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Max Gazzè, Alchemaya: «La mia opera sintonica»

Il 9 febbraio, nel mezzo del trambusto sanremese, uscirà Alchemaya, il nuovo progetto di Max Gazzè, che salirà appunto sul palco dell’Ariston con il brano La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, che – secondo il cantautore – sarà una sorta di “chiave” a disposizione del pubblico per comprendere meglio il doppio cd.

É ambizioso, del resto, Alchemaya: due album che corrispondono a due atti, «il primo è un concept – spiega Max – e ha una tracklist che va da L’Origine del Mondo a Il Progetto dell’anima, seguendo un percorso storico. Nel secondo disco ci sono tre inediti e i miei singoli riarrangiati in chiave sintonica, slegati dal resto del progetto. C’è la stessa orchestrazione, ma i brani sono editi». “Sintonica” – per intenderci – è un neologismo creato per l’occasione, utile a definire la dimensione orchestrale del progetto, spesso alleggerita dall’utilizzo di sintetizzatori. É questo il mondo che Gazzè porterà a Sanremo, non di facilissima comprensione, ma indubbiamente prezioso per gli ascoltatori.

«Ho chiesto io a Claudio (Baglioni, ndr) di venire a Sanremo. – ci racconta il cantautore – Alchemaya è un disco anomalo e rischiavo che non fosse capito. Voglio andare al festival per far conoscere questo progetto e concludere così questa fase».

Del resto, l’Ariston – grazie alla presenza dell’orchestra – appare come il palco perfetto per lo scopo: «La Leggenda di Cristalda e Pizzomunno è un brano pop, travestito dal sinfonico. Sono contento, perché l’orchestra finalmente è lo strumento principale. La funzione specifica del sintetizzatore, in questo caso, è dare velocità alle frequenze».

Musica a parte, Alchemaya si presenta proprio come un racconto sonoro, dapprima portato da Gazzè in tour e poi registrato a porte chiuse per dargli vita su supporto fisico. Ad accompagnare Max lungo tutto questo viaggio è la Bohemian Symphony Orchestra di Praga (60 elementi diretti dal Maestro Clemente Ferrari), che tornerà poi sul palco con il cantautore in una serie di “eventi” che si terranno in estate in affascinanti luoghi all’aperto, come l’Arena di Verona.

«Chi conosce questi argomenti – spiega ancora Max sull’album – sa di cosa sto parlando, ma per chi non li conosce sono questioni delicate. Non volevo rendere questo racconto pesante e di difficile comprensione. Il mondo, però, è infinito e da quando sono piccolo ho fame di soddisfare la mia curiosità».

Si potrebbe parlare di esoterismo, ma Max preferisce metterla giù così: «Lo slancio verso il divino corrisponde al tentativo di comprendere la natura dell’uomo. In genere, sono portato a essere ironico. Non è che in questo caso io mi stia prendendo troppo sul serio, dico solo le cose con coscienza».

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