Onstage
Negramaro Tour 2013

Negramaro pronti per il tour: «Viviamo ogni concerto come se fosse un film»

È davvero un peccato dover rinunciare a testare i nuovi brani dal vivo…
In genere sfruttiamo il soundcheck per provare qualcosa, vedere che effetto fanno su di noi le nuove idee suonate a tutto volume. Oggi è bello che i ragazzi possano condividere le emozioni, ma di fatto se decidessimo di suonare qualche pezzo nuovo il pubblico non avrebbe neanche il tempo di renderlo proprio che subito sarebbe online. Sarebbe bello in qualche occasione fare all’improvviso tutti i pezzi nuovi, ma ci rendiamo conto che non è fattibile.

Cambiando discorso, in molti lamentano la mancanza di grandi eventi nel Sud Italia, cosa ne pensate voi, in quanto diretti interessati?
Noi stiamo cercando di portare il più possibile la nostra musica nel meridione. Ad esempio vorremmo fare un grande evento a Lecce, che sia importante non solo per la città e la Puglia, ma per tutta l’Italia.

Ma non è con un singolo evento che si risolve la questione. Cosa pensi che manchi al Sud da questo punto di vista?Per quel che ci riguarda, possiamo dire che ci sono dei problemi di strutture, non solo al Sud ma in tutta Italia. In generale si dovrebbe dare più credito alla musica come valore culturale ed economico, come fanno già in molti altri Paesi, specie in nord Europa, al pari dello sport. Ad esempio i concerti potrebbero essere la fonte di ricavo principale per i palazzetti, piuttosto che sport minori che non hanno certo il giro di soldi del calcio. E invece sono pochissimi quelli predisposti.

Questa mancanza influisce in qualche modo sulla preparazione del tour?
Quando progetti un tour, fai in modo da poterlo portare ovunque, ma poi ci sono città dove non si può andare, per esempio a Napoli perché non ha più un palazzetto, o altre location che non garantiscono determinati standard di capienza e sopportazione del peso delle strutture. Così bisogna sempre cercare soluzioni alternative con conseguente sperpero di risorse ed energie, ma non è sempre possibile.

È difficile immaginare soluzioni immediate.
Per quanto mi riguarda si dovrebbero realizzare proprio dei “Palamusica”, in Italia c’è così tanta voglia di live da meritare spazi adeguati. Bisognerebbe considerare la musica, non solo al Sud ma in tutta Italia, come un introito e creare strutture dedicate. Questo problema di percezione è tutto italiano, pensa che sulla musica l’IVA supera il 20% invece sui libri è al 4%. Questo dato fa intendere come i dischi siano considerati un bene di lusso, mentre per i ragazzi sono un prodotto quotidiano.

Però un evento importante come il concerto di Bruce Springsteen in Piazza del Plebiscito a Napoli ha ottenuto risultati deludenti. Perchè?
Non saprei, per quanto riguarda noi proprio le date del tour di Caserta edArcireale sono già piene, quindi non saprei dirti perché quella di Springsteen sia andata male. Bisognerebbe avere altri dati per poter fare delle analisi.

Così su due piedi mi verrebbe da pensare ad un diversa attenzione per la musica nazionale rispetto a quella internazionale…
Possono esserci vari motivi, ad esempio adesso in molti sentono il momento di crisi e al Sud forse si sente anche di più. Ci sarebbe anche da fare un discorso di politiche di prezzo sui biglietti, a cui noi siamo sempre stati molto attenti. Anche quando eravamo già in ascesa, appena uscito Mentre tutto scorre, nei palasport i nostri biglietti costavano 12/16 euro. Dopo La finestra sono saliti un po’ i prezzi parallelamente alla produzione, ma si parla comunque di 18 euro perché c’è sempre stata la voglia di crescere con il nostro pubblico e mai a sue spese. Adesso magari si arriva a pagare 35/40 perché la produzione è ancora più complessa. Per noi la priorità è creare uno spettacolo all’altezza delle aspettative di chi ci segue da anni. Sono convinto che se avessimo scelto di alzare i prezzi, magari sul momento ci avremmo guadagnato, ma la nostra carriera ne avrebbe risentito e ora non saremmo qui a fare quest’intervista. Siamo così attenti perché anche noi siamo prima di tutto dei fruitori di musica.

E come fruitore di musica, qual è un concerto visto di recente che ti ha ispirato?
Wembley Stadium, Roger Waters, The Wall. È stato incredibile, un grande cinema su 100 metri di schermo posizionati sul muro. Sembrava che il mapping, come tecnica, fosse stato concepito appositamente per quel concerto. Mi sono commosso come se avessi visto nascere un bambino.

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