Onstage

Jack Jaselli ‘torna a casa’: «Il nostro paese ha bisogno di raccontarsi»

Il 23 novembre esce Torno a casa (distribuzione Universal), il nuovo disco di Jack Jaselli, anticipato dal singolo Balla e prodotto da Max Casacci.

Un progetto che rappresenta un po’ uno spartiacque per il cantautore, perché è il primo lavoro interamente in italiano: un ritorno alle origini, quindi, in tutti i sensi, che continuerà – tra l’altro – con il tour, che Jaselli ha deciso di intraprendere lungo la via Francigena, attraversando a piedi la nostra penisola per cercare location particolarissime, che riportino anche la musica dal vivo ai nastri di partenza, al rapporto basico tra artista e pubblico.

«Torno a casa, sì, anche in senso geografico. – confessa Jack nel corso dell’incontro stampa che si è tenuto nel corso della Music Week milanese – L’album è stato registrato a Torino ed è completamente in italiano. Per me una cosa nuova».

«L’italiano – aggiunge poi il cantautore – mi dà modo di parlare di cose nuove e di raccogliere e raccontare delle storie. La musica, del resto, per fare ciò è il veicolo principale. Il nostro paese ha bisogno di raccontarsi».

Decidere di percorrere 800 km, «a piedi, con lo zaino in spalla e senza scorciatoie», è stata una logica conseguenza. «Non suonerò nei club – precisa in proposito Jaselli – ma vorrei fare i concerti nelle botteghe, nelle realtà di interesse sociale e ambientale. Porterò ovunque la mia musica. E tutto questo ovviamente verrà documentato».

Continua, infatti, il sodalizio tra Jack Jaselli e Real Time, che ha mostrato in anteprima anche il video di Balla e che trasmetterà anche le immagini del tour Torno a casa a piedi.

«Sognavo un palco grande – commenta ironicamente Jack – e me ne sono preso uno da 800 km. Camminare è di moda? Sono contento, io ho sempre camminato e camminando ho sempre capito qualcosa in più. Il viaggio offre immagini eterogenee, ma questo prescinde dal fatto che, alla fine, si torni sempre a casa».

«Ho cercato di essere severo – dichiara invece Max Casacci – per far sì che la severità mi aiutasse a dare degli input, per migliorare alcune cose. Il tipo di rapporto tra me e Jack è stato, tuttavia, sempre molto appassionante. E poi c’è stato un rapporto di fiducia immediato. Io sono molto attento alla struttura ritmica dei brani. Mi piace che ci sia qualcosa di ricercato unito a cose un po’ più da nerd, che hanno reso i brani di Jack più fruibili».

«Max per me è stato fondamentale – gli fa eco Jaselli – ed è importante a prescindere da questo disco».

Casacci è stato d’aiuto anche nel mettere a fuoco i testi in italiano. «Ho provato in passato a scrivere in italiano – confessa il cantautore – ma non mi riconoscevo molto nella mia musica».
Ora, però, è un’altra storia. E le otto tracce del disco dimostrano che Jack è, a tutti gli effetti, tornato a casa.

Grazia Cicciotti

Foto di Chiara Mirelli

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI