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Blanco Brown: «Quello che conta per me? Portare gioia alla gente»

Right now I just need you to get real loose… attacca così The Git Up, la hit da 98 milioni di streaming, solo su Spotify, firmata Blanco Brown, che sta facendo impazzire il mondo, con il suo sound e con il balletto ormai virale. Lo potete studiare, passo per passo nel The Git Up (Dance Video) realizzato dallo stesso Blanco, oggi a quota 35 milioni di views, per poi riprodurlo davanti alla telecamera, alla vostra maniera, e buttarvi nella mischia insieme agli oltre tre milioni di ballerini, più o meno improvvisati, del #TheGitUpChallenge.

L’importante? Divertirsi. E così sta facendo la fandom in costante espansione del cantautore, produttore, cantante, polistrumentista e artista visivo di Atlanta, nominato quest’anno tra i 7 Country Acts to Watch in 2019 di Billboard, che, in attesa del suo disco d’esordio, Honeysuckle and Lightnin Bugs, in arrivo l’11 ottobre, si sta godendo il succoso antipasto dello stile unico di Blanco Brown, da lui stesso definito Trailer Trap.

Classe ’88, cresciuto tra i projects di Atlanta e la cittadina di campagna della Georgia, Butler, dove trascorreva e estati insieme alla famiglia, Blanco Brown ha condensato la sua storia personale in uno stile capace di tendere un ponte tra il Country e la Trap, con tutto quello che i due generi rappresentano negli Stati Uniti d’America.

Con un Ep omonimo alle spalle e una carriera dietro le quinte come corista, autore e produttore vocale di artisti del calibro di Childish Gambino, Fergie (The Black Eyed Peas), Kane Brown e Chris Brown, Blanco condensa nella sua musica le storie ruvide del ghetto e una visione positiva, dolce, a lieto fine della vita; la Country Music delle campagne del sud e la Trap dei projects di Atlanta; Johnny Cash e gli OutKast.

The git up è una canzone così gioiosa in un mondo che sta andando a rotoli, pieno di violenza e incomprensione. È un invito, una reazione o altro?
Una semplice istruzione su come lasciare che le cose vadano, divertirsi, abbracciare le persone che ami, il tuo partner e se sei da solo.. seguimi. Non importa cosa farai nella vita: divertiti!

Forse non avresti immaginato che il pezzo diventasse virale, com’è nato e coshai pensato appena lo hai chiuso?
Ho iniziato con una lap steel, che, per chi non lo sapesse, è come se una chitarra e un piano avessero avuto un bambino, tutto in uno strumento. Ho trovato un bel loop, ho aggiunto la batteria, cassa, rullante, high hat, beatboxing, qualsiasi cosa potessi trovare in studio per fare dei suoni. La canzone era fatta e ho iniziato a scrivere il disco e mentre scrivevo il disco, elaboravo i passi della coreografia, perché volevo essere sicuro che andassero insieme. Una volta finito con quello, ho rifatto tutta la danza dall’inizio alla fine e sono quasi morto, ero stanchissimo. È un buon allenamento, ok, ma poi puzzavo da buttare via. A quel punto ho sentito che avevo qualcosa di speciale, perché era pieno di gioia e sento che il mondo ha bisogno di un po’ più di felicità e musica con vibrazioni positive. No, non mi aspettavo che diventasse una cosa così grande, ma sapevo che avrebbe toccato qualcuno ed è quello che conta per me, portare gioia alla gente.

E direi che ci sei riuscito alla grande, ora tutti ballano la tua danza #thegitupchallenge. Hai una versione preferita?
Mi piacciono tutte, ma sono così tante, che ci vorrebbe una vita a guardarle tutte ed è una benedizione il fatto che io non riesca a farlo. La gente continua a farne di nuove, siamo oltre i tre milioni di video, è una benedizione e più ne vedo e meno riesco a crederci!

Il termine Trailer Trap, con cui ci si riferisce alla tua musica indica la fusione dei suoni tra Country e Hip Hop, ti va di raccontarci meglio com’è fatta visto che ti si può considerare il creatore del genere?
Inizia con la Country Music, quella tradizionale, poi ci aggiungi una cifra di percussioni e poi una cifra di Boom 808. Questo suono è arrivato dalla mia infanzia, crescere nel ghetto e poi andare in campagna durante l’estate, è così che la Country Music ha incontrato la Trap, ho colmato il divario e l’ho chiamata Trailer Trap. Questa è più o meno l’essenza della canzone e del sound Trailer Trap. È Country Music, 808s.

In molti sui social o su YouTube commentano dicendo che la tua musica, la Trailer Trap, porrà fine al razzismo. Per quanto bello, è difficile immaginarlo. Tu fin dove credi che possa arrivare il potere della musica?
Per chi ascolta, credo che la musica sia la sola cosa in questo modo che può cambiare il tuo momento, tutto ciò che devi fare è schiacciare il tasto play. È una delle cose più potenti al mondo, cos’è il mondo senza una colonna sonora? Una noia! Credo che se riesci a cambiare una sola persona alla volta e poi quella persona ne cambia una a sua volta e così via, allora avremo un mondo migliore. Ci sarà mai la pace nel mondo? Solo Dio lo sa. Ma se puoi toccare le persone, che vogliono essere toccate in un modo positivo, quella è la cosa più importante, una persona, una vita alla volta.

Visto il successo che sta avendo The Git Up, che effetto ti fa pensare che un tuo fan possa anche essere un sostenitore di Donald Trump?
Non mi addentro in questioni politiche, credo che la gente possa godersi la musica, non importa di chi sei sostenitore, divertiti e basta.

Sei un cantautore, un produttore, cantante, un artista visivo, hai creato la cover per i tuoi singoli, l’Ep e l’album, suoni qualsiasi cosa ti capiti tra le mani (chitarra, armonica, lap steel, cucchiai e altro). Quando è cominciato tutto per te con la musica?
Ho firmato il mio primo contratto quando avevo sette anni. Io, i miei fratelli e mio cugino avevamo un gruppo e la prima canzone che abbiamo registrato è stata Girlfriend di Michael Jackson. Dopo di che ho passato una vita piena di registrazioni, di canzoni, talent shows e infinite prove con il coro della chiesa. Ho iniziato presto, insomma, e la musica mi ha guidato attraverso la vita ed eccomi qui.

Da produttore hai lavorato con Fergie (The Blackeyed Peas), Childish Gambino, Kane Brown e Chris Brown. Che genere di esperienze sono state? Ti hanno, in qualche modo, influenzato come cantautore?
È divertente, perché quando scrivo e produco per altra gente, cerco di mettermi nei loro panni e il mio suono non ha letteralmente niente a che fare con quello che ho fatto in precedenza con altra gente. Mentre creavo il mio suono, mi sono assicurato di tenerlo stretto al mio cuore come un bimbo, non l’ho mai suonato per altra gente e quelli a cui l’ho fatto sentire, mi hanno chiesto tutti, perché non fosse ancora uscito niente. Una domanda a cui non ho mai saputo dare una risposta, lo stavo semplicemente conservando per il momento giusto. Quello che faccio per me, me lo cucio addosso come un sarto, quello che ho fatto per altri artisti, invece, è stato parte del mio viaggio, della mia storia e sono grato a tutti loro.

Hai dichiarato che i tuoi punti di riferimento artistici sono Johnny Cash e gli OutKast. Cosa te li fa amare in particolare?
Beh, gli OutKast per me sono stati più di un gruppo Hip Hop, erano Rock’n’Roll, R&B, Pop, erano dei geni musicali e lo sono ancora. Johnny Cash era speciale nel suo modo unico, aveva fascino, non ha mai smussato gli angoli della sua musica e a me piacciono i bordi taglienti. Era un uomo integro, prendeva esattamente la posizione che sentiva di voler prendere, non importava. Se voleva suonare in una prigione, suonava in una prigione e a me piace quel tipo di carattere, ma già solo la sua voce e il modo in cui approcciava canzoni come Delia’s Gone, Walk The Line o Ring Of Fire. Era tutta roba incredibile per me.

Nelle tue canzoni parli di emozioni ruvide, come il sentirsi delusi da se stessi o da altre persone, di momenti difficili e delle cose ancora peggiori che ne possono derivare, ma parli anche dell’amore per la vita e dei bei ricordi che ci si può portare dentro attraverso una vita e una società dure. Che album è Honeysuckle and Lightnin Bugs?
È un disco positivo alla fine, ogni canzone ha un messaggio. Alcune di esse suonano negative fino alla fine, trovi il messaggio solo sul fondo del pozzo. A proposito di positività e negatività ti direi anche che niente funzionerebbe al mondo se non ci fossero questi due poli, è come in una batteria. Nella sua essenza, però, questo album contiene messaggi e significati positivi. L’ho intitolato Honeysuckle and Lightnin Bugs, perché sono le due cose che collegano tutto il mondo per me. Quando ero nel ghetto avevamo il caprifoglio (Honeysuckle), che è una pianta dalle cui foglie puoi succhiare una linfa dolce, e le lucciole (Lightnin Bugs), due cose che ritrovavo anche quando andavo in campagna. Sono due parole che non si sono mai separate nella mia vita, anche se i contesti erano così diversi, c’era un terreno comune, che mi faceva sentire a casa: Honeysuckle and Lightnin Bugs.

È vero che vedi i colori quando scrivi e che identifichi le emozioni delle tue canzoni con i colori?
Sì, infatti mi sono preso la libertà di inserire una color track. Quando apri il libretto trovi una ruota dei colori con le canzoni e ogni colore esprime il colore che io ho visto per quel pezzo e il significato di quel colore.

Presto partirai in tour per l’Australia e poi tornerai in US. Che genere di show vuoi portare alla gente? 
Pieno di energia, mi piace divertirmi, comunicare con la folla, il mio show sarà intimo, non importa quanto sei lontano dal palco, ogni persona presente avrà un posto in prima fila per quanto mi riguarda. Voglio diffondere amore, gioia, pro positività e unità: Blanco Brown!

TRACK LIST:
Temporary Insanity
HeadNod
Funky Tonk
CountryTime
Georgia Power
Gemini (Damn Right)
Ghett Ol Memories
Don’t Love Her
Tn Whiskey
The Git Up

Credito foto: J Kaviar

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