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Eugenio Finardi: «Vi racconto i miei 40 anni di musica ribelle»

Il 28 ottobre esce 40 anni di Musica Ribelle, un cofanetto che racchiude i cinque storici album di Eugenio Finardi nati tra il 1975 e il 1979. La raccolta, disponibile in varie edizioni, contiene infatti i primi lavori del cantautore milanese, da Non gettate alcun oggetto dai finestrini a Sugo, passando per Diesel, Blitz e Roccando rollando, ripescati dal passato e rimasterizzati dai nastri originali. E il 4 novembre appuntamento live con Finardi e tanti amici musicisti, per un concerto-evento al teatro Dal Verme di Milano.

EUGENIO FINARDI E LA SUA MUSICA RIBELLE – «A 60 anni si devono realizzare i propri sogni. E a 60 possono avvenire dei piccoli miracoli come questo  – spiega Eugenio Finardi – Lo scorso anno mi sono reso conto che erano trascorsi già 40 anni dal mio primissimo album, ma era troppo tardi per organizzare qualcosa e per festeggiare. Poi a gennaio mi è arrivato da Vicenza un pacco che conteneva documenti d’archivio della Cramps (celebre casa discografica degli anni Settanta, ndr) tra cui alcune tracce originali che ho registrato insieme alla mia band di allora. Da lì è partita l’idea di fare questa raccolta, per recuperare e celebrare 40 anni di musica ribelle. E’ una specie di macchina del tempo, che parte dal ricordo di un gruppetto di ragazzi riuniti in una saletta a suonare e registrare canzoni, con quell’entusiasmo e quell’ingenuità spocchiosa che solo l’adolescenza ti dona.  E quei ragazzini, di 17, 18 e 20 anni, hanno inventato un nuovo modo di fare rock in Italia».

UNA RACCOLTA NON DI NOSTALGIA MA DI PROPAGANDA – «Abbiamo ritrovato i nastri magnetici dei primi cinque album e abbiamo lavorato a lungo per digitalizzarli e renderli ascoltabili. Ogni minimo dettaglio è stato curato in maniera maniacale, non volevamo produrre degli mp3 ma fare in modo che chi ascolta possa essere catapultato direttamente in quegli anni e in quello studio. E’ stata dura ma è uscita una cosa straordinaria. Insieme a Vittorio Cosma ed Elio delle Storie Tese, abbiamo schiacciato play e il risultato è stato sorprendente, direi perfetto. Lì sono cominciati i miei ricordi, la testa è tornata alla fine degli anni Settanta e a quei ragazzini liberi di fare quello che volevano e come lo volevano. Sono canzoni che non hanno perso la loro rilevanza, anzi, per alcune tracce ho scoperto suoni e testi che risultano particolarmente attuali nonostante siano passati 40 anni. All’epoca a noi sembravano brani normali e invece erano intuizioni pazzesche. Certi testi, forse, hanno più senso oggi rispetto a decenni fa. Penso a La C.I.A. oppure a Scuola. Sono brani ancora militanti, io stesso sono militante! E con questa raccolta non è frutto di un’operazione di nostalgia ma di propaganda».

LA «VIA ITALIANA» AL ROCK – Ci sono proprio tutte, nella loro versione originale: da Extraterrestre a Musica Ribelle, da Voglio a Scuola, ma anche Legalizzatela, La C.I.A., La paura del domani e Sulla strada. «Non gettate alcun oggetto dai finestrini fu censurato dalla Rai – ricorda Eugenio Finardi – Fu un album rivoluzionario. Sorprende ancora il fatto che il pezzo più rock in Italia, contenuto in questo disco, sia stato realizzato senza nemmeno una chitarra elettrica. Abbiamo utilizzato, infatti, mandolini e violini. Questa raccolta contiene tutto il mio tesoro. Recuperarlo è stato come ritrovare il primo amore e scoprire che non è invecchiato. Sono stati 40 anni non solo di musica ma di atteggiamento ribelle. Questi cinque album hanno segnato il passaggio dal periodo utopico, terminato con la morte di Demetrio Stratos, alla fase del reflusso. Io sono per metà americano e fin da ragazzino avevo ben in mente cosa fosse il rock. Ma a quei tempi volevo fare qualcosa di diverso. Volevo trovare la via italiana al rock, come Berlinguer cercava la via italiana al comunismo (ride, ndr). Dovevamo fare la rivoluzione e la abbiamo fatta!».

CANZONI, FOTO E RICORDI SPECIALI – Non solo musica, ma anche tante immagini che ritraggono un giovanissimo Eugenio Finardi e i suoi amici ribelli. E poi testimonianze di amici e colleghi, con documenti mai pubblicati e ritrovati in fondo a un cassetto o chissà in quali archivi segreti. 40 anni di musica ribelle contiene anche  le copertine originali dei vinili, anche quelle andate distrutte. «Abbiamo riprodotto tutto fedelmente, anche le buste interne. I neri delle foto sono diventati viola. Abbiamo inserito anche i contributi scritti di artisti con i quali ho mosso i primi passi. C’è una lettera di Gianna Nannini, di quando era una cantante folk femmiista, col gonnellone lungo, un articolo di Umberto Eco in cui parla delle radio libere e della mia musica, e altri contributi preziosi ed emozionanti».

LA REUNION LIVE A MILANO – Il 4 novembre Eugenio Finardi celebrerà questo importante anniversario con un concerto speciale al Teatro Dal Verme di Milano. Musica ribelle – La reunion vedrà la partecipazione di alcuni dei componenti storici della band originale, oltre a ospiti e amici. «Porterò sul palco tutta la libertà, le tematiche e le idee di quegli anni e di quei cinque dischi – conclude Finardi – Perché io sono lo stesso di allora e la penso esattamente allo stesso modo. Mi sento figlio e padre di quell’epoca».

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