Onstage

Joe Bastianich: «Aka Joe, il mio viaggio nel tempo»

Dalla tv alla musica, passando dal set di MasterChef a un sound che riesce a fondere tutte le anime di Joe Bastianich.

Aka Joe, così si intitola il primo album dell’ex giudice culinario, uscito il 20 settembre e registrato a Los Angeles: non una nuova avventura per Bastianich, che già ci aveva fatto assaporare la sua poliedricità in On The Road (su Sky Arte) e Jake on Tour. Parlare di musica in tv – pur attraverso un documentario – non può essere però comparato a un album che porta la propria firma e in cui Joe si mette completamente a nudo.

«Sono cresciuto con una grande passione per tutto il mondo musicale. Negli anni ’70 e ’80 ascoltavo il rock e ho iniziato a suonare. Poi sono passato a cantautori come Neil Young e Springsteen, prima di andare alla ricerca delle fondamenta della musica, esplorando il country e il blues. – ci racconta Joe – Così sono arrivato a questo punto, che è solo mio. Sono emozionato, impressionato anche al solo pensiero di far parte di questo ambiente».

Aka Joe, del resto, è «un disco che racconta personalmente le mie storie – continua Bastianich – non è un disco fatto a tavolino, ma è nato in 10 anni. Ogni pezzo musicale ha il suo spazio di tempo. Direi che è il racconto di un ragazzo cresciuto da italo-americano a New York, che voleva scappare dalla sua vita. Ci sono anche brani però che raccontano di amori conquistati. C’è un po’ di tutto qui dentro, è un viaggio nel tempo».

In Joe played guitar c’è, ad esempio, l’immagine di alcuni ragazzi intenti a suonare in un garage («Eravamo in quattro e facevamo cover» ricorda Bastianich), mentre Twenty Snowflakes è una critica all’utilizzo delle armi da fuoco («Quando qualche anno fa ci fu una sparatoria negli USA e morirono dei bambini, mio figlio una mattina mi chiese perché accadessero queste cose. – spiega Joe – Non avevo una risposta e questa canzone è la risposta alla sua domanda, tutto qui. La situazione è pesante e brutta e comunicarla ai figli per un padre è una responsabilità»).

Su tutte le tracce aleggia poi la costante presenza delle figure femminili che hanno cresciuto e forgiato – dice lui – il carattere di Bastianich. «Ho avuto la fortuna di essere sempre circondato da donne forti – spiega Joe – mia mamma, mia sorella e mia nonna, che è la base della mia storia. Lei è emigrata a New York, è arrivata con niente e si è costruita un’altra vita. Mi ha dato lei questi valori tipicamente italiani, come l’importanza della famiglia, e sono stati fondamentali per creare la persona che sono oggi. Aka Joe è un disco molto introspettivo, perché so che ciò che sono oggi dipende dal mio passato. Lei è un po’ responsabile di questo disco, perché mi ha sempre detto di fare quello che voglio. Forse è un danno, per cui è tutta colpa di nonna Erminia».

In effetti, Joe si prende un po’ in giro quando gli si chiede come convivono in lui l’anima del personaggio televisivo e quello del musicista. «Lo so, questo album è in grande contrasto con il personaggio televisivo. Ma il personaggio si costruisce un’immagine, mentre la musica racconta il Joe senza filtri. – ci spiega Bastianich – Sì, sono un po’ pazzo».

E la musica dal vivo? «Sicuramente un tour ci sarà a dicembre o gennaio per lanciare il disco – anticipa Joe – e poi organizzeremo qualcosa per la prossima estate».

Grazia Cicciotti

Foto di Angelo Trani

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