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Cesare Cremonini: «Nessuna tempesta ti può uccidere»

Esce oggi venerdì 29 novembre 2019 Cremonini 2C2C The Best Of, la raccolta del repertorio di Cesare che contiene ben 6 brani inediti, 32 singoli di successo, 18 tracce demo originali e alternative takes, 15 brani strumentali e 16 versioni pianoforte e voce.

Il cantautore ha presentato martedì alla stampa la raccolta, nella splendida cornice di Palazzo Crespi a Milano. Cesare è apparso raggiante ed estremamente soddisfatto del momento che sta vivendo: “Arrivo al traguardo dei 20 anni di carriera e compio 40 anni: ho sempre sognato di avere una storia umana oltre che discografica, volevo che la musica seguisse la mia crescita come persona. Basta dire che sto maturando, sono un uomo oramai. Questo album è la storia della mia vita: tra i più grandi successi e gli inediti, oltre a demo e rarità, viene raccontato il mio repertorio con ogni sfaccettatura musicale che ha caratterizzato le mie canzoni dagli esordi a oggi“.

Ma che periodo personale sta vivendo Cesare? “Il mio bilancio umano vede un uomo smarrito nella vita ed entusiasta di non avere più catene. Mi sono perso e si sta bene qui, sono nel territorio ideale per iniziare la seconda parte della mia carriera. Senza punti di riferimento e con un futuro bello da scrivere: nella confusione e nello smarrimento si trovano le condizioni migliori per lottare e trovare nuove strade. Ho molta fiducia in me stesso perché ho capito che nessuna tempesta ti può uccidere. Ho perso mio padre qualche tempo fa e mi sono ritrovato ad affrontare le questioni fondamentali della vita come la perdita e la fine di un rapporto importante. Era il momento migliore per scrivere canzoni“.

Cremonini dimostra nuovamente con i nuovi inediti (5 cantati e 1 strumentale) di essere coerente con il proprio credo artistico: “È come se avessi al dito la fede della musica. Il mio percorso non ha previsto scelte comode, rapide o maggiormente efficaci per raggiungere il pubblico e un successo immediato. Grazie ai miei collaboratori abbiamo da sempre scelto di basare il mio percorso artistico sulla musica in primis. E’ una scelta che con grande soddisfazione posso dire che ora sta pagando. Non è stato semplice in passato, per oltre 10 anni, confrontarsi con dati di vendita non sempre soddisfacenti, con tour che tardavano a diventare importanti. Ma non ho mai cambiato il mio approccio e nemmeno il mio credo: la coerenza è fondamentale, ho lavorato anni per rendere importanti le canzoni che volevo arrivassero al pubblico. Oggi sono nella condizione di raccontarmi con tutte le sfaccettature sonore che ritengo opportune per veicolare il mio messaggio. Col tempo mi son accorto di come la fischiettabilità di un pezzo fosse un limite. Quello che è importante è toccare la sensibilità comune. Le canzoni brevi o scritte apposta per uno scopo non mi interessano, non è quello il mio lavoro. Grazie al repertorio che abbiamo costruito in questi anni, penso oggi di potermi permettere di fare pezzi con strutture inusuali per il pop, potendoci inserire anche i miei ricordi progressive. Le strutture sono spesso variabili perché la musica va ascoltata dall’inizio alla fine. Mi fido di un pubblico che si fa accompagnare dai pezzi. Non cedo alle tentazioni della musica pop di oggi, e andare negli stadi nuovamente anche con questi inediti sarà un’ennesima sfida, che approccio con grande curiosità e voglia di imparare“.

Il Tour 2020 di Cesare Cremonini partirà il 21 giugno e si concluderà il 18 luglio a Imola. Di seguito le date confermate:
21 giugno Lignano (Stadio Teghil)
27 giugno Milano (Stadio San Siro)
30 giugno Padova (Stadio Euganeo)
4 luglio Torino (Stadio Olimpico)
7 luglio Firenze (Stadio Artemio Franchi)
10 luglio Roma (Stadio Olimpico)
14 luglio Bari (Arena della Vittoria)
18 luglio Imola (Autodromo Internazionale Enzo E Dino Ferrari)

Che cosa dobbiamo aspettarci quindi dai prossimi concerti? “Uno spettacolo che comprenderà molte hit e molti dei nuovi inediti. Stiamo lavorando per proporre una serie di eventi importanti, che richiederanno anche a livello tecnico una grande preparazione. Fare in modo che negli stadi la resa di tutte le mie sonorità sia ottimale è tutt’altro che semplice, è una sfida decisamente stimolante. Vogliamo preparare una vera e propria festa della musica, in cui le sonorità pop, strumentali, jazz, elettroniche e minimali che caratterizzano le mie canzoni vengano esaltate e raggiungano nel profondo tutti i presenti“.

Infine, come si pone il Cesare quasi 40enne di fronte ai nuovi idoli dello streaming contemporanei? “Di recente ho ascoltato l’album di Tha Supreme. L’ho trovato qualcosa di interessante e che mi ha molto divertito. Lui ha 18 anni ed è importante che ci sia la voglia e la fame di arrivare al pubblico, anche io quando avevo 17 anni avevo questa volontà. Ovviamente sarei un pazzo se pensassi di poter competere con artisti come lui sul piano dello streaming. Non avrei i mezzi e nemmeno vorrei farlo. Io sono figlio di una generazione che ha già vissuto cambiamenti epocali come quelli della musica in digitale di iTunes, ed è comunque sopravvissuta. E ho sempre pensato di dover lavorare in prospettiva per riuscire a scrivere una pagina importante della musica italiana. Non pensate che non segua la musica di oggi: la studio e cerco di prendere quello che mi piace. Sono fedele a me stesso e all’età che ho, alla generazione da cui provengo e alla cultura musicale da cui arrivo. Penso anzi di dover insegnare qualcosa, di comunicare nel modo migliore per far ascoltare della musica differente a un’enorme quantità di pubblico, per educarlo con musica varia e diversa. Suonare negli stadi come dicevo è stimolante e per me anche motivo di curiosità. Ho rinunciato a fare un tour a Natale 2020 nei palazzetti perché volevo capire dopo gli stadi quale potrà essere la strada migliore per offrire cose interessanti al pubblico. Ho solo posticipato di qualche mese il tour indoor, ma solo perché continuo a essere uno che insegue la musica, e il live rimane un grande spunto di riflessione per essere sempre più competitivo e creativo in ciò che faccio“.

Jacopo Casati

Foto di Francesco Carrozzini

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