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Mr. Rain: «Se dovessi inventarmi le storie scriverei poche canzoni»

Il 21 settembre ha visto la luce Butterfly Effect 2.0, il repack del fortunato Butterfly Effect di Mr. Rain. La versione 2.0 contiene quattro novità rispetto all’originale: il remix di Un domani, in collaborazione con Annalisa, OPS, Giorni di pioggia e L’errore più grande, featuring Osso. Per saperne di più sull’album, abbiamo posto qualche domanda al diretto interessato.

Il 24 gennaio, il giorno prima dell’uscita di Butterfly Effect, avresti mai immaginato di trovarti a fare un repack del disco?
All’inizio no. Ho cominciato a pensarci poco dopo l’uscita, quando mi sono accorto che il disco stava piacendo al pubblico.

Sei stato capace di mettere in fila diversi successi, da Carillon a Ipernova. Com’è avvenuto il passaggio da “quello che ha rinunciato a X Factor” all’essere conosciuto esclusivamente come Mr. Rain?
È stato tutto abbastanza naturale. Credo che, alla fine, sia sempre stato il mio stile a contraddistinguermi: scrivo, canto, produco i miei brani e penso ai video; penso stia tutto qui ciò che mi ha permesso di distinguermi.

Parliamo un po’ del disco: Butterfly Effect è interamente autobiografico, senza alcun tipo di filtro; parli di un passato difficile, di dipendenza, di suicidio. Quanto è importante per te presentarti per quello che sei veramente?
Se scrivo questo genere di pezzi è perché amo scrivere di quello che ho vissuto, amo scrivere di me; anche perché se dovessi inventarmi le storie farei davvero poche canzoni. So fare solo questo. Quindi è una cosa per me abbastanza spontanea.

In uno dei primi brani del disco ti definisci “One Man Band”. Eppure, quest’estate, con Annalisa è venuto fuori un bel pezzo, del quale riproponi un remix nel repack, e in Butterfly Effect 2.0 torna Osso. È una scelta quella di limitare le collaborazioni?
Per ora sì, voglio concentrarmi su me stesso. Il featuring con Osso è frutto della nostra amicizia, ci conosciamo dall’asilo. Il featuring con Annalisa mi è stato richiesto ed io ero davvero felice di poter collaborare con lei, credo che sia la voce femminile numero uno in Italia. Siamo andati a girare il video, ho avuto modo di conoscerla ed ho scoperto anche una bellissima persona, con la quale mi sono trovato veramente bene.

Un domani e OPS sono due brani ormai noti al pubblico, discorso diverso per Giorni di pioggia e L’errore più grande. Ce li racconti? 
L’errore più grande è una della due collaborazioni con Osso. È un pezzo nato in due giorni, nel quale abbiamo cercato di dare più spazio a lui, infatti, oltre al ritornello, fa anche la strofa; il tentativo è quindi quello di valorizzarlo. Giorni di pioggia l’ho scritto perché ogni santo giorno mi chiedono “Perché ti chiami Mr. Rain? Perché scrivo nei giorni di pioggia!” e con questo spero che non me lo chieda più nessuno (ride, ndr).

Il tour del disco ti ha portato in giro per l’Italia da maggio a settembre. Quanto conta per te la dimensione live e come vivi il palco?
Io non vedo l’ora di salire sul palco, amo stare sul palco. Nonostante dia la stessa importanza a live e studio, credo proprio che il live sia per me il momento più importante: dal vivo riesco ad arrivare di più alle persone, con i miei discorsi, è il momento in cui riesco ad entrare dentro alle persone.

Baglioni sarà ancora direttore artistico di Sanremo, un’occasione d’oro per tutti coloro che non fanno parte dei “soliti noti” per puntare ad esibirsi su quel palco. Ci hai pensato?
Non posso dire di no. Sanremo è una cosa che mi sono ripromesso di fare, prima o poi, mi piace l’idea di gareggiare con altri big. Però credo che questo non sia il momento giusto, voglio studiarmi bene il mio secondo disco e poi vedrò.

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