Onstage
luche-nuovo-album-2018

Luchè: “Finalmente le cose stanno cambiando”

Luchè ha da poco pubblicato il suo nuovo album Potere (qui la nostra recensione), il quarto della sua carriera solista. Dopo avergli consegnato il premio come Miglior Artista Hip Hop agli ultimi Levi’s Onstage Awards abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con il rapper partenopeo. Ecco che cosa ci ha raccontato.

“Neanche un complimento quando ho vinto il premio. Come se poiché l’avessi vinto io, valesse meno” rappi in Potere/Il sorpasso. Ti sei chiesto il motivo di questo silenzio da parte dei colleghi?
Solo Marracash e Gemitaiz mi hanno messo un like sul post, poi non c’è stato nessun altro artista che si è complimentato. Non è che mi interessa tanto però un po’ mi ha dato fastidio, perché comunque io sono sempre stato felice per i traguardi altrui. Se capita a un mio amico glielo mando un messaggio. Invece in questa scena c’è una indifferenza totale, soprattutto quando si tratta di me o di altri artisti che non sono ritenuti dei big, cosa che poi non credo sia vera. Però vedo che le cose stanno cambiando e sono felice.

Nel tuo nuovo disco, Potere, si sente un grande senso di rivalsa, ma anche molta amarezza, come nel brano Star.
Certo. È un po’ il mio discorso, il mio sound, il mio stile. Io butto sempre il mio vissuto nella musica. Magari c’è il lato simpatico che esce nelle stories di Instagram e nella vita di tutti i giorni, ma quando faccio i dischi tendo a metterci cose un po’ più intime, momenti seri. Il mio percorso artistico è stato parecchio tortuoso, non mi è stato regalato nulla. È normale, in sintesi, che questo lato amaro emerga spesso. Io spero sempre in un cambiamento. Vuoi o non vuoi questo cambiamento ce lo stiamo andando a prendere anche con la forza. E tutto sommato penso di esserci già riuscito. Decine di migliaia di persone mi hanno votato ai vostri Awards. Non è un caso e non sono affatto poche.

A proposito di questo, credi che il tuo album abbia soddisfatto i fan?
Il feedback è molto positivo. Tutti i messaggi che mi arrivano sono ottimi. La gente è entusiasta e contenta. Hanno apprezzato le diverse sfaccettature di Potere. Il disco per fortuna è arrivato, ma penso che siamo ancora all’inizio della diffusione. Io al momento non ho fatto video. Prima, in base alle visualizzazioni e ai commenti di YouTube, riuscivo a capire se i pezzi erano arrivati o meno. Ora c’è Spotify, che un po’ mi fa paura perché molta gente ancora non lo usa. Tuttavia il primo estratto è andato molto meglio rispetto a O’ primmo ammore di due anni fa, e questo mi fa ben sperare. Stiamo andando forse un po’ più forte ancora. Siamo partiti molto bene. Ovviamente queste settimane ci sono i ragazzi di Amici che sono imbattibili, vendono tantissimo e nessuno li può battere, anche nell’hip hop italiano. Nemmeno questa volta riuscirò ad avere il primo posto in classifica. Spero comunque di entrare in top 3. (Il disco alla prima settimana ha esordito alla posizione numero 2 della classifica Fimi, ndr)

Rispetto a Malammore ho trovato meno pezzi banger. È solo una mia sensazione?
Ho avuto tante difficoltà a trovare banger forti e produttori che mi mandassero beat innovativi. E non volevo ripetere quanto già fatto in precedenza. Ho notato che il sound si è spostato verso la canzone anche nell’urban. Tutti i singoli che vanno nei club, sia americani che italiani, non sono più dei banger, bensì canzoni. Guarda per esempio i Migos, i loro brani sono lenti e intonati. Sono sempre meno i pezzi violenti e che pompano. Di conseguenza è stato difficile pescare produzioni che mi potessero far scrivere pezzi come Bello ed E cumpagn mie. Ecco spiegato il motivo per cui ce ne sono meno. Nonostante ciò, io i banger li voglio sempre fare. Mi riescono e mi aiutano molto nei live, perché la gente salta e si scatena. Qui, comunque, a dir la verità ce ne sono. Penso a Facile, Al mio fianco, Potere, e poi ci sono banger/canzoni come quello con Guè che spinge: ti fa ballare e te lo canti allo stesso tempo. Come detto in precedenza il sound si è spostato, ma se devo essere sincero mi mancano quelle produzioni cattive.

Torneranno?
Non lo so, secondo me anche la trap sta un po’ scemando e andrà di più la canzone orecchiabile. Non sono bravo a prevedere il futuro, è una mia sensazione.

Non posso terminare la chiacchierata senza averti prima chiesto un pensiero su Enzo Avitabile, presente nel brano Potere 2.
Il maestro mi ha cresciuto artisticamente. È lo zio del mio ex socio Antonio. Fin da piccolo andavo a casa sua. I suoi dischi mi hanno influenzato tanto, la sua scrittura è bellissima. Abbiamo avuto sempre un bel rapporto e finalmente ci siamo incrociati e abbiamo fatto questo pezzo. Lui si è prestato molto, perché non ha paura del nuovo ed è forse l’unico della sua generazione ad aver la voglia di contaminarsi con chi è venuto dopo di lui. È stato un bel momento artistico. Sai, a me interessa l’arte. Certo, faccio banger e pezzi tamarri perché ovviamente rispecchiano la mia realtà e la mia vita, però al tempo stesso ci tengo alla musica. Se dovessi fare un album senza brani come Lo sai chi sono e Potere 2, che sono pezzi sentiti, io non ci troverei proprio gusto. Per me la qualità e il pathos sono ancora importanti.

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI