Onstage

Marco Masini: «Tutto ciò che ho fatto, sbagli compresi, mi ha portato qui e qui sono felice»

Festeggia Marco Masini, trent’anni di onorata carriera, tra momenti memorabili, come le due vittorie a Sanremo, nel ’90, tra le Nuove Proposte con Disperato e, nel 2004, tra i Big con L’uomo volante, e periodi difficilissimi, come quello che lo vide ritirarsi dalla carriera di cantautore, tra il 2001 e il 2003, colpito dall’accanimento di critica e censura. Festeggia e lo fa non solo con la raccolta di quindici successi, rifatti in duetto con altrettanti grandi artisti italiani, più quattro inediti, Masini +1, 30th Anniversary – disponibile in formato cd digipack e in special box numerato in 1000 pezzi con cd digipack, doppio Lp, foto autografata, bandana personalizzata, ciondolo tau personalizzato e tour pass (non valido come titolo d’ingresso) – e una tournèe nei teatri italiani ed europei, al via il 3 aprile, ma anche portando la sua musica su due dei più importanti palchi italiani: quello dell’Ariston, dove lo stiamo vedendo in questi giorni, protagonista del suo nono Sanremo in carriera con Il confronto, e quello dell’Arena di Verona, dove il 20 settembre terrà un concerto evento insieme a una ricca lista di ospiti (prevendite aperte su TicketOne).

«È un momento emozionante per me, perché, oltre i trent’anni di carriera, ho annunciato un evento importantissimo, vicino al mio compleanno, che è il 18 settembre, il 20 di settembre faremo uno spettacolo meraviglioso all’Arena di Verona per festeggiare questi trent’anni in musica, che, qualsiasi cosa abbia fatto, sbagli compresi, mi hanno portato qui e io sono contento di essere qui», ha confessato Masini, che sul palco dell’Arena di Verona ci salirà accompagnato da tanti amici: Giuliano Sangiorgi, Ermal Meta, Umberto Tozzi, Ambra Angiolini, Luca Carboni, Francesco Renga, Nek, Modà, Gigi D’Alessio, Annalisa, Bianca Atzei, Giusy Ferreri, Fabrizio Moro, Rita Bellanza, Arisa.

Sono questi gli ospiti già annunciati, gli stessi con cui Masini ha duettato nel disco, salvo il Jova, Eros (non ancora annuciati, ma chissa!) e Arisa, con la quale, però, ieri ha portato sul palco di Sanremo la bellissima cover di Vacanze Romane. «Avrei voluto avere mia madre a cantarla con me, perché è stata l’ultima canzone che cantava sempre mentre cucinava. Il pezzo è dell’83 e lei è scomparsa nell’84, per questo ho deciso di farla nella serata delle cover. Arisa l’ho scelta perché nell’arrangiamento che ho fatto è perfetta e, al di là del fatto che canta da Dio, la considero una persona vera, non ho mai visto una maschera sul suo volto. Siamo amici e tra di noi c’è grande stima reciproca».

L’amicizia, ecco il filo conduttore, che tiene insieme i quindici duetti di Masini +1, 30th Anniversary, che anche in questo si rivela una perfetta summa dei tre decenni in musica del cantautore fiorentino, un artista che, in fin dei conti, non ha mai indossato maschere o parlato in maniera sibillina. Al contrario, sincero e diretto, ha saputo raggiungere il grande pubblico, con sensibilità ed empatia, pagando anche lo scotto per questa sua attitudine, ma il tempo, sembra chiaro, gli sta dando ragione. E allora hanno un sapore diverso i quindici classici reinterpretati in duetto, forse suonano meno incazzati, sicuramente suonano diversi negli arrangiamenti, su cui Masini ha lavorato in maniera certosina, per riportarli a un qui ed ora, da sempre essenziale nella sua visione artistica.

«È normale che oggi si vada a riequilibrare un po’ la nostra forma artistica attraverso delle sonorità e delle forme espressive di arrangiamento in linea con la musica che si ascolta oggi, ma più che altro quello che ho ascoltato in questi anni, mi ha portato a sentire e vedere la musica in maniera diversa – ha spiegato -. Poi, considera che accanto ho un’altra voce e credo che il dovere del padrone di casa sia quello di far trovare il salotto e il divano più pulito possibile, per poter far sentire a suo agio l’ospite. Quindi ho cercato di trovare delle sonorità e di adattare la mia vocalità alla personalità e alla vocalità dell’ospite, che con la sua presenza ti fa un regalo».

Tra gli higliths del disco ci sono sicuramente Disperato ft. Eros Ramazzotti, «un vero amico, in certi momenti, anche difficili, della mia carriera mi è sempre stato a fianco a livello personale, umano, ma anche esponendosi e rilasciando delle dichiarazioni importanti in mia difesa»; Ci vorrebbe il mare, «nata al compleanno di Francesco Nuti, a cui siamo entrambi molto attaccati, così come la sentite», delicatissima chitarra, piano e voci con Giuliano Sangiorgi e una sorprendente Vaffanculo, meno arrabbiata e più ritmata, con Luca Carboni. Insieme a Bella Stronza, il pezzo gli ha causato qualche grattacapo, non ultimo quello legato alle polemiche sanremesi sorte attorno alla partecipazione di Junior Cally, messa in dubbio per i contenuti sessisti e violenti di un suo vecchio brano: Strega.

Tirato in mezzo alla questione Masini risponde: «La responsabilità delle parole che usiamo è in primis verso noi stessi e la prima cosa che si deve fare, quando si scrive, è cercare l’emozione attraverso noi stessi. Il mio Vaffanculo è stato una reazione di difesa, la violenza vera è stata in certe cose che hanno scritto e non parlo solo di me, ma anche di altri artisti, non voglio fare nomi, ma era una donna. Quella è violenza vera, rispondere con un vaffanculo che può dire anche un bambino non è violenza. Bella stronza, è chiaro, invece, che è un momento di rabbia. A volte per amore si può arrivare all’odio, più che altro quando ci si sente traditi, ma se ascolti il verso finale dice: Mi verrebbe di strapparti quei vestiti da puttana e tenerti a gambe aperte finché viene domattina, ma di questo nostro amore così tenero e pulito, non mi resterebbe altro che un lunghissimo minuto di violenza. La violenza è solo immaginata, non esercitata, e ogni canzone è figlia del suo tempo. Queste sono le mie, delle canzoni degli altri io non mi occupo».

Tornando all’album, da cui, ha raccontato Masini, «sono rimaste fuori tante canzoni, come Caro Babbo, Il niente, Malinconoia, La libertà, Dal buio, L’amore sia con te, A cosa pensi, Le ragazze serie! Ma diventava un triplo», c’è anche Jovanotti ne L’uomo volante. Un piccolo inaspettato regalo del Jova, che ci ha messo, come al solito, del suo: «Non avevamo idea di cosa avrebbe fatto, poi una notte è arrivato questo video carinissimo, in cui si inventava una parte che non esisteva nel brano originale, ma di grandissima inventiva e originalità. È una dedica, perché ha raccontato in pochi versi tutta la mia vita, è stata quella la cosa che mi ha colpito. Ognuno di loro mi ha fatto un regalo in maniera diversa, ognuno mi ha regalato se stesso con grande amore e disponibilità nel cercare la formula migliore per realizzare la canzone. E la cosa più bella di tutte è che mi hanno dato totale fiducia sulle scelte artistiche e tecniche per la produzione, che per un musicista, quale mi ritengo, è il complimento migliore».

Motivo in più per festeggiare live, con uno spettacolo ancora tutto da scrivere, almeno nella scaletta: «Ovviamente cercherò di includere i brani del disco, ma quando faccio uno spettacolo non mi piace fare un’esibizione, cerco sempre una sorta di linea guida, che lo porti dall’inizio alla fine. Ci sarà molta musica e poche parole inutili, voglio fare uno spettacolo dinamico, pieno di luci e di vita, di emozioni e voglio che queste emozioni siano figlie di un istinto, di un vero live. Io quando vado a un concerto voglio sentire suonare e cantare davvero, non per finta, quindi sul palco con me ci sarà la mia band, quella di sempre, che è strepitosa».

Prima, però, c’è un Sanremo da vivere fino in fondo con Il confronto, tra i quattro inediti inclusi nel nuovo album con La parte chiara, Non è così e Fra la pace e l’inferno ft. Rita Bellanza. «Credo che Il confronto, pur parlando di me, sia la storia di tutti gli uomini, soprattutto, degli uomini che spesso scappano da loro stessi, che si  rincorrono, che non hanno il coraggio di guardarsi allo specchio, che hanno paura di confrontarsi con se stessi, che hanno timore ad esprimere la loro vigliaccheria con le donne, con gli amici e con la verità, perché noi uomini scappiamo spesso dalla verità. Detto ciò, come nel ’90, da musicista, che quindi ama ascoltare e imparare, andai a Sanremo per imparare dai vecchietti, ora che sono vecchietto, ci vado per fare la gara, non per vincere, ma per mettermi alla prova con me stesso, e per imparare dai giovani, che ti insegnano tanto, l’ho capito lavorando con i Mamakass o Emiliano Cecere. Imparo e un pochino contribuisco, perché la collaborazione può far sviluppare la musica, che è la cosa più bella del mondo».

Tour 2020:
Venerdì 3 aprile – Mons – Théâtre Royal de Mons;
Sabato 4 aprile – Liegi – Forum de Liège;
Mercoledì 15 aprile – Zurigo – Kaufleuten Club;
Giovedì 16 aprile – Milano – Teatro degli Arcimboldi;
Sabato 18 aprile – Ancona – Teatro delle Muse;
Sabato 25 aprile – Brescia – Dis Play;
Mercoledì 29 aprile – Assisi – Teatro Lyrick;
Giovedì 30 aprile – Bologna – EuropAuditorium;
Sabato 2 maggio – Roma – Auditorium Parco della Musica;
Sabato 9 maggio – Torino – Teatro Colosseo;
Martedì 12 maggio – Venezia – Teatro Goldoni;
Venerdì 15 maggio – Firenze – Teatro Verdi;
Sabato 16 maggio – Firenze – Teatro Verdi;
Lunedì 18 maggio – Parma – Teatro Regio;
Martedì 19 maggio – Genova – Politeama Genovese;
Venerdì 22 maggio – Lecce – Teatro Politeama Greco;
Domenica 24 maggio – Firenze – Teatro Verdi;
Giovedì 28 maggio – Milano – Teatro degli Arcimboldi;
Domenica 20 settembre – Verona – Arena.

Credito foto: Luisa Carcavale

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