Onstage

Biagio Antonacci: l'intervista prima dei due concerti speciali per Insieme finire

biagio antonacci tour 2012IL PADRONE DI CASA
Una bella festa, per definizione, prevede che tutti siano coinvolti. Altrimenti la presenza di chi sostiene la cosiddetta parte della tappezzeria, guardando ciò che gli succede intorno senza intaragire, finisce per pesare anche su chi sta cercando di divertirsi. Mi piace pensare che Biagio avesse in mente questa situazione quando ha scelto di prolungare il palco con una lunga passerella che si insinua fin nel cuore della platea, osando abbattere quanto più possibile la distanza tra artista e pubblico. «Ho preferito evitare particolari impianti scenici o tecnologie per poter essere il più possibile reale e in contatto diretto con il pubblico. E per poter offrire la miglior esecuzione dei brani, la massima concentrazione su parole e note, per entrare in totale empatia con ogni singolo spettatore» ha spiegato alla stampa presentando il tour. Per il resto, niente videowall o scenografie particolari, solo un allestimento semplice che non distrae e tiene ferma l’attenzione su quello che succede onstage. Anche perché sul palco non c’è da guardare solo Biagio (che, almeno per il pubblico femminile, sarebbe anche abbastanza), ma anche lo spettacolo nello spettacolo messo in piedi dagli artisti di strada della compagnia Dionysus Entertainment, a cui è affidato il compito di accompagnare visivamente alcuni pezzi, sottolineando il sapore allegro e gioioso sotteso al concerto. Cosa che viene particolarmente facile su una canzone come Non vivo più senza te, che è già briosa e contagiosa di suo, ma che non manca anche su brani insospettabili come Iris (tra le tue poesie) o Se io se lei e Pazzo di lei, di cui Biagio offre una versione più ritmata e adatta alla situazione. Ogni festa che si rispetti ha la sua giusta colonna sonora, elemento decisivo per tenere alto l’umore degli invitati. Nel tripudio generale, quello che più si gode il party è il padrone di casa: Biagio non si ferma un attimo – se non per la breve parentesi acustica affidata alla sua voce e alla sua chitarra –, salta (tantissimo), canta (senza mai perdere una nota) e balla (accennando addirittura un tango con una delle ballerine) come un ragazzino, nonostante i 50 anni siano ormai alle porte.
La domanda a questo punto sorge spontanea: se le date del tour sono state una tale dose di entusiasmo e energia, come saranno le prossime di dicembre, con l’allegro spirito del Natale già in circolo un po’ ovunque e la voglia, da parte di artista ed entourage, di insieme finire alla grande una tournée che ha toccato 23 città per un totale di 30 live (molti dei quali sold out)? Antonacci ha pensato di fare un regalo ai primi 3000 fortunati che hanno comprato i biglietti per il 16/12 a Roma e per il 19/12 a Milano: a loro infatti dedicherà un pre-show speciale, a qualche ora dall’inizio del concerto vero e proprio, durante il quale potranno avere un contatto più ravvicinato con il cantautore e godersi qualche pezzo tutto per loro. E sempre per queste due serate sono stati ideati due show particolari, concepiti ad hoc, inediti e unici.

IN PRIMA LINEA
Le sorprese che Biagio Antonacci ha in serbo per i suoi fan probabilmente non sono finite, anche se per l’ultima, la più grande e la più attesa, bisognerà aspettare il 2013. Ancora nulla è trapelato, ma è stato proprio lui a lanciare un primo indizio (che non mi sono fatta sfuggire) durante uno dei due concerti milanesi di ottobre e, da addetti ai lavori, ci sentiamo di azzardare un’ipotesi. In quell’occasione infatti, parlando di quanto fosse contento di essere tornato a cantare nella sua città e per di più a pochi chilometri di distanza dalla casa in cui è cresciuto (è di Rozzano, due passi da Assago dove si trova il Mediolanum Forum), Biagio ha annunciato di voler ritornare presto a Milano, già l’anno prossimo, in estate, per festeggiare a dovere i suoi 50 anni (che però compirà in novembre) con un evento ancora più imponente. Considerato che nella città meneghina ha già sperimentato tutto quello a cui un cantante può aspirare – con quattro concerti sold out o quasi al Forum, solo per citare i numeri del Sapessi dire no Tour – come non far correre il pensiero alla location delle location, a quello Stadio San Siro che ospita da sempre i big e che è il luogo prediletto per le grandi occasioni della bella stagione? Tra giugno e luglio prossimi accoglierà sul suo palco Depeche Mode, Bon Jovi, Bruce Springsteen e Robbie Williams per gli stranieri, Jovanotti e i Negramaro per gli italiani. Manca giusto qualcuno che rafforzi il fronte dei nostri. Voi come lo vedete un Biagio Antonacci in prima linea?

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