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Il Volo e i 10 anni di carriera: «Per noi la musica è tutto, ci fa stare bene»

Correva l’anno 2009 quando, nel corso della seconda edizione di Ti Lascio Una Canzone, tre ragazzi presentatisi come concorrenti solisti finirono per comporre un trio, grazie a un’intuizione di Roberto Cenci. Nasceva così Il Volo e in dieci anni ne son successe di cose a Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble.

Il 2019 non poteva che essere, dunque, un anno di festa. E i festeggiamenti dureranno a lungo, a partire dalla presenza (in gara) al Festival di Sanremo con il brano Musica che resta, all’album Musica (in uscita il 22 febbraio) e ai tour mondiali che li vedranno protagonisti per tutto il 2019.

Intanto, i tre ragazzi hanno anche coronato il loro sogno di cantare davanti al Papa, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.
«Abbiamo iniziato con il modo migliore per festeggiare questo decennio. – inizia a raccontare Piero in conferenza stampa – Siamo molto legati a questo Papa, è un rivoluzionario. Non credevamo di trovare così tanti ragazzi, per noi è stato un onore. Trovarsi a un metro di distanza dal Papa comporta la gestione delle emozioni. Il selfie, però, è stata la cosa più bella». Gianluca ammette che a Panama hanno «realizzato il nostro sogno più grande». Eppure, si può ben dire che il 2019 è ancora tutto da scrivere. Il 5 febbraio prenderà ufficialmente il via il Festival di Sanremo e, per festeggiare i dieci anni di carriera, i tre ragazzi torneranno in gara dopo la vittoria nel 2015 con Grande Amore.

«Siamo fondamentalmente interpreti. – spiega Ignazio – Per cui avevamo provinato un po’ di brani, ma somigliavano troppo a Grande Amore. Avevano suoni poco contemporanei. Così abbiamo incontrato Michele Canova e, dal punto di vista sonoro, abbiamo visto proprio un miglioramento».

Sia il brano Musica che resta, scritto da Gianna Nannini, che l’album Musica (che contiene 8 cover e tre inediti, tra cui quello sanremese) presentano di fatto un’evoluzione del trio di tenori. I ragazzi affermano risoluti che «dal decennale parte Il Volo 2.0», che sarà una sorta di evoluzione sonora di ciò a cui gli ex tenorini ci hanno abituato.

«Non vogliamo tradire quello che abbiamo fatto in dieci anni. – ci spiega Gianluca – Il processo non è facile perché noi siamo stati a tutti gli effetti dei bambini prodigio, e i bambini prodigio spesso si perdono. Un artista, però, deve evolversi».

«Fino a qualche anno fa ci dicevano come cantare – aggiunge Ignazio – ma ci stava perché eravamo piccoli. Ora siamo più grandi e sappiamo decidere da soli. Ci va di far capire che Il Volo non è solamente O’ Sole Mio, ma può essere anche altro». I viaggi, del resto, hanno dato ai tre amici una visione chiara di come la musica venga recepita diversamente in ogni singolo paese. «All’estero apprezzano il Bel Canto – commenta Piero – in Italia meno. Questo album è una mappa dei nostri viaggi. Per il Sud America, ovviamente, ci sarà una versione spagnola del disco».

La mano di Michele Canova, in tutto questo processo di evoluzione, è stata fondamentale, perché «ha reso tutto più pop e giovanile», ma «il compromesso è necessario», perché – al di fuori dell’Italia – la vena classica e malinconica della produzione de Il Volo è proprio ciò che ha reso il trio internazionalmente celebre. Da qui, anche la scelta di un titolo per l’album semplice e d’effetto.

«Non è facile per noi trovare un titolo che metta d’accordo tutti i paesi. – ci spiega Ignazio – Musica sembrava adatto perché ha anche un significato. Ci accomuna tutti, anche se poi ognuno ha i suoi gusti personali».

I differenti gusti del pubblico straniero si tradurranno anche in diverse produzioni per il live. I concerti nordamericani saranno infatti più classici, così come i live giapponesi. «In Italia è richiesto più pop – precisano i ragazzi – per cui la produzione, qui e in Sud America, sarà semplicemente più pop». Il tour italiano, tra l’altro, si chiuderà all’Arena di Verona, «una tappa che fa piacere a tutti gli artisti. – spiega Ignazio – Sarà un grande onore perché come cornice si avvicina a ciò che siamo, un ambiente classico che ha aperto le porte al pop. Un connubio perfetto».

In conclusione, i tre ex tenorini (ora tenori), sottolineano che non stanno minimamente pensando a carriere soliste. «Tutto è iniziato per gioco, ma ora è un lavoro. Conserviamo però la stessa passione degli esordi e lo stesso livello di divertimento. – commenta Ignazio – Per noi la musica è tutto, ci fa stare bene». «Convivere con loro due è dura – aggiunge Piero – ci riesci solo se c’è dietro una grande amicizia. Siamo cresciuti insieme, abbiamo condiviso tutto e in poche parole ci vogliamo davvero bene».

Grazia Cicciotti

Foto di Shipmates

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