Onstage

Le Vibrazioni: «Ogni volta che saliamo sul palco riscopriamo il piacere di farlo»

È una nuova era per Le Vibrazioni. Tornati con una reunion che – nata su un palco, quello del Radio Italia Live del 30 giugno 2017 a Palermo – dopo l’uscita dell’album V nel febbraio 2018 e il passaggio da Sanremo nello stesso anno con Così Sbagliato – li ha lanciati on the road, ora stanno macinando chilometri in su e in giù per lo Stivale.

Sono arrivati anche sul palco del Mediolanum Forum di Assago, Milano, dove hanno celebrato i vent’anni di carriera nell’abbraccio del loro pubblico. Una prima volta che ha segnato un punto di arrivo, ma anche una ripartenza per la formazione capitanata da Francesco Sarcina, che dopo il tour estivo tornerà con un progetto d’eccezione: una serie di date nei teatri in cui il rock incontrerà la classica dell’orchestra diretta dal maestro Beppe Vessicchio. Poi, a data ancora da destinarsi, arriverà anche il più volte rimandato tour europeo.

Intanto, tra il rincorrersi di mille voci attorno alla vicenda del tradimento subito da Sarcina da parte della moglie Clizia Incorvaia – che ha smentito con decisione sui suoi social – con il suo migliore amico, nonché testimone di nozze, Riccardo Scamarcio, in radio suona il nuovo singolo della band dal titolo, quanto meno, evocativo: L’amore mi fa male, scritto da Francesco Sarcina con Giulia Anania, Valerio Carboni, Marta Venturini e Luca Chiaravalli (che ne è anche produttore artistico).

Dopo Amore Zen ft. Jake La Furia, Pensami Così e Cambia, il nuovo singolo è l’ennesimo di una prolifica fase creativa per Le Vibrazioni. Ne abbiamo parlato con Francesco Sarcina e Stefano Verderi, ecco cosa ci hanno raccontato.

L’ultima volta che ci siamo incontrati era il 26 marzo nel backstage del Mediolanum Forum, dove avete celebrato con un grande live i vostri 20 anni di carriera. Cosa avete vissuto quella sera su quel palco?

Stefano: Un’emozione grandissima, perché era comunque un obiettivo che ci eravamo posti fin da quando eravamo ragazzini, quando noi andavamo a vedere i concerti al Forum, quindi è un sogno che si è realizzato. Ci abbiamo celebrato la nostra storia sin dalle origini, vent’anni di gioie e dolori.

Francesco: Vent’anni di lacrime! Più che altro è stato strepitoso vedere tutta quella gente, non credevamo in un’affluenza del genere e, poi, ti dico, la cosa incredibile è stata vedere tre o quattro generazioni sotto palco: c’erano i bambini, ventenni, trentenni, cinquantenni, tutte le età, pazzesco, tutti che cantavano i singoli nuovi, ma anche i pezzi vecchi. È stata micidiale come cosa, non so… forse le cose nuove hanno portato ad ascoltare anche le cose vecchie. Bello, anche con gli ospiti con cui c’è stata una sinergia eccezionale. È stata un’autoproduzione, che ci è costata sicuramente tanta fatica, perché con i tempi e i denari che hai è dura fare tutto, pensa che il giorno del concerto abbiamo fatto quattro ore di prove più tre di concerto, alla fine ero morto, ma è stato bellissimo.

Vi aspettavate che sarebbe andata così? In vent’anni avrete avuto modo di immaginarvelo un miliardo di volte il vostro live al Forum.

F: È stato più bello di quanto avevamo immaginato. L’importante è non farsi aspettative, perché quando te le fai vengono sempre deluse, in qualunque cosa, bisogna sempre vivere step by step.

E come vi troviamo all’alba di questa nuova era de Le Vibrazioni?

F: Siamo decisamente entusiasti. L’entusiasmo è l’ingrediente fondamentale in questo lavoro, quindi finché ce l’hai vuol dire che tutto va bene, è quando lo perdi che c’è qualcosa che non va. La nostra pausa era stata fatta perché avevamo un po’ perso l’entusiasmo, se vuoi anche un po’ per colpa di situazioni circostanti, perché tu fai un lavoro con la purezza e l’onestà, ma chi lavora attorno a te spesso e volentieri non lo fa con la stessa empatia. Questa cosa, quindi, frena un po’ e quando perdi l’entusiasmo è meglio fermarsi, onde evitare di fare danni. E questo è quello che abbiamo fatto. Tornati, ci siamo guardati, abbiamo capito le possibilità che avevamo e ci siamo galvanizzati di nuovo. Siamo andati in sala prove a suonare, come abbiamo sempre fatto e ci è tornata proprio voglia. Ti confesso che ogni volta che saliamo sul palco c’è quella voglia, la felicità e il piacere di starci.

S: E, poi, ricominciare con un bagaglio di esperienza di quindici anni, fa sì che tu affronti gli alti e bassi di questo lavoro, che sono fisiologici, con più consapevolezza e non ti fai demoralizzare. È una buona condizione, che magari chi fa questo mestiere a vent’anni potrebbe non avere.

Insomma, avete messo su un po’ di corazza.

F: Veramente, nel senso dei chili che ci servono per incassare i colpi! Li abbiamo messi su apposta.

Avete messo anche la firma su mille concerti, una costante in questi alti e bassi. In un’epoca di fake lives, il live è il vostro valore aggiunto?

F: Stiamo suonando tantissimo e la realtà è che per noi è naturale fare quello che facciamo, perché lo abbiamo sempre fatto, ma ci rendiamo conto che a volte la gente ci guarda come se fossimo strani, cioè il fatto di suonare e cantare veramente sembra quasi una cosa strana, è come se si fossero disabituati. Ok i giovani, perché comunque questa è l’era del fake, si sa, ma la cosa impressionante è che anche quelli old school si erano persi anche loro un po’ questa dimensione. Poi, sai, sì, ci sono artisti che suonano con una band alle spalle, ma noi siamo proprio una band e tutto quello che facciamo è fatto per essere un’unica cosa.

S: Noi tendiamo sempre a riarrangiare i pezzi rispetto a come si sentono in radio o su disco, quindi c’è l’unicità di quella performance dal vivo.

A tale proposito, che concerto state portando in giro quest’estate?

F: Abbiamo ottimizzato la mega scalettona del Forum, che comunque era un fare tutti i singoli, più le cose che piacevano a noi. Adesso sono quasi tutti i singoli, quelli più importanti li facciamo tutti, quindi si canta dall’inizio alla fine, ma non si perde l’impatto rock ed emotivo.

Ci sarà anche L’amore mi fa male, un intrigante mix di rock e atmosfere latine, che forse un po’ ricorda qualcosa dei vostri inizi.

F: Sì, sto sentendo un po’ di commenti, che dicono che sentono il pezzo vicino al primo e secondo album de Le Vibrazioni, il che mi fa molto piacere, perché ovviamente in quel periodo lì noi eravamo molto spontanei, la produzione ci prendeva come eravamo e ci registrava. Quindi vuol dire che la cosa arriva bella naturale. A prescindere da quello che dice la canzone – ironizzo sul fatto che, se l’anno scorso l’amore era zen, quest’anno l’amore fa male, chissà il prossimo anno cosa farà! – la chiave di questo brano è che ci sia un riff rock, molto White Stripes, però condito con sonorità messicane, Messico che è sempre stato un mio amore particolare, al quale tutti noi siamo legati. La prima vacanza che abbiamo fatto tutti insieme, siamo stati in Messico, abbiamo affittato le moto e ce lo siamo girato. È bello ironizzare anche a livello sonoro, perché di questo si tratta, bisogna a volte non prendersi troppo sul serio, ma giocare, si è persa un po’ questa cosa, tutti si prendono troppo sul serio, pensano tutti di essere dei fenomeni. Giocate, perché la vita questa è, se poi ce n’è un’altra, chi lo sa? E poi comunque sia questa non te la ricordi, quindi goditela al massimo, ironizza.

Francesco, il testo suona dolorosamente attuale. Al Corriere hai rilasciato una lunga intervista in cui ti sei aperto rispetto a quanto accaduto con tua moglie Clizia. Come stai metabolizzando la cosa?

F: La canzone parla da sé, eviterei di fare altre inutili discussioni su questa cosa, quello che dovevo dire l’ho detto in quell’intervista. Io comunque sono sereno tutto sommato, quando uno prende atto, poi è sereno. La canzone racconta già con un po’ di ironia la cosa.

Ora c’è un tour da portare a casa e quest’autunno, invece, vi aspetta una serie di live con orchestra nei teatri.

F: Per questo abbiamo scelto di fare meno date estive del solito e di fare slittare il tour europeo, che è piacevole da fare, anche per cambiare un po’ aria, ma tendenzialmente lo fai per gli italiani all’estero, parliamoci chiaro. Ci dispiace, però adesso abbiamo altre priorità, cioè il teatro, dove reinterpreteremo i brani, con la parte classica gestita da Beppe Vessicchio. Secondo me sarà un connubio strepitoso, una cosa molto divertente e molto bella, anche per gli affezionati vederci in questa chiave sarà bello. Poi abbiamo anche tanti altri programmi, che però per scaramanzia non si dicono.

Con Vessicchio ormai è amore!

F: Sì, è sbocciato nel 2005 quando ha arrangiato la parte orchestrale di Ovunque andrò. Lui ha uno stile incredibile, è un grande amante della musica e un visionario, una persona veramente di un grande spirito, ironico, intelligente, acuto.

S: Ha una caratura musicale notevole.

F: Ed è un rockettaro, lui ci adora. C’è sempre stata questa grande stima tra noi, quindi quando abbiamo deciso di fare i teatri, la prima cosa che ci siamo chiesti è stata: come? Mi ricordo che una mattina ho chiamato gli altri della band e ho detto: e se chiamassimo l’orchestra con Vessicchio? Detto, fatto, lui grande ha accettato subito, gli è piaciuta subito l’idea, è una persona genuina.

S: Le collaborazioni devono nascere da un movente spontaneo per noi.

F: Esatto, e non dal marketing come fanno di solito.

Le Vibrazioni in Orchestra 2019:
Lunedì 11 novembre – Palermo – Teatro Golden
Martedì 12 novembre – Marsala (TP) – Teatro Impero
Mercoledì 13 novembre – Catania – Teatro Metropolitan
Venerdì 15 novembre – Cosenza – Teatro Rendano
Lunedì 18 novembre – Bari – TeatroTeam
Mercoledì 20 novembre – Napoli – Teatro Augusteo
Mercoledì 27 novembre – Firenze – Teatro Tuscanyhall
Venerdì 29 novembre – Torino – Teatro Colosseo
Lunedì 2 dicembre – Bologna – Teatro EuropAuditorium
Giovedì 5 dicembre – Padova – Teatro Geox
Martedì 10 dicembre – Milano – Teatro Nazionale
Giovedì 12 dicembre – Roma – Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli

Sono già disponibili in prevendita online sul sito di TicketOne e in tutti i punti vendita autorizzati i biglietti per le date di Bari, Bologna e Roma. I biglietti per la data di Cosenza sono disponibili in prevendita sul sito di InPrimaFila, mentre quelli per la data di Padova su Ticketmaster. Le restanti date saranno disponibili in prevendita prossimamente.

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