Onstage

Irama: «Sul palco con l’arroganza di voler raccontare qualcosa»

Il 19 ottobre esce Giovani, il nuovo album di Irama, a distanza di appena qualche mese dall’uscita dell’EP Plume, seguìto alla vittoria di Amici e certificato doppio platino.

Giovani, a differenza dell’EP, presenta 10 tracce, in cui – sostiene Irama – non c’è un fil rouge.

«Forse il fil rouge è proprio il titolo, Giovani. – precisa il cantautore – Giovani è la parola chiave di questo lavoro, che è ricco di colori. Anche se parla dei ragazzi, spero ci si rivedano un po’ tutti e che arrivi a più persone possibili. Non è un concept album, anche perché a me piace ascoltare sempre cose diverse. Non amo i dischi sempre uguali».

Per questo progetto, Irama torna a lavorare con Giulio Nenna, che lo segue – in termini di produzione – dagli esordi.
«Io e Giulio abbiamo lavorato con una band. – commenta Irama – Siamo cresciuti insieme e insieme abbiamo tanto da dimostrare».

C’è, di fatto, tanto lavoro dietro Giovani, scritto e registrato tra il Salento e la Finlandia. «A differenza dell’EP Plume spero sia più bello, più trasparente. Il che è una cosa bella per chi lo ascolta. Ci sono dentro anche brani più vecchi (come Stanotte o Rockstar scritti nel 2017, ndr), perché io scrivo, metto via poi ripesco. Alcune canzoni semplicemente le sentivo più mie in questo momento. In questo modo esce anche la mia vena eclettica».

«In Salento e in Finlandia mi sono divertito – continua Irama – abbiamo perso il concetto del tempo e ne abbiamo guadagnato quello di legarsi all’energia della terra, dato che eravamo immersi nella natura. Soprattutto in Salento, io e Giulio ci siamo lasciati molto ispirare. I paesi nordici, invece, sono quelli più forti al mondo dal punto di vista della produzione».

A livello testuale, emerge invece tutta la forza della penna di Irama, che di certo non nasconde esperienze di vita e non le manda a dire. Non mollo mai è, ad esempio, nata «dopo una litigata, l’ho scritta d’impulso. Penso che Non mollo mai sia una specie di mantra. Certo, il brano entra nella mia vita, mostra la parte più arrabbiata di me». Di Escort Irama si limita a dire che si tratta di «una canzone divertente», mentre Vuoi sposarmi è «una canzone d’amore, chi non pensa mai al proprio matrimonio? Ho pensato che per scrivere una canzone d’amore serve coraggio, rischi di essere cheesy. Con Vuoi sposarmi, almeno, sono andato oltre. Più coraggio di così…».

Il primo singolo estratto dall’album è invece Bella e rovinata, un brano che spiega come il dolore possa far avvicinare due esseri umani, «ma non l’ho scelto io come singolo – specifica Irama sorridendo – mi faccio consigliare da Giulio, perché per me sarebbe come scegliere il figlio più bello».

Non mancano frecciatine e sassolini tolti dalle scarpe («Ci saranno sempre gli stronzi – commenta il cantautore – ma se ci credi davvero te li mangi»), per quanto Irama confessi di non provare rancore, perché «è sbagliato, ho sempre pensato alla musica. Questo non è un inizio, è un continuo. Spero anzi di incontrare sempre alti e bassi nel corso della mia carriera. E poi, più cresco più la prendo con simpatia. Forse perché più vado avanti e più ho i piedi per terra».

Sul tour, Irama rivela invece di non essere ancora «completamente preparato». «Ho chiaro però cosa voglio fare. – precisa – Sarà uno show reale, cantautorale, senza balletti. Voglio portare sul palco l’arroganza di voler raccontare qualcosa». E il Forum? «Speriamo si riempia – scherza Irama – al Forum sarà un vero show, come ne ho visti tanti in quella venue».

Infine, Irama non nasconde che il suo sogno nel cassetto è quello di partecipare all’Eurovision («In italiano, ovvio»). I giornalisti gli ricordano che prima, in teoria, dovrebbe partecipare a Sanremo: «Se mi ospiteranno – risponde deciso – sarei felice di partecipare».

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