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Amedeo Lombardi di Home Festival: «L’arte deve innanzitutto far provare qualcosa»

Home Festival 2017 si svolgerà dal 31 agosto al 3 settembre a Treviso. Per la nuova edizione, gli organizzatori hanno puntato forte sul concetto di “casa”, oltre a rafforzare l’esperienza a 360 gradi in cui la musica è “solo” uno degli ingredienti. Amedeo Lombardi ci ha raccontato le novità del 2017.

Lo scorso anno dicevi che quella del 2016 sarebbe stata l’edizione della maturità. Ora si inizia l’università per specializzarsi sempre di più?
Le scelte fatte negli ultimi anni mi sembrano ormai evidenti. I riconoscimenti ottenuti ai Coca-Cola Onstage Awards, dove Home Festival si è aggiudicato per la terza volta il premio come Miglior Festival (ambitissimo riconoscimento che lo consacra ai vertici nazionali ed europei) e la crescita costante della line up, tanto sotto il profilo del numero degli artisti presenti quanto dal punto di vista della loro levatura, così come la serie di attività e di servizi che offriamo in misura sempre più significativa, derivano dalla scelta di non limitarsi a organizzare una semplice rassegna di concerti, ma un vero e proprio festival di respiro europeo che permetta di vivere un’esperienza a 360 gradi.

Ci racconti come farai a regalare l’acqua al pubblico?
Nel modo più semplice possibile, ovvero mettendo delle fontane. Ci saranno cioè dei punti di approvvigionamento e di ricarica di acqua potabile completamente gratuiti dove sarà possibile rifornire le proprie borracce o bottiglie mediante appositi distributori. Saremo i primi a farlo in Italia. A fare la differenza però, al di là di questi aspetti tecnici, è l’attitudine o meglio la volontà che c’è dietro una scelta del genere, per la quale subiremo dei danni economici, ma che risponde alla nostra priorità di ospitare “a casa” chi ci vuole bene. E un bicchiere d’acqua non si nega a nessuno.

C’è chi ha storto e parecchio il naso leggendo i nomi di J-Ax e Fedez e Thegiornalisti. La strada per crescere sempre più passa necessariamente per nomi così mainstream e “commerciali”?
Sicuramente la strada per crescere passa attraverso la scelta di proporre artisti capaci di riempire stadi e palazzetti e di dare contemporaneamente spazio, sulla scia di questi, anche a musicisti promettenti ma, almeno per il momento, meno conosciuti. Ricordo quando quattro anni fa abbiamo fatto suonare per la prima volta in Italia i The Chainsmokers e quando abbiamo proposto i Clean Bandit; se non fosse stato per la folla richiamata da band più “commerciali” nessuno si sarebbe accorto di loro. J-Ax, Fedez e Thegiornalisti possono non essere simpatici a molti, ma la classifica dice chiaramente che le persone che li ascoltano sono ancora di più. Tutto dipende dalla direzione in cui si vuole andare. Home Festival è ormai giunto all’ottava edizione e ogni anno abbiamo fatto storcere il naso e scontentato molti per gli artisti inseriti in line-up, ma i numeri sembrano confermare la bontà della nostra decisione di realizzare una manifestazione non specializzata in un unico genere musicale. Sarebbe stupido avere la pretesa di accontentare tutti, ragion per cui per ogni spettacolo garantiamo sempre diverse alternative musicali e non. Sono sempre stato convinto del fatto che il più grande limite delle persone sia la tendenza a imporre i propri gusti ad altri considerandoli migliori. Sono sempre stato contrario a questa forma mentis. Per me la musica è innanzitutto arte ed essendo tale deve emozionare e non piacere per forza a tutti. Per fortuna ognuno si emoziona in modo diverso!

Quest’anno in molti hanno storto il naso per la line-up troppo variegata e nazional-popolare rispetto agli scorsi anni. Vuoi spiegare perché non è sempre possibile portare i Foo Fighters? O per lo meno, perché non è possibile adesso senza alzare il biglietto?
Credo che in Italia non ci siano mai stati così tanti concerti, cosa che sicuramente ha avuto dei riflessi sul nostro festival. Ciò nonostante, lo ribadisco, abbiamo sempre avuto una line up variegata e anche nei prossimi anni continueremo a portare avanti questa scelta, in quanto, piuttosto che settarci su un unico genere musicale, ci interessa specializzarci nel far vivere un’esperienza indimenticabile al nostro pubblico. Oltretutto per noi che arriviamo a fine estate riuscire a far esibire in date uniche artisti come Liam Gallagher, The Libertines, London Grammar, Duran Duran o Steve Angello non è un compito semplice. Le variabili con cui fare i conti sono infatti molteplici e comprendono, solo per fare degli esempi, il periodo, la venue, la concomitanza con altri eventi, gli aspetti tecnici, il costo degli artisti e delle band e i loro spostamenti. Variabili che inevitabilmente si riflettono anche sul prezzo del biglietto e che ci obbligano a valutare se ci sia o meno la possibilità di far esibire certi artisti con ampio anticipo, tant’è vero che da circa un mese abbiamo già iniziato a lavorare per definire la line up dell’edizione 2018 di Home Festival.

Che servizi offrirete quest’anno oltre alle navette e al camping? Altre novità?
Sicuramente oltre ai servizi citati, che proviamo a migliorare di anno in anno, come novità ci sarà appunto la possibilità di poter utilizzare distributori di acqua gratuita. Da quest’anno introdurremo inoltre i cosiddetti “token”, che ci aiuteranno ad abituare ed educare le persone all’uso dei sistemi di pagamento “cashless” e che saranno rimborsati se non utilizzati.

Cosa ci dobbiamo aspettare da “Home Festival”?
Home festival è a tutti gli effetti un vero e proprio festival. Purtroppo ultimamente l’aggettivo “vero” viene sempre più spesso abusato e travisato, mentre noi ci impegneremo al massimo per far sì che le esperienze vissute dai partecipanti, così come le emozioni che proveranno e ciò che sperimenteranno e vedranno, siano il più possibile vere e autentiche. La nostra volontà è quella di far sentire le persone a casa loro. Una casa dove poter vivere emozioni e di emozioni. Magari secondo qualcuno la line up sarà troppo variegata o “commerciale”, ma in ogni caso rimarremo fedeli alla convinzione che l’arte debba innanzitutto far provare qualcosa. In poche parole, Home Festival sarà una casa vera.

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