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M¥SS KETA presenta Paprika: «Un caleidoscopio di suoni rosso ardente»

A un anno dal viaggio dark e introspettivo di UNA VITA IN CAPSLOCK, M¥SS KETA è tornata con un nuovo album che traccia una nuova traiettoria nel suo percorso artistico, svelandone il lato più positivo e future-pop: Paprika. Anticipato dai singoli Main Bitch e Pazzeska ft. Guè Pequeno, il nuovo lavoro dell’artista di punta del colettivo Motel Forlanini, si distacca dalle atmosfere nordeuropee, glaciali e claustrofobiche del disco precedente, trasportando l’ascoltatore in un viaggio piccante e caleidoscopico tra Caraibi, Medio Oriente, Sudamerica, Italia, Stati Uniti e Giappone.

L’estetica del disco, nata da una visione simultanea delle menti creative di Motel Forlanini e che l’ha poi guidato verso lidi inediti e inattesi, si intuisce già dalla copertina e dal video di Pazzeska. «L’inconscio di Motel Forlanini lavora un po’ come un inconscio collettivo e la prima volta che ci siamo messi a discutere l’album dal punto di vista visivo, abbiamo visto quest’immagine dall’alto: Valeria Marini sulla mortadella, come nel film di Bigas Luna, Bambola. È un’immagine che ognuno di noi porta dentro il cuore e ci si è palesata insieme a queste immagini vivide di film erotico all’italiana, alla Tinto Brass, quindi questo rosso, queste donne femminili potenti», racconta M¥SS.

«Avevamo tutta quest’idea che sta dietro agli anime giapponesi, in particolare sto parlando del lavoro di Satoshi Kon, che ha fatto un film, Paprika, omonimo del film di Tinto Brass, nel quale esplora il mondo dei sogni in una maniera particolare, nel senso che anche gli incubi che rappresenta sono a colori vividi, super saturi e questo ci ha fatto capire che potevamo rappresentare M¥SS con dei colori vividi, vivaci. Abbiamo preso il rosso come riferimento e abbiamo cercato di creare un altro mondo rispetto a questi imput: quello di Paprika».

Quattordici brani (11 inediti e 3 remix) rosso ardente, compongono il disco della consacrazione, in cui la regina della notte apre le porte al mondo e ai suoi colori, scoprendo una femminilità primitiva. «L’esigenza di fare un album di questo tipo è nata alla fine della lavorazione di UNA VITA IN CAPSLOCK, che ci ha fatto lavorare tanto internamente e quindi eravamo tutti come alla fine di un viaggio, soddisfatti, ma stanchi, sentivamo l’esigenza di fare qualcosa di bright, di buttarci su un territorio nuovo e di conoscere cose nuove».

Dall’interno all’estero e ritorno, perché se nel disco precedente i modelli femminili del mondo myssketiano arrivavano tutti dall’esterno, qui M¥SS si è spinta in esplorazione alla scoperta delle diverse femminilità al suo interno, scoprendo una natura primitiva, forse archetipica, di sicuro sovversiva. «È un po’ come se avessi esplorato le mie diverse femminilità, scoprendone i tanti accenti. Da lì il discorso sulla femminilità archetipica, che è iniziato quando abbiamo pensato alla cover e al video. Quello che volevamo era un’immagine forte e potente, mi vengono in mente le statuette primitive della fertilità, le divinità indiane o egiziane. Avevamo in mente tutto questo e dovevamo metterlo insieme con uno scatto e un video, senza voler rappresentare una cosa sessuale o sensuale, un corpo femminile è quello che è, ovvio che spigiona certe emozioni nell’occhio di chi guarda, ma un corpo femminile è potente di per se, parla da solo – spiega M¥SS –. Non credo che siamo più in un’epoca di corpi perfetti, ma ci trasciniamo questo retaggio, quindi far parlare qualsiasi corpo è un atto politico. Io volevo non essere potente per l’occhio di chi guarda, ma potente per me».

Un approccio punk, che si nutre dell’ironia classica del mondo myssketiano – «perché solo le persone realmente serie sanno ridere di se stesse e non vuol dire che se una cosa la racconti in maniera ironica dietro non ci sia un profondissimo pensiero. Anzi, a volte l’ironia è l’unico modo che hai per affrontare la profondità di quel pensiero» – ma anche di un inedito romanticismo, come osserva M¥SS: «Quando le tematiche si fanno esteriori, il primo sentimento da tenere in considerazione a livello universale è l’amore, in tutte le sue diverse sfaccettature. Di fatto, però, questo romanticismo rimane sempre piuttosto postmoderno».

Così Paprika presenta un mondo ricco di sfumature emotive, tradotto in musica nelle produzioni di Riva, in cui spiccano le collaborazioni di Populous (Clique e beat in Pazzeska), Gabry Ponte (La casa degli specchi) e Cacao Mental (Mortacci Tua), con una tavolozza di sonorità nuove e luminose, una sintesi personalissima di influenze rap Old School e R’n’B americani, World Music e futuristiche ambientazioni Avant Pop. «Non è così facile aprirsi a sonorità nuove, e poi uno dice dark complicato, luminoso meno complicato, ma non è vero, è una sfida alla quale io e Riva ci siamo voluti aprire e siamo molto contenti di averlo fatto. Sapete che M¥SS, soprattutto Riva col suo lavoro è sempre stato una centrifuga di input, che cerchiamo sempre di mischiare alla nostra maniera. Siamo attratti da cose diverse, ma quello che accomuna il tutto è il fatto di ricostruire sonorità vecchie con suoni nuovi e il risultato questa volta è Paprika».

Caleidoscopici non sono soltanto i suoni in quest’album, ma anche i featuring, che vedono gomito a gomito in tracklist Wayne Santana della dark Polo Gang (Una donna che conta remix), il già citato Guè, Luchè (Top), Quentin40 (100 rose per te), Elodie, Priestess e Joan Thiele (Le ragazze di Porta Venezia remix) e Mahmood (Fa paura perché è vero). «Artisti anche lontani dal nostro mondo e questa è stata una cosa molto bella e arricchente per me. Alla fine solo il dialogo con mondi diversi è quello che ti arricchisce veramente, perché solo quando parli con qualcuno che non appartiene al tuo mondo scopri qualcosa di più. La cosa di cui sono più contenta è che sono riuscita a far entrare tutti questi featuring nel mondo di M¥SS ed è stato un onore il fatto che ci siano entrati e lo abbiano elaborato così. Mi rendo conto che accettare un ft. di questo tipo possa essere difficoltoso per un artista».

Fiore all’occhiello del disco, per ammissione della stessa M¥SS KETA, la collaborazione di Gabry Ponte: «Maestro assoluto! Ce l’abbiamo tutti in macchina da quando andavamo i discoteca a quindici anni, cioè da quando guidiamo la macchina – racconta –. Il maestro Gabry Ponte un giorno mi scrisse e mi parlò della volontà da parte sua di fare un pezzo insieme. Ovviamente io caddi dalla sedia di felicità, ma poi piano piano è nata questa canzone, partita da un suo beat, su cui ci è venuto naturale fare un testo che parlasse di una casa degli specchi all’interno di un lunapark lisergico-metafisico e ora è per voi, per goderlo nelle vostre autoradio».

Oppure dal vivo nella serie di live che dopo l’instore, porterà M¥SS KETA sui palchi italiani, con qualche puntata anche all’estero. Che live possiamo aspettarci, ce lo ha racontato direttamente lei, la regina della notte: «Racchiuderà un po’ tutto il percorso di M¥SS, tante cose che dall’inizio hanno portato a questo album. Quindi sarà un live bello sfaccettato, ma accomunato dalla positività e dalla good vibes che caratterizzano il mondo di M¥SS. Ovviamente il pubblico ha tantissima parte, quindi cercheremo di creare un bellissimo scambio, anche perché il tipo di musica che faccio è molto fisica, la gente balla, io mi muovo tanto sul palco. La cosa che mi piace nei live è il fatto che ci sia la fisicità, quasi come una performance agonistica, in cui si incrociano tanti spiriti. Sembro una santona, ma il live è una modalità di espressione in cui mi trovo tantissimo, proprio perché riesco a dare tanto e a sfogare quello che ho dentro. Sarà una situazione movimentata e, viste le tante collaborazioni, stiamo pensando anche di avere qualche ospite».

Tour 2019:

Giovedì 28 marzo – Mil – Lisbona;
Sabato 30 marzo – Spazio 111 – Torino;
Venerdì 5 aprile – Viper Theatre – Firenze;
Sabato 6 aprile – Teatro Sociale – Como;
Sabato 20 aprile – Rockolectiv Fest – Bucarest;
Sabato 27 aprile – New Age – Roncade (TV);
Martedì 30 aprile – Monk – Roma;
Venerdì 10 maggio – Locomotiv – Bologna;
Venerdì 17 maggio – Dejavu – Teramo;
Sabato 25 maggio – Mi Ami – Milano;
Venerdì 19 luglio – Melt Festival – Ferropolis.

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