Onstage

LP: «Far stare bene le persone mi fa stare bene»

Il 7 dicembre è uscito Heart To Mouth, il nuovo album di LP, che arriva due anni dopo il successo (di pubblico e critica) di Lost on You. Anticipato dal singolo Recovery e realizzato con la produzione di Mike Del Rio (che aveva già collaborato con LP all’album precedente) Heart To Mouth sembra a tratti più intimo e rivelatore, per quanto immancabilmente dall’anima rock. Ci siamo fatti raccontare direttamente dalla cantautrice cosa rappresenta per lei questo lavoro.

Ciao LP, come stai? La prima domanda che voglio farti è quasi scontata. Come hai lavorato a questo album dopo il successo di Lost on You? È cambiato qualcosa nel tuo approccio?
In realtà no. Spero sempre di evolvermi e diventare un’autrice migliore, capace di trasmettere emozioni complicate in modo sempre più semplice. Penso che il mio obiettivo sia quello di entrare in sintonia con chiunque stia ascoltando le mie canzoni, da un punto di vista profondamente emotivo. In questo modo si ottiene empatia e comprensione.

Il titolo e persino il primo singolo rilasciato suonano come un chiaro messaggio per chiunque. Ora dai voce al cuore. Non a caso, il primo singolo è Recovery, un tema molto personale. 
Il titolo Heart To Mouth è un po’ come quando si usa dire che si sta “parlando con il cuore”. Ho pensato che fosse un titolo molto diretto, e anche molto esplicativo. Quando usi questa espressione, sai di cosa stai parlando. Capisci subito che sto provando ad essere il più diretta possibile sui miei sentimenti, attraverso la mia musica. Anche il titolo Recovery è molto chiaro, perché il brano parla del tentativo di riuscire a lasciarsi alle spalle qualcosa che è quasi come una dipendenza. A volte siamo noi stessi a non darci il tempo o la possibilità di guarire, ma ne abbiamo sempre bisogno, soprattutto se stiamo vivendo una situazione drammatica. Come separarsi – per qualsiasi motivo – da una persona che ami.

C’è forse un’intimità diversa in queste tracce, una sensazione di maggiore delicatezza. È una mia impressione o stavolta hai effettivamente provato a scavare un po’ più a fondo?
Sì, penso ci sia delicatezza. Penso che, a suo modo, sia un’abilità. Quindi se mi stai chiedendo se questa volta ho voluto essere più abile e capace, ti rispondo di sì. Penso che le questioni del cuore siano molto specifiche – per essere precisi, sono specificamente complicate e intricate – e quando ne parli devi avere più tatto possibile.

E cosa puoi dirmi sulle sonorità di questo disco?
Ho lavorato con Mike Del Rio per gran parte del tempo. Direi che è il mio punto di riferimento per quanto riguarda la produzione e capisce sempre al volo ciò che voglio ottenere. Ciò che entrambi vogliamo ottenere. Abbiamo discusso a lungo su quanto desiderassimo far salire di livello la tavolozza sonora di questo lavoro. Penso che Mike abbia fatto un lavoro superlativo. Ha un talento incredibile e mi sento estremamente fortunata al pensiero di poter crescere insieme a lui, alzando sempre di più l’asticella.

Parliamo un po’ di live. Ne hai fatti tantissimi. Com’è stato suonare in giro e come ti senti quando sei sul palco?
Cantare dal vivo e essere in tour è la linfa vitale di ciò che faccio. Probabilmente è il motivo stesso per cui ho iniziato. Avevo quel desiderio di sentirmi connessa alle persone attraverso la musica. Per cui, quando ho avuto la possibilità di farlo davvero, è stato come chiudere un cerchio.

Hai suonato al Coachella e in occasione di tantissimi altri festival. Ti piace essere circondata da gente così diversa e da tanti artisti?
Penso che sia parte del nostro senso di comunità e vedere le persone all’opera è fottutamente d’ispirazione per me. Ho realizzato che è effettivamente possibile che ci sia uno spazio per chiunque. Quando assisto a show del genere, penso che sia proprio vero. Mi piace vedere artisti avere successo e vederli dare al mondo la propria versione di sé, così che altre persone possano sentirsi ispirate e avere consapevolezza del fatto che tutto è possibile. Anche se il tuo desiderio non è fare musica, ascoltare qualcuno cantare è arte, una parte importantissima delle nostre vite che tiene le persone dritte sulla loro strada. Penso che una cosa simile non abbia prezzo e quando mi trovo davanti a persone reali e contemporanee che fanno il mio stesso lavoro in tanti modi differenti, è una sensazione che diventa improvvisamente molto reale. Amo da pazzi tutto questo!

Com’è stata invece la Notte della Taranta?
Un’esperienza incredibile! Una vera e propria festa della cultura. All’inizio ero nervosa, perché dovevo imparare tre canzoni in italiano, una lingua che in realtà non parlo affatto, e poi cantarle davanti a un pubblico. Senza contare il mezzo televisivo. Ma ho trascorso del tempo con i musicisti del posto che mi hanno aiutato tantissimo e mi hanno fatto capire un po’ di più la lingua. Ho preso familiarità con la musica folk tradizionale italiana. Per me è stato di grande ispirazione.

Cosa ti piace di più della dimensione live?
Probabilmente, il momento in cui vedo l’effetto diretto del mio lavoro sui volti delle persone e capisco che stiamo vivendo insieme la stessa esperienza. Mi fa stare bene sapere che sto facendo stare bene altre persone!

Stai già pensando al nuovo tour? Puoi dirci qualcosa?
Certo, è ovvio che ci sto già pensando! Inizierà subito dopo le vacanze, per cui gennaio sarà mese di prove. Per ora ho qualche idea sul palco e sulla direzione artistica, ma non vedo l’ora di mettere insieme le canzoni e di esibirmi davanti al mio pubblico.

Grazia Cicciotti

Foto di Darren Craig

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