista, “la cucina italiana è pazzesca!”.

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Dopo quasi due anni di tour promozionale, The Stage è ormai più che rodato con una selezione di presenze fisse in scaletta, all’interno della quale continuano comunque a coesistere una carrellata di pezzi meno recenti. “La title track è la canzone che preferisco suonare del nuovo disco, è un’ottima opener, ideale per tuffarsi nel mood del nostro show con la giusta carica. Ma al contempo, continuare a proporre i grandi successi del passato è un modo per ancorarsi saldamente alle proprie radici e ricordarci da dove veniamo”.
The Stage come già sappiamo, è stato pubblicato nell’ottobre del 2016. Tempo quindi di fare qualche bilancio in merito. “Se pensi al nostro catalogo, The Stage è sicuramente il disco più complesso, ma nonostante questo si è inserito nella nostra discografia come uno step evolutivo del tutto naturale e non come un pesce fuor d’acqua. Guardando quindi a quel lato progressive che abbiamo iniziato a sondare con più attenzione in questo album, ti posso assicurare che è un aspetto che vogliamo continuare a coltivare nel tempo. A proposito, una volta finito il tour, inizieremo a lavorare su qualche nuova idea. Quindi tenetevi pronti”.

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A proposito di relative novità, Brooks Wackerman è entrato in formazione da circa un tre anni. E il suo contributo, non solo nella composizione di The Stage ma anche durante le performance live degli Avenged Sevenfold è sotto gli occhi di tutti. “Brooks ormai è diventato il nostro completamento, la ciliegina sulla torta. Poi, provenendo da un background molto differente rispetto al nostro (Wackerman infatti ha militato tra gli altri nei Bad Religion) aggiunge un sapore diverso al nostro sound, un approccio fresco e un’ottima tecnica. Oltre a saper suonare praticamente tutti i generi. Devo proprio trovargli un difetto? Non beve abbastanza (ride)”.
The Stage è stato pubblicato a sorpresa, mossa di marketing che solo mostri sacri del pop come Beyoncé e pochi altri si sono permessi. “Ammetto che è stato molto divertente e interessante monitorare le reazioni di fan e non in tutto il mondo. Potessimo tornare indietro lo rifaremmo eccome, è stata un’operazione che ci ha portato molta fortuna. Forse per il mondo del rock era troppo presto. Ma non temere, sicuramente per il futuro ci inventeremo ancora qualcosa per lasciarvi tutti a bocca aperta”. Ancora una volta.

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Chiara Borloni

Foto di Elena Di Vincenzo, Francesco Prandoni

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