Onstage

Intervista a Noel Gallagher: Gli Oasis non si riuniranno, almeno per ora

28 agosto 2009, Rock En Seine, Parigi. Nei camerini, Liam e Noel Gallagher si prendono a colpi di chitarra pochi minuti prima di salire sul palco. Mancano tre dalla fine del tour, ma gli Oasis si sciolgono.

PER QUALCHE DOLLARO IN PIÙ
«Tra 30 anni nessuno li ricorderà, la loro produzione è spazzatura accomunabile a quella delle Spice Girls, anche se quelle ragazze, almeno, si possono guardare ad audio spento». Così nel 1997 George Harrison si pronunciava sugli Oasis in un’intervista a Le Figaro, definendoli «vanesi privi di talento». Mi piacerebbe ascoltare un commento di George sul progetto solista di Noel, che però di quelle parole non ha mai tenuto conto. Ha tirato sempre dritto per la sua strada, fino ad essere riconosciuto “genio” dal più prestigioso tra i magazine musicali inglesi. Il 21 febbraio, Noel Gallagher sarà premiato durante la cerimonia di consegna degli NME Awards come “Godlike Genius” (genio divino) «Voglio ringraziare NME per questo grande riconoscimento. Sogno questo premio da quando avevo 43 anni (Noel è del ’67, ndr). Ora è riconosciuto che sono un genio. Come Dio». Lo stesso God al quale faceva riferimento John Lennon quando, nel suo primo album solista pubblicato dopo lo scioglimento dei Fab Four, (John Lennon/Plastic Ono Band) cantava «I don’t believe in Beatles». Così, mi viene spontaneo chiudere chiedendo a Noel se anche lui non crede più nella sua ex-band. «Non saprei come risponderti, perché non suonavo nei Beatles… Sfortunatamente! Per quanto riguarda le reunion, penso che la maggior parte dei gruppi si riunisca per soldi. Ci può stare. Basti pensare ai 500 milioni offerti ai Led Zeppelin per una tournée mondiale. Come fai a rispondere picche? Per quanto riguarda gli Oasis, non penso che ci sarà una reunion. O almeno non quest’anno». Certamente. Forse.

 

Clicca qui per guardare le foto del concerto di Noel Gallagher a Roma e qui per leggere la recensione e la scaletta.

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