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Emis Killa: «Riporterò la mia immagine e la mia musica dove sono sempre state»

Qualche giorno fa, durante la presentazione alla stampa del nuovo titolo sportivo sviluppato da Visual Concepts, NBA 2K18, in uscita venerdì 15 settembre 2017, abbiamo avuto la possibilità di parlare con Emis Killa. Cult, uno dei brani presenti all’interno del suo ultimo album Terza Stagione, è stato inserito nella colonna sonora del gioco. Ecco cosa ci ha raccontato il rapper di Vimercate.

Che effetto ti fa avere una canzone all’interno della soundtrack di NBA 2K18?
Sono davvero onorato. Pensavo che Cult fosse presente solamente nella versione italiana del gioco. Invece mi hanno detto che tutti i giocatori del mondo potranno sentire il mio pezzo. Non è una cosa da tutti i giorni.

Cult è presente in Terza stagione, un disco rap al 100% che nell’ultimo anno ti ha fatto un po’ allontanare da quella parte di pubblico che ascolta solamente i singoli alla radio. Stai scrivendo pezzi nuovi?
Ho già dei pezzi pronti, ma sono solo all’inizio di quello che sarà il nuovo album. Lavorerò in una direzione diversa questa volta, non farò più una roba prettamente rap perché ho visto che comunque non paga e non appaga soprattutto me. È vero che è importante fare la roba che ti piace al 100%, ma è anche vero che quando la vai a suonare e c’è meno gente a vederti e meno riscontro dappertutto, l’entusiasmo generale si abbassa. Tornerò con l’obiettivo di riportare la mia immagine e la mia musica dove sono sempre state. Senza mancare di rispetto all’ambiente rap.

Il disco, comunque, non è andato male.
No, non è andato male, ma se consideri che tutti i dischi precedenti sono stati certificati album di platino c’è stata una bella differenza. Il calo, dal punto di vista della percezione, è evidente. Io comunque non mi prendo male. È stata una cosa voluta, una scelta precisa. Non è che abbiamo provato a fare il disco per spaccare ed è andato male. Ho fatto un disco sapendo che sarebbe andato meno e che sarebbe stato apprezzato soltanto da quelli dello zoccolo duro. E così e stato. Quest’anno si cambia rotta e vediamo.

Immagino che la voglia di ripartire anche con un nuovo tour sia tanta.
Assolutamente. Ho fatto poca roba quest’anno anche perché diventava complicato. Le cose erano due: o si andava a suonare tanto ma in dei posti più piccoli oppure si facevano meno robe razionate, ma belle. Ti dico personalmente, devo essere sincero, è stata una scelta dell’agenzia di fare poca roba ma a misura. Io mi sarei accontentato di suonare tanto in posti con meno capienza, perché era la dimensione giusta per questo disco. Detto ciò, rispetto il lavoro di tutti e va bene così.

Per chiudere, ho visto che hai speso buone parole per il nuovo singolo di Federica Abbate. Secondo te è un nome da tenere d’occhio?
Sono veramente curioso di vedere che cosa succederà con Federica perché io sono il suo fan numero uno. Durante The Voice l’avevo chiamata come vocal coach e con i ragazzi aveva fatto un lavoro eccezionale. Ho avuto la fortuna di poter ascoltare i pezzi molto tempo fa quando erano in fase di missaggio. Lei è veramente la ragazza più talentuosa che io abbia conosciuto negli ultimi anni per quanto riguarda la musica. È una che non sa leggere gli spartiti e suona tutto a orecchio.
Sono contento che sia uscita con questo singolo (Fiori sui balconi, ndr), vedremo come andranno le cose. Intanto le auguro il meglio, e raccomando a chiunque ami la musica fatta bene e in maniera originale che non puzzi di vecchio, come la roba italiana che ha rotto i coglioni da una vita, di andarsi ad ascoltare Federica Abbate perché è veramente un fenomeno.

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