Onstage

Fiorella Mannoia: «Personale, un disco d’amore verso il prossimo»

Venerdì 29 marzo esce Personale, il nuovo album di Fiorella Mannoia. Tredici canzoni arricchite da altrettante fotografie realizzate dalla stessa artista, che pur definendosi una «dilettante» nell’arte dello scatto ha deciso di mostrare alcuni dei suoi fermimmagine in giro per il mondo, aggiungendo un contenuto visivo ai messaggi dei testi che canta.

Personale, appunto, come può esserlo una mostra fotografica, anche se la passione di Fiorella nasce appena due anni fa. «Sono stati i miei collaboratori a convincermi a mettere le foto nel disco. – confessa infatti la Mannoia – Non ho scelto le più belle, ma quelle che si abbinavano bene all’album. Ho creato tutto il progetto intorno a questa mia nuova passione».

La tracklist è però un racconto che va ben oltre la fotografia e che – grazie ad autori come Federica Abbate, Cesare Chiodo, Marialuisa De Prisco, Daniele Magro, Amara, Luca Barbarossa, Bungaro, Zibba, Rakele, Giulia Anania, Cheope e Ivano Fossati, che firma Penelope – riesce a raccontare un’Italia attuale seguendo gli stessi pensieri di Fiorella.

In Anna siamo tutti quanti affiora, ad esempio, l’immagine di «una ragazza delusa che però reagisce. Tanti giovani sono delusi, ma in mezzo a questa delusione io vedo nascere dei focolai di ribellione. Forse la preoccupazione di oggi sta risvegliando un senso civico che non c’era. I giovani non sono farfalloni, se proponi loro qualcosa di concreto si battono. È la politica che li ha delusi».

La Resistenza è un tema molto caro a Fiorella, tanto da cantare un brano che porta proprio questo titolo. «C’è troppo astio nel mondo, troppa acredine. – puntualizza la Mannoia – Abbiamo il dovere di bilanciare. Questo è un disco d’amore, amore per il prossimo. Facciamo opposizione con le carezze, questa potrebbe essere la sintesi di questo album. Dobbiamo combattere questo clima e capire che è il linguaggio il vero pericolo. Non il tema, ma le parole che si usano. Le parole sono armi».

Torna anche la figura della donna in questo progetto, anche se non in modo consolatorio. «Carillon – spiega Fiorella – mi piace proprio per questo. I problemi vanno affrontati da noi stesse. L’istinto ci porta sempre a giustificare. Carillon è un attacco alla donna stessa».

Due brani in dialetto impreziosiscono poi la tracklist. L’Amore al Potere, scritta da Luca Barbarossa in romanesco, e Canzone Sospesa, la Bonus Track in napoletano cantata in featuring con l’autore, Antonio Carluccio («Il disco era già chiuso e Carluccio non lo conoscevo – spiega la Mannoia – ma mi sono innamorata di questa canzone. Non potevo cantarla da sola e ho pensato di fare quello che si fa solitamente ai concerti, ospitando un emergente su disco»).

«Non mi pento mai di espormi – conclude infine l’artista – ho potuto sbagliare qualche valutazione, ma non c’è mai pentimento nella speranza. Sono più arrabbiata che pentita».

Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Scipioni

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