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Negramaro: «La nostra, la storia più bella del mondo»

Il 17 novembre è il giorno dei Negramaro. La band salentina torna infatti con l’album Amore che torni, due anni dopo La rivoluzione sta arrivando. È un lavoro liberatorio, ma mai come in questo caso rappresenta la quiete dopo la tempesta: in conferenza stampa, i Negramaro rivelano infatti che non molto tempo fa i rapporti si erano incrinati al punto di correre il rischio che la storia della band finisse. Colpa di uno screzio tra Giuliano Sangiorgi e il tastierista Andrea Mariano e frutto di equilibri compromessi e abitudine, che è un classico poi di ogni relazione che si rispetti.

Proprio come in ogni relazione solida, tuttavia, i Negramaro hanno però trovato il modo di far funzionare le cose. «Una crisi profonda e seria – così la definisce Giuliano – che non sapevamo se raccontare o meno. Abbiamo però pensato che fosse giusto raccontare le crisi». Sangiorgi spiega così di essere fuggito a New York e d’essere tornato dopo qualche settimana, un po’ più cosciente, un po’ più calmo. «La nostra è la storia più bella del mondo – chiude Giuliano – la sola in Italia di una band che viene da una cantina di 2 metri per 3». Una storia che continua, appunto, con Amore che torni: un lavoro senza duetti, a rimarcare che al centro ci sono sempre i Negramaro, tra pregi e difetti, ma soprattutto con la loro storia di amori, litigi e riappacificazioni.

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