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Gli Afterhours si raccontano: «È come se non dovessimo più dimostrare niente»

Trent’anni in una sera. C’è tutta la storia degli Afterhours nel doppio cd+dvd del concerto del 10 aprile 2018 al Forum di Assago, Noi siamo Afterhours, in uscita venerdì 25 gennaio e che verrà presentato in una serie di incontri con la band, al via proprio venerdì da Milano. Una vicenda artistica e umana lunga tre decadi e confluita in quella notte magica insieme ai diecimila del Forum di Assago. Un live bollente, che ha messo un punto fermo, chiudendo un cerchio per la band, e che oggi possiamo rivivere in Noi siamo Afterhours, in versione integrale nei due cd, per momenti selezionati nel dvd.

«Nella scaletta abbiamo tolto cose perché erano venute in maniera approssimativa o perché erano superflue rispetto al racconto. Il concerto perfetto d’altro canto è un concerto vivo dove hai una grandissima emozione e riesci a trasmetterla, dove hai una risposta emozionale da parte del pubblico, dove parli il tuo linguaggio e vieni capito, non dove non sbagli una nota, anche perché non mi è mai riuscito di non sbagliare neanche una nota in un concerto», spiega Agnelli.

A raccontare il progetto, questa mattina al Museo Interattivo del Cinema di Milano, gli After con quasi tutti i componenti delle varie formazioni succedutesi negli anni, riplasmando di volta in volta i contorni di un sound e di un’attitudine unici nel panorama rock italiano e non solo, ma non la sostanza di una realtà, che proprio nei live ha espresso la sua natura più autentica. C’erano sul palco del Forum e ci sono in Noi siamo Afterhours, la foto di un momento di festa, di condivisione e di consacrazione del rapporto viscerale della band con il suo pubblico.

Presentato in anteprima assoluta il 23 ottobre scorso alla Festa del Cinema di Roma, il docufilm per la regia di Giorgio Testi – nominato ai Grammy per il suo lavoro con i Blur in No distance left to run/Live at Hyde Park, con in curriculum collaborazioni con Rolling Stones, The Killers, Oasis, Gorillaz, Pixies, Amy Winehouse, Adele, Elton John e qui di nuovo al lavoro con gli Afterhours dopo il lungometraggio Hai paura del buio? – con la voce narrante di Manuel Agnelli cornice ai momenti di live, condurrà lo spettatore in un viaggio intimo attraverso la musica degli una delle band più influenti del rock italiano e la sua storia, dagli esordi in inglese, ai tour internazionali, dai cambi di formazione, fino alla line up attuale.

Tra momenti di backstage e qualche tuffo nel passato con materiale video d’archivio, si snodano le immagini di un concerto memorabile, che in tre ore circa ha condensato trent’anni di vita. «Sapevamo che volevamo filmare quel momento, ma non esattamente cosa farne. Inizialmente avevamo pensato di realizzare una cosa documentaristica un po’ interna e poi invece è andato bene il concerto – racconta Agnelli –. Di solito quando decidi di filmare ti ingessa, in realtà il concerto è andato molto molto bene, quindi alla fine eravamo tutti molto felici di sapere che l’avevamo anche registrato. Le immagini e la parte sonora, poi, erano ottimi, per cui da lì è nato il progetto vero e proprio, nonché la decisione di non re-incidere il live in studio, non avrebbe avuto senso. Naturalmente lo abbiamo mixato, ripulito e prodotto con tutti i crismi, siamo intervenuti tanto a livello sonoro, ma abbiamo mantenuto tutto quello che è avvenuto sul palco a livello musicale».

Accompagnato da un doppio cd, il docufilm che cerca di restituire l’incredibile atmosfera di quella serata al Forum sold out. «Quel numero di persone, quell’emozione, rimangono una cosa unica, che abbiamo vissuto lì, ma volevano provare a rappresentarla e a rappresentarci. Volevamo avere qualcosa da lasciare, un documento che ci può rappresentare dal punto di vista musicale – continua –. È molto raro che ci siano gruppi che suonano concerti anche celebrativi invitando non ospiti, ma le formazioni del proprio passato. Questa cosa noi volevamo documentarla, perché caratterizza la nostra storia. In un documento che riassume i nostri primi trent’anni quella era la prima cosa».

Un assetto che ha regalato al pubblico un viaggio attraverso i diversi sound degli Afterhours, inevitabilmente ricreatisi con l’avvicendamento delle diverse formazioni sul palco. «Già in sala prove era evidente che sarebbe andata così – racconta Rodrigo D’Erasmo – e anche sul palco ogni volta che si ricreava una band, si ricreava anche il suo suono originale. Abbiamo voluto proprio valorizzare la differenza di sound tra le varie decadi e anche risuonare i brani storici con la formazione attuale in una maniera che ha a che fare con la contemporaneità di questa band».

Particolare, poi, la prospettiva da cui questa storia viene raccontata: sarete sul palco, nel cuore pulsante degli Afterhours, grazie alle riprese effettuate qua e là con una steadycam, che dà la visuale della band sul Forum e nello stesso tempo si muove da uno strumento all’altro enfatizzandolo, ma anche grazie a riprese pensate rendere la sensazione dell’annullamento della distanza tra palcoscenico e pubblico.

«È il messaggio che volevamo lanciare noi in generale con i concerti e in particolare con questo. Ultimamente si vedono produzioni, che prendono il sopravvento sul concerto, sono più spettacoli che altro, ma quando siamo andati a sentire Nick Cave al Forum, ci siamo resi conto, che in realtà c’è una controtendenza, adesso, a ricominciare a presentare il concerto come vero scambio tra chi è sul palco e chi è giù, quasi fisicamente. Siamo andati sulle gradinate anche noi durante il nostro live, a livello simbolico un po’ anche per questo. Vedo un sacco di mega produzioni che giustificano il prezzo di un biglietto, ma che non fanno vedere davvero cosa può essere un concerto a livello emotivo, di linguaggio e di rito anche quasi messianico, se vogliamo, ed è una cosa che i ragazzi, i millennials soprattutto non sanno. Noi torniamo lì, ad uno scambio più umano, loro ci andranno e secondo me un ritorno a questo tipo di comunicazione sarà il prossimo step, che mi auguro succeda nella musica», osserva Manuel.

Ma come hanno vissuto loro il concerto del Forum? «Nel film secondo me si vede, che partiamo in una certa maniera, un po’ imprevista, ma a metà concerto ci stiamo rendendo conto che è un bel concerto e da lì decolla emotivamente. Come succede spesso quando fai dei bei concerti, invece di sbracare lo proteggi perché è una cosa preziosa, almeno per te, allora comincia a proteggerlo, ma anche a godertela», confessa Agnelli.

Energia, profondità, oscurità, ma anche luce e delicatezza, gli After al Forum hanno sbancato e questo concerto rimarrà, senza dubbio, un punto di svolta nella loro storia, la celebrazione e la rivendicazione di un’identità. «Siamo stati da sempre una live band, la nostra attività live è quella che ci ha portato ad avere trent’anni di carriera, perché il mercato discografico non ha mai considerato molto realtà come la nostra in Italia. Per loro non saremmo sopravvissuti ed è stato meglio così, perché il rapporto che abbiamo vissuto con la gente, con noi stessi e con il nostro paese in questi anni è stato molto più vivo e stimolante così – conclude Agnelli –. Quando suoni tanto live, però, lasci qualcosa nel ricordo delle persone, nel tuo, ma è più difficile mettere a fuoco quello che hai fatto, per cui ti viene la voglia di mettere giù qualcosa di concreto come questo. Anche Hai paura del buio?, il docufilm, era in questa direzione. Il punto è prendere atto di un percorso che hai fatto e ufficializzare a noi stessi che è stato fatto. Psicologicamente questa cosa mi lascia tranquillo è come se non dovessi più dimostrare niente con questo progetto, che ha fatto un percorso compiuto all’interno del genere che ha rappresentato e con il racconto che ha rappresentato. Questa cosa invece che essere un punto finale, in realtà alleggerisce, toglie la pressione di dover ancora compiere il nostro progetto, di dover dimostrare che in qualche modo ha un senso, l’ha già avuto, piccolo o grande che sia, per me è grande ed è facile adesso ripartire più leggero. Poi è anche un riconoscimento della dimensione del nostro progetto, di quello che ha rappresentato, per me è stato una parte enorme della mia vita e questo documento ci ricorda che è importante per tantissima altra gente».

IN-STORE & IN-CINEMA TOUR:

Venerdì 25 gennaio – Milano – Skyline Multiplex Centro Sarca h 15.00
Sabato 26 gennaio – Torino – Mondadori CC 45 Nord h 15.00
Lunedì 28 gennaio – Genova –  Feltrinelli via Ceccardi h 18.00
Martedì 29 gennaio – Padova – Feltrinelli Caffè Pedrocchi h 18.00
Mercoledì 30 gennaio – Rimini – UCI Cinemas Romagna CC Romagna Shopping Valley h 15.00
Giovedì 31 gennaio – Pescara – Feltrinelli via Milano h 18.00
Venerdì 1 febbraio – Bari – Feltrinelli Via Melo h 18.00
Sabato 2 febbraio – Salerno – Cinemaximall CC Maximall h 15.00
Domenica 3 febbraio – Roma – Feltrinelli via Appia h 17.00

Tracklist

CD 1
Dentro Marylin
Strategie
Germi
Ossigeno
Sangue di Giuda
Padania
Non voglio ritrovare il tuo nome
Cetuximab
Grande
Folfiri o Folfox
Ballata per la mia piccola iena
La sottile linea bianca
Il mio popolo si fa
Pelle

CD 2
La vedova bianca
Quello che non c’è
Terrorswing
Male di miele
Rapace
1.9.9.6.
Love on Saturday night
How we divide our souls
Bianca
Non è per sempre
La verità che ricordavo
Bye bye Bombay
Ci sono molti modi

DVD
Docufilm Noi Siamo Afterhours

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