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Giuliano Sangiorgi pubblica il suo primo libro: «Scrivere è un'esigenza»

Giuliano Sangiorgi pubblica il suo primo libro: «Scrivere è un’esigenza»

Quanto Giuliano c’è in Edoardo, il protagonista?
Tutto quello che è Edoardo non sono io. È stato bellissimo ritrovarsi nei panni di un personaggio creato ad hoc e immaginarmi in un contesto che non fosse il mio, con una situazione famigliare che è l’opposto della mia, una società e delle relazioni che non sono mie. C’è solo una cosa che abbiamo in comune, i dubbi. Alcuni li ho fatti passare attraverso le sue riflessioni, che, nonostante rasentino l’allucinata follia in certi punti, agli occhi di chi legge sono assolutamente ragionevoli. Ho detto tutto e il contrario di tutto, per questo ho scelto come epigrafe una sorta di elogio della pazzia tratto da Sulla strada di Kerouac.

Cosa vuole dirci la storia di Edoardo, ragazzo che entra in un vortice di ossessione dopo aver scoperto che Stella,la sua ragazza, lo tradisce?
Quando scrivo non mi riferisco mai una persona o a una vicenda particolare, ma cerco di universalizzare quello che racconto perché non avrebbe alcun senso pubblicare semplicemente una cronistoria delle mie emozioni. In questo senso i Negramaro sono una scuola, perché mi hanno educato ad analizzare tutto secondo una visione generale che mi fa vedere le cose in maniera più aperta. Ho iniziato questa storia per ricordare a me stesso che i gesti degli adulti lasciano segni indelebili sui più piccoli, come nel caso di Edoardo, che a 5 anni vede il padre macellaio uccidere una bestia. Un episodio che condizionerà la sua reazione ad una delusione amorosa tanti anni dopo, da adulto. Questa idea, rapportata alla società che è l’entità superiore rispetto al cittadino, significa che dobbiamo capacitarci del fatto che le decisioni prese per la comunità influenzano seriamente le vite delle persone. Come esseri umani siamo tutti concatenati e avere questa consapevolezza può cambiare il mondo. È esattamente come per la storia del battito di farfalla in Brasile che può scatenare un tornado in Texas. Qualsiasi scelta o non-scelta è sempre e comunque una scelta che avrà le sue ricadute. Questo mi fa pensare a che grande responsabilità si ha come genitori.

Tanti tuoi colleghi si sono cimentati con libri, da Ligabue a Manuel Agnelli, passando per Bianconi, Guccini e Godano. Cosa pensi vi accomuni in questa scelta?
Di certo siamo tutte persone che non hanno scritto per seguire un progetto pensato a tavolino, ma per raccontarci di più attraverso la penna che ci ritroviamo tra le mani. Torno così a quello che dicevo all’inizio, al fatto che in principio c’è un’urgenza che muove tutto. Paradossalmente, il fatto che persista è quasi più importante che soddisfarla, come per la felicità, il cui senso sta nel ricercarla, non nel trovarla.

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