Onstage

Claudio Baglioni, Al Centro: «Uno show faticoso, ma sul palco non ho inibizioni»

Parte da Firenze, dal Nelson Mandela Forum, il tour Al Centro di Claudio Baglioni che – dopo tre date all’Arena di Verona – porta il suo ricchissimo show nelle principali arene indoor d’Italia. Sul calendario appaiono più di 40 date, intervallate – come facilmente prevedibile – dalla parentesi sanremese: insomma, il 2019 del cantautore sarà intenso e indubbiamente impegnativo.

Lo spettacolo, rispetto alla cornice dell’Arena, è stato ovviamente modificato per far sì che si adattasse meglio alla realtà dei palazzetti. Tra le novità più importanti, c’è indubbiamente quella di un nuovo impianto sonoro («Sono felice di aver fatto da cavia» scherza Baglioni in proposito) e di nuove coreografie, per quanto – almeno nel concetto – il live sia rimasto fondamentalmente invariato, con il palco al centro e coreografie variopinte, degne del migliore varietà.

«Lo spettacolo è molto simile a quello fatto in Arena – sentenzia Claudio nella conferenza post-concerto – per il resto, non ho parole. Non so bene cosa dire, se non che questa avventura, per me, è molto importante e quasi decisiva, perché racchiude mezzo secolo di carriera».

A mettere i puntini sulle i ci pensa Giuliano Peparini, che ha firmato la regia teatrale e le coreografie.

«Qualcosa è diverso, come la coreografia di Noi no – puntualizza il coreografo – e qualche cambio è stato necessario, anche perché a differenza dell’Arena non siamo più all’aperto. L’impianto luci, ad esempio, è diverso perché nei palazzetti ci avviciniamo al pubblico. Volevamo ricreare qualcosa di già visto a Verona per tentare il pubblico. Devo dire che Claudio è un artista unico. Non sa stare seduto e partecipa a tutte le prove, divertendosi con chiunque».

Sembra semplice, invece si tratta indubbiamente di un lavorone. «Sì, è faticoso – sentenzia infatti Baglioni – anche perché per la prima volta nella mia vita mi trovo lontano dai musicisti. Poi, conta anche l’anagrafe (ride, ndr). Sul palco, però, perdo i freni inibitori. Il vero successo forse è che non smetto mai di essere un ragazzino».

Claudio commenta poi il ritmo incalzante dello show («Parlo meno perché devo riprendere fiato» scherza) e la scelta di una scaletta cronologica, che evidenzia anche la sua costante artistica, questo suo scrivere e cantare l’amore.

«Non sempre parlo d’amore – precisa poi il cantautore – però devo confessare che dopo tanti anni ancora non ci ho capito molto. Sono come i cani che continuano ad abbaiare alla Luna perché non sanno cosa sia».

«Da una parte a vedere la mia scaletta mi consolo – scherza ancora – dall’altra, in certi momenti, mi deprimo. Mi sembra di scrivere sempre allo stesso modo, ma alla fine penso che è in fondo una storia, la mia. E mi piace raccontarla e vedere l’effetto che fa».

Infine, Baglioni conferma il “nuovo” meccanismo di Sanremo Giovani, con due prime serate su Rai1 previste a dicembre. Per ciascuna serata, si esibiranno 12 concorrenti: i vincitori del primo e del secondo appuntamento televisivo a febbraio gareggeranno direttamente con i Big. «Io ci sarò – precisa Baglioni – ma non in trasmissione». Voci di corridoio vorrebbero alla conduzione degli appuntamenti di dicembre Fabio Rovazzi e Pippo Baudo, ma Baglioni non si sbilancia: «Sono loro? Non lo so. Se sono loro vedremo come si comportano».

Grazia Cicciotti

Foto di Angelo Trani

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