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Noemi come Maria Antonietta: “In questo momento le donne devono essere forti”

Gli ultimi mesi del 2017 sono stati molto intensi per Noemi, al secolo Veronica Scopelliti, che è tornata a ruggire con nuove canzoni che anticipano un nuovo album in uscita l’anno prossimo. I miei rimedi, brano scritto da Daniele Incicco, Dario Faini e Roberto Casalino, è il titolo dell’ultimo singolo che le ha fatto riscoprire “quel lato più pop” che le piace molto. La sua spontaneità è contagiosa e, seduti su un divanetto rosso in pendant con la sua folta chioma, ci siamo fatti raccontare qualcosa di più sul momento che sta attraversando.

Che tipo di canzone è I miei rimedi? È un brano che parla di una persona che prende atto dei propri errori e che decide di consegnarli nelle mani del proprio compagno. Ciò che mi è piaciuto di più è che descrive una persona forte. Anch’io spero un giorno di diventare così e mi auguro che questa canzone mi aiuti a esserlo.

Per i videoclip dei nuovi brani ti sei ispirata a grandi pellicole, a chi è venuta l’idea? Il mondo del cinema è una mia grande passione, sin dai tempi dell’università. Assieme al regista Fabrizio Cestari abbiamo provato ad avvicinarlo alla musica nei videoclip dei nuovi brani: il video di Autunno, il singolo precedente, strizzava l’occhio a LaLa Land, mentre in questo abbiamo pensato a Marie Antoniette di Sofia Coppola.

Perché proprio Maria Antonietta? Rappresenta una donna forte e non è un caso che abbia scelto proprio lei in un momento storico in cui l’immagine della donna è sempre in discussione. Purtroppo l’attualità racconta di situazioni poco piacevoli e il rapporto tra uomo e donna è cambiato profondamente. Credo che l’ultimo sforzo spetti a noi donne, non acconsentendo a certe dinamiche. Non è solo colpa di chi ne approfitta.

I miei rimedi fu pubblicata dai La Rua già nel 2016, perché hai deciso di riproporla a tuo nome? Mi era stata proposta nel 2015 per Sanremo, ma alla fine decisi di portare La borsa di una donna. A quel punto i La Rua pensarono, giustamente, di farla uscire a loro nome. Tuttavia mi sentivo molto legata a questa canzone e, dopo una piccola modifica a una frase del testo che non mi piaceva, ho pensato di pubblicarla nuovamente provando a darle una nuova veste. Oggi si parla molto di cantautorato, dando poco merito al mondo degli interpreti. Vi assicuro che il modo in cui una canzone viene cantata, la forza, le sfumature che l’interprete ci mette, contribuiscono a darle nuova vita. Ci tenevo a dare qualcosa di diverso al pezzo.

Quest’anno hai anche partecipato ai dischi di Jarabedepalo, Syria e Cristina D’Avena. Come sono nate queste collaborazioni?
Mi sono divertita molto con tutti e tre! Pau degli Jarabedepalo mi ha sempre chiamato “La voz”, “La voce” in spagnolo, ed è stato un grande onore per me prender parte al suo disco di duetti. Con Syria siamo amiche da una vita e non potevo non festeggiare con lei il ventennale di carriera. Con Cristina D’Avena, invece, c’è stata una coincidenza pazzesca. Nel suo disco ho cantato Una spada per Lady Oscar e mia mamma a un anno mi vestì proprio da Lady Oscar per Carnevale! Ce l’avevo nel sangue insomma (ride, ndr).

Su una scala da 1 a 10 che probabilità c’è di vederti al prossimo Festival di Sanremo? 5.

Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo prossimo disco? Sarà espressione di un pop molto coraggioso, diverso da quelli che ho fatto finora. Ci saranno canzoni degli autori più diversi, anche giovani che mi permettono di sentirmi più vicina alla mia età.

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