Onstage

De Gregori torna con un film e due tour: «Tre progetti uniti dalla voglia di anomalia»

A ridosso della pubblicazione di Anema e core, l’esclusivo progetto che ha visto Francesco De Gregori collaborare con la moglie Chicca alla voce e l’artista Mimmo Paladino, autore della xilografia in 99 esemplari numerati e autografati, che avvolge il 45 giri con la versione acustica e orchestrale del grande classico napoletano (oggi disponibile anche in edizione commerciale limitata a 500 copie e in streaming, da venerdì 23 novembre anche con orchestra), il cantautore romano è tornato a presentare una serie di progetti tutti legati alla dimensione live: un film Vero dal vivo, il tour confidenziale, Off the Record, e quello orchestrale, De Gregori & Orchestra Greatest Hits Live.

«Sono progetti slegati tra loro, l’unica cosa che li unisce è la mia voglia di divertirmi a suonare con i miei musicisti o in alcune occasioni che mi capitano, come ad esempio la canzone bellissima che ho condiviso con Elisa (Quelli che restano, ndr) e che mi ha risolto dieci giorni, in cui sarei stato senza musica», ha raccontato questa mattina in conferenza stampa a Milano. «Se c’è una cosa che può unire questa fase di bulimia musicale che sto attraversando, però, è proprio l’anomalia, la bizzarria di queste cose. Non amo la prevedibilità, le cose già fatte e quindi credo che il trait d’union di tutto questo sia la ricerca di novità per me e inevitabilmente per il pubblico. Quello che mi emoziona ancora e sempre quando salgo su un palco, alla fine, è il rapporto con la gente, sentire la gola che si apre e si stringe, far suonare una parola una sera dopo l’altra in maniera diversa, sentire che il basso appoggia in maniera diversa e rendere partecipe il pubblico di tutto questo, attraverso canzoni in cui racconto la mia vita e la mia visione del mondo».

È un’emozione che ritroveremo in Vero dal vivo, il film documentario girato da Daniele Barraco, in onda il 1 dicembre, alle 21.40, su Rai Tre. Prodotta da Caravan con Rai Cinema, la pellicola coglie De Gregori in «un pezzo di vita senza sceneggiatura», impegnato con la sua band nelle tappe della tournée europea e americana partita il 16 ottobre 2017 e passata da Monaco, Zurigo, Bruxelles, Parigi, Lussemburgo, Londra, Lugano, Boston e New York, per approdare, infine a Bath e nei Real World Studios di Peter Gabriel dove è stata registrata Anema e Core.

«Daniele Barraco non è mai stato invasivo con la sua telecamera, ciò ha veramente permesso che questo video si potesse chiamare Vero dal vivo, perché c’è tutta la verità di persone che si muovono in quest’ambito di scale e di viaggio, che è sempre una narrazione importante. È un po’ come se Barraco fosse stato la famosa mosca sul muro, che riesce a vedere le cose che normalmente non vengono viste», ha spiegato De Gregori a proposito di questo film fatto di indizi: «Non mi sarebbe piaciuto che esaurisse completamente il mistero che io mi porto appresso, che poi è quello che abbiamo tutti noi. Questo film apre una finestra su quel mistero, lo rende evidente, ma non lo risolve».

Non risolve nemmeno il mistero della scomparsa della storica barba di De Gregori, imberbe nel film per una ragione insospettabilmente prosaica: «L’estate prima ero andato in Grecia e mi ero comprato una maschera particolare per guardare sott’acqua. Questa maschera non funziona se uno ha la barba, entra l’acqua, allora me la sono tagliata e si è fatto settembre. Quando siamo partiti per il tour non mi sono posto il problema, anzi, mi sono detto: ma perché devo sempre essere riconoscibile come un’icona, col cappello, gli occhiali scuri e la barba? Ma chi se ne frega! Quindi, un po’ la pigrizia di dover curare la barba in tour col rasoio a mano, che non sono capace e un po’ la voglia di non essere prigioniero di una fotografia, hanno fatto sì che io sia apparso senza la barba. Ora però è tornata».

Dal vivo, si riparte, invece, il 28 febbraio con Off the Record, una serie di date dai toni confidenziali, con cui De Gregori si esibirà da resident artist fino al 27 marzo davanti al pubblico ristretto di 230 persone del Teatro della Garbatella di Roma. Un progetto nato dalla voglia del cantautore di scardinare le dinamiche del classico dualismo teatro/palazzetto e che inizialmente si sarebbe dovuto intitolare Off Broadway.

«Sapevo che Springsteen stava facendo questa cosa da resident a New York, ma ignoravo che il suo si chiamasse On Broadway, quando poi l’ho scoperto ho pensato che intitolare il mio Off Broadway poteva sembrare una polemica contro Springsteen, così ho cambiato titolo», ha raccontato a proposito delle date romane, in cui ad accompagnarlo ci sarà la sua band formata da Guido Guglielminetti (basso e contrabbasso), Carlo Gaudiello (piano e tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre) e Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino).

Un assetto intimo che consentirà di proporre una scaletta inconsueta, ideale per il palato di fan di vecchia data: «Il fatto di poter contare su una band di pochi elementi, ben rodati mi consentirà di variare molto sera per sera quello che andremo a fare. L’altro giorno stavamo fuori dall’Italia e c’era una vecchia amica, che mi ha chiesto perché non facevo mai un pezzo lontanissimo nel tempo come Souvenir. Allora con la band l’abbiamo provata durante il soundcheck e la sera è venuta benissimo. Ecco, vorrei questo tipo di improvvisazione, di approccio alla mia musica non troppo protocollato e accademico, ci farà divertire, magari qualche pezzo verrà anche male, ma nessuno ci picchierà per questo, spero».

Quest’estate, poi, sarà la volta del tour De Gregori & Orchestra Greatest Hits Live, che, al via l’11 giugno dalle Terme di Caracalla, per ora, toccherà il 15 il Teatro Antico di Taormina (ME) e il 30 il Lucca Summer Festival, per concludersi il 20 settembre all’Arena di Verona (biglietti in vendita dalle 16.00 di mercoledì 21 novembre su TicketOne e dalle 11.00 del 28 novembre nei punti vendita abituali).

«Sono sicuro che la temibile retorica che può produrre un’orchestra gestita male non la sentirete nel nostro lavoro di quest’estate», ha anticipato De Gregori, al suo primo tour con un’orchestra di quaranta elementi, che avrà come nucleo centrale lo Gnu Quartet (composto da Raffaele Rebaudengo alla viola, Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino e Stefano Cabrera al violoncello), affiancato dalla band che lo accompagnerà anche nelle date dell’Off the Record.

Anche in questo caso, l’idea dietro al progetto è nata dal desiderio di andare oltre e rinfrescare il repertorio dei grandi classici di una carriera ormai quasi cinquantennale. «Greatest Hits è proprio una dichiarazione di intenti. Nei miei concerti ho sempre cercato di evitare di fare solo i grandi successi, perché quando faccio una scelta per un concerto so di avere davanti una platea, in cui il settanta per cento vuole sicuramente sentire La donna cannone, Buonanotte Fiorellino, Pablo, l’altro trenta, invece, non ne può più di sentirle. È un problema che mi porterò dietro per tutta la mia esistenza, ma in questo progetto doppio io calo l’asso prima, con la grande orchestra si sentiranno tutti o quasi tutti i miei successi, fatti, però, in maniera totalmente inedita, mentre nel concerto romano residenziale giocherò con il mio repertorio, portando dentro canzoni che in questo momento probabilmente nemmeno mi ricordo».

Ma non finisce qui, perché, De Gregori ha già annunciato l’intenzione di fissare su disco, da rilasciare entro l’estate, questo progetto orchestrale: «Non vorrei un disco dal vivo – ha concluso -, ma registrato in sala con quello che era lo spettacolo dal vivo, possibilmente su due piste, per restituire la resa orchestrale in presa diretta».

Cinzia Meroni

Foto di Daniele Barraco - Testo di Cinzia Meroni - Videointervista di Grazia Cicciotti

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