Onstage

Eugenio in Via di Gioia: «Dalla strada ai palchi, suonando di tutto»

L’1 marzo esce Natura Viva, il nuovo album degli Eugenio in Via di Gioia, che contiene 10 tracce tra cui i singoli già rilasciati Altrove, Il tuo amico il tuo nemico tu, Cerchi e Camera Mia.

Una tracklist che mischia testi originali a un tappeto musicale estremamente innovativo. Del resto, lo dicono proprio i ragazzi che il loro processo di creazione non è di certo cambiato rispetto agli esordi e va «dalla strada ai palchi più grossi», partendo però sempre dal basso.

Di sicuro, per questo nuovo album c’è stato uno sforzo ulteriore. A partire dalla copertina, «commissionata a uno street artist torinese, BR1».

«Eravamo colpiti dalle sue opere – dichiarano i ragazzi nel corso della loro prima conferenza stampa – le incollava sui manifesti pubblicitari in disuso e creava in questo modo immagini spiazzanti e provocatorie. Volevamo raccontare le nostre canzoni in modo grafico. E infatti, durante i live, ci saranno a disposizione dei cartelloni da colorare prima dei concerti».

Tornando alla musica, la band definisce il proprio genere – senza troppi preamboli – «urban, perché nasce in strada e poi dopo, a casa, la stravolgiamo. Non è un caso che in questo disco ci siano molti effetti particolari, campionati sia dalla natura che dalla città. La direzione che sta prendendo oggi la nostra musica è quella di unire campioni che avvicinano anche l’ascoltatore casuale. Un po’ come fa Bon Iver con effetti talvolta anche cacofonici, rendendo però il tutto molto omogeneo. Si può suonare veramente qualsiasi cosa. Anche i mandarini parlano».

Gli Eugenio in Via di Gioia raccontano infatti di registrare di notte, usando campioni molto sussurrati («Sono sussurrati proprio perché lavoriamo di notte, non possiamo urlare se siamo a casa»).
«Torino, poi, è una città che sussurra. – aggiungono sulla loro metropoli d’origine – Non è facile uscire da Torino, è una città un po’ defilata. Un artista torinese deve fare un doppio lavoro, ma se spacchi a Torino poi nelle altre città spacchi il culo a tutti. O almeno noi torinesi ne siamo convinti».

La strada è, di fatto, ciò che avvicina i ragazzi alla gente. «Un po’ come una natura morta – commentano – però viva». E non è un caso che nei live la band si affidi molto all’improvvisazione e al dialogo con il pubblico. «Anche col nuovo tour il nostro rapporto col pubblico non cambierà – commentano – anzi, saremo ancora più burloni. Se sei in un locale e c’è gente che non vuole ascoltarti, dire cose giocose richiama la loro attenzione. Ora siamo in posti più grandi e non c’è bisogno di attirare la loro attenzione. In questo senso, la comunicazione cambierà».

«Ogni tour – concludono – risponde del disco precedente. Ci stanno arrivando bei riscontri, anche perché i brani più ascoltati sono i nuovi. Per noi è un buon segno».

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