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Benji & Fede: «Il nuovo album dimostrerà che non siamo una meteora»

È uscito 0+, il nuovo album di Benji & Fede. Il duo modenese, fenomeno musicale dell’anno, è volato in Nord Europa per lavorarlo, alla ricerca di sonorità più moderne e nuove opportunità di crescita. Tra le collaborazioni e i duetti di 0+, spicca il nome di Max Pezzali. Abbiamo incontrato i due giovani artisti per parlare di questo ultimo progetto, dei fan e del prossimo Festival di Sanremo.

Ragazzi, come è nato il nuovo album? B.: Abbiamo registrato il nuovo disco principalmente in Scandinavia, con produttori giovanissimi e seguendo un metodo di lavoro diverso da quello italiano. Abbiamo imparato tanto da questa esperienza, chiusi in studio da mattina a sera. Sono stati mesi intensi. Abbiamo unito due mondi diversi: il nostro, più classico, tutto italiano, e quello nordeuropeo. F.: Otto canzoni sono nate tra Svezia e Norvegia. Però teniamo a precisare che siamo sempre noi: l’album è nato acustico, chitarra-voce, e solo in un secondo momento abbiamo dato un tocco elettronico ai vari pezzi, a seconda dei nostri gusti e delle nostre intenzioni.

Fede, tu hai anche cambiato modo di cantare in certi brani, tenendo un registro più basso. È stato difficile? F.: In realtà è stato strano. Una cosa completamente nuova. Non mi era mai capitato di cantare canzoni così basse. Penso ad esempio a Forme geometriche, che ha anche un testo profondo. Tutta esperienza vocale in più. Abbiamo fatto i nostri primi concerti meno di un anno fa ma devo dire che quei giorni, chiuso in saletta a provare i nuovi pezzi, mi hanno insegnato molte più cose rispetto ad anni di lezioni di canto. B.: A differenza del primo disco, dove abbiamo dovuto fare tutto di corsa, registrandolo per intero in una settimana, questa volta abbiamo potuto incidere le voci con più calma. Un vero lusso! Questo ha permesso a Fede di sperimentare con la voce. I live lo hanno forgiato, ma c’è da dire che sta anche crescendo, sta diventando adulto, quindi la tonalità della voce, anche quando parla normalmente, è diversa.

Cosa vi aspettate da questo secondo album? F.: Non abbiamo la pretesa di piacere a tutti. Siamo solo al secondo disco. Abbiamo ancora tanto da imparare e da dimostrare. La nostra più grande paura è di deludere le aspettative delle persone. Il primo è stato un esperimento, registrato in pochissimo tempo. Ora, dopo un anno, abbiamo un po’ più di esperienza alle spalle. E sappiamo che la gente è pronta a puntare il dito e a dire: ‘ecco, questi sono solo due meteore’. Vogliamo dimostrare che siamo qui per rimanere. Abbiamo tanta voglia di lavorare e di sacrificarci. B.: 0+ rappresenta ciò che siamo noi oggi, a 22 e 23 anni. Sappiamo che non è il disco della vita ma un piccolo passo avanti rispetto al nostro primo progetto. Siamo soddisfatti, soprattutto a livello creativo, perché ci sono molte canzoni scritte da noi. Non sarà una rivoluzione ma sicuramente c’è stata una piccola evoluzione. Abbiamo voluto osare un po’ di più, concederci qualche pazzia, in assoluta libertà.

Perché 0+B.: Cercavamo un titolo che rappresentasse tutto il disco. Ma nei testi non c’era una frase che ci convincesse in questo senso. Abbiamo scoperto di avere lo stesso gruppo sanguigno. Questo titolo rappresenta il nostro rapporto di fratellanza. Ci supportiamo e, soprattutto, ci sopportiamo da anni. E poi siamo persone ottimiste. La positività è molto importante per noi.

Nel disco ci sono diversi duetti, tra cui un brano con Max Pezzali. Come è stato lavorare con lui? B.: Traccia numero 3 è nata per caso, mentre eravamo in macchina. Stavamo andando a un evento, abbiamo scritto il testo viaggiando da Modena a Brescia. Io avevo la chitarra in mano e ho cominciato a suonare. F.: Ci siamo detti: ‘quanto sarebbe bello se Max cantasse una strofa della nostra canzone? Magari parlando della sua generazione, a confronto con la nostra’. L’abbiamo buttata lì, per scherzo. Poi ci siamo fatti coraggio e glielo abbiamo proposto davvero. Lui ne è rimasto entusiasta, si è gasato di brutto! E si è messo a lavorare subito al testo. Siamo cresciuti con le canzoni degli 883, Max Pezzali è un punto di riferimento per noi, anche come persona. È umile, disponibile, curioso. Ogni volta che ti vede ti racconta la storia della sua vita (ridono, ndr).

E poi cantate con Annalisa e Jasmine Thompson. B.: Per Forme geometriche, il brano più strano del disco, ci serviva una voce femminile su un ritornello importante. Abbiamo pensato a Jasmine perché è un’artista che stimiamo molto e poi siamo molto amici. È giovanissima e molto talentuosa. Con Annalisa è nata un po’ per caso. La nostra prima versione di Tutto per una ragione faceva schifo, la seconda pure. Per fortuna è arrivata lei, che si è offerta di scriverci il testo. In due giorni ci ha mandato il brano. Abbiamo tenuto la sua voce sul ritornello perché è davvero pazzesca.

Irresistible, il vostro primo brano in inglese, non compare nel nuovo disco ma uscirà su Tim Music. Perché questa scelta? B.: Anche questa canzone è nata a Oslo. Quando abbiamo fatto la tracklist di 0+, abbiamo deciso di scegliere i pezzi che potessero dare continuità, come a creare una sorta di viaggio, una storia da ascoltare dall’inizio alla fine, mantenendo una certa coerenza tra i vari brani. Inserire una canzone in inglese ci sembrava dunque fuori luogo, ma allo stesso tempo volevamo tastare il terreno. È un esperimento. Ne abbiamo un altro nel cassetto, sempre in inglese. Ci stiamo lavorando ma non vogliamo fare il passo più lungo della gamba, anche perché ora siamo concentrati su Spagna e America Latina. A breve uscirà il singolo Adrenalina in spagnolo, poi il nuovo disco, sempre in lingua spagnola.

Come è il vostro rapporto con i fan? B.: Stiamo crescendo insieme. A volte sanno più cose loro, sul nostro conto, dei nostri genitori. L’unica cosa che a volte ci dispiace è quando non riusciamo ad avere la nostra privacy in famiglia, a goderci quei pochi momenti di pace con i nostri cari perché ti ritrovi fan sotto casa, che suonano il campanello, urlano e ti chiamano ad ogni ora del giorno e della notte. Spesso sono gli adulti i più invadenti. F.: Abbiamo visto genitori lanciarci addosso i propri figli. Scene dell’altro mondo! Non abbiamo mai negato foto e autografi a nessuno. Ci sono però momenti e momenti in cui farlo, con educazione e rispetto.

Se vi dico Festival di Sanremo 2017? B.: In questo momento abbiamo la testa sul nuovo disco. Non penso sia il caso di partecipare come concorrenti in gara. Mi sembra prematuro. Non vogliamo fare come tanti artisti che prima decidono di andare, poi pensano alla canzone. F.: Vogliamo prima avere il brano giusto e poi presentarlo al festival. Andarci per andarci non sarebbe efficace in questo momento e poi vogliamo essere più maturi. Sicuramente capiterà. Magari domattina ci svegliamo e scriviamo la canzone perfetta per il festival. Non escludiamo nulla.

A quando il nuovo tour? Contiamo di fare tanti concerti in primavera, magari già a inizio 2017. Stiamo pensando a uno spettacolo nuovo, a cose diverse da portare sul palco. Aspettatevi tante sorprese.

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