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Nek: «La mia musica non deve e non può fermarsi»

Si intitola Il Mio Gioco Preferito – Parte seconda il nuovo album di Nek, uscito venerdì 29 maggio a distanza di un anno (quasi esatto) da Il mio gioco preferito – Parte prima. Una scelta precisa quella di Filippo, che non a caso rilascia nuova musica in un momento difficile per il nostro paese. A maggior ragione, però, il cantautore ha sentito l’esigenza di donare al suo pubblico nuove canzoni e una prospettiva decisamente ottimista nei confronti della vita.

«Io non sto fermo neanche se mi puntano una pistola alla tempia. – esordisce subito Nek in conferenza stampa (rigorosamente su Zoom) – Avevo iniziato a lavorare a questo album ma in modo discontinuo, perché c’era una tournée di mezzo. Il primo singolo, Perdonare, ha visto la luce otto mesi fa ma è stato messo nel cassetto insieme ad altre canzoni che scrivevo tra un concerto e l’altro. Con la fine del tour è arrivato anche il lockdown. Ne ho approfittato per raccogliere tutto e per scrivere come un pazzo».

«Volevo mantenere la promessa data di uscire prima dell’autunno. – continua poi Filippo – Dopo un brainstorming di qualche ora tutto il mio team ha deciso di accompagnarmi in questa messa a punto record, scrivendo a distanza, mettendo tutto insieme e uscendo in un momento in cui la musica è in fase di blocco. Però se non ci fosse stata la musica in radio come avremmo passato noi questo lockdown? Condividere, poi, è una mia esigenza personale. Senza la mia musica morirei».

Nek conferma quindi di essere un «passionale» (come si autodefinisce), un artista destinato a spegnersi senza stimoli. «Sapevo che erano tempi difficili ma ho fatto uscire questo album per un’esigenza umana e non strategica. Scrivo le canzoni per me e sapere di poterle condividere mi apre un’altra visione del futuro. – chiosa – Chiunque fa il mio mestiere mi auguro possa dirvi la stessa cosa. La mia musica in generale non deve fermarsi».

Nell’album c’è spazio per l’amore in tutte le sue forme, ma anche per un’analisi precisa dei tempi che corrono, con i loro pro e i loro contro. In Ssshh!!!, ad esempio, Nek parla della «necessità di un confronto senza nascondersi dietro una tastiera», perché – anche se il brano è stato scritto prima della quarantena, il lockdown ha comunque aiutato a comprendere quanto «il rapporto umano abbia ancora un peso specifico nella vita di tutti noi. Volevo sottolineare l’importanza dei valori umani e quanta mancanza c’è se non c’è un abbraccio. Con un telefonino si perde il senso della realtà stessa. Ma ho fiducia nel futuro». In Imperfetta Così, invece, Nek parla dell’importanza di amare se stessi («L’imperfezione dell’essere umano è meravigliosa. – dice Filippo – Mi ritengo un osservatore ed è bello conoscere persone che hanno paura di interagire per non stonare in un discorso, di non dire mai la cosa giusta. E invece quanto è bella l’imperfezione»), ma nella ricca tracklist c’è l’amore in tutte le sue forme, da quello per la propria compagna a quello per le figlie che crescono modificando anche l’assetto della vita del cantante.

«Alcune canzoni dovevano entrare nella Parte Prima – spiega Nek – poi abbiamo diviso in due il disco, cosa che faccio per la prima volta. Gli ultimi tre brani sono nati in quarantena. Non ho mai avuto dubbi nel chiamarlo Parte Seconda per chiudere un cerchio. I due album possono essere uniti ma anche indipendenti. Il comune denominatore è parlare della vita stessa».

Per presentare l’album, Nek ha realizzato un concerto a Piazzale della Rosa a Sassuolo, nella sua città. Il live – con la sua band – è andato in onda su RTL 102.5 ed è ora disponibile su YouTube.

«È un primo movimento – spiega Nek in proposito – e sentivo di doverlo fare a Sassuolo, in uno dei punti centrali della mia città. Ho messo insieme musicisti e tecnici cercando di arrangiare al meglio le canzoni nuove, dando un’impronta. È un accenno di repertorio in un momento in cui i concerti mancano. Mi sono emozionato perché non c’era pubblico. Non aver nessuno davanti è stato particolare, mi auguro che arrivi a tutti».

Sulla situazione live in generale, Nek conferma però che si naviga a vista.

«Io non ho in vista a breve termine appuntamenti live – precisa – sarei dovuto partire per una tournée europea e mettere insieme i tasselli di un tour così vasto è sicuramente più complicato. Ci organizzeremo navigando a vista. Io sento la mancanza del pubblico. A Sassuolo è stato emozionante ma complicato, perché il pubblico fa il 60% del concerto. È ancora presto per prendere decisioni. Credo che dovremmo tutti accontentarci, sia gli artisti che il pubblico e cercare di trovare le soluzioni migliori. Ad oggi non ho una risposta».

Grazia Cicciotti

Foto di SbATCH

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