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Paloma Faith The Architect

Paloma Faith: «Dobbiamo recuperare empatia, compassione e gentilezza»

L’epico discorso pronunciato da Samuel L. Jackson all’inizio di The Architect, il nuovo album di Paloma Faith uscito lo scorso 17 novembre, è da pelle d’oca: in quelle poche parole sulla traccia di apertura Evolution l’attore, che recita un testo scritto dalla stessa Paloma, riassume con il vigore e l’energia che lo contraddistinguono da sempre tutti i temi di cui si parla nel disco. The Architect è il quarto lavoro discografico dell’artista, il primo in più di tre anni e il primo da quando è nato suo figlio*.

Dalla società occidentale a Donald Trump, dai migranti alla Brexit: quello che stiamo vivendo è un presente difficile, per certi versi è a tinte fosche. Ma dall’abisso si può riemergere – come ci ha spiegato la cantautrice – basta solo recuperare alcuni importantissimi valori, che possono dare senso all’umanità: l’empatia, la compassione e la gentilezza. E, forse per essere il più comprensibile possibile con un messaggio così importante Paloma ha voluto rispondere alle nostre domande in italiano (lo parla molto bene ndr).

Il disco si apre con la (splendida) voce di Samuel L. Jackson, che hai coinvolto nel tuo progetto. Come siete entrati in contatto?
Ho lavorato con lui in occasione delle sue iniziative di beneficenza contro il cancro (l’associazione One For The Boys, che si occupa delle tipologie di cancro che colpiscono gli uomini ndr). Mi ha detto: «Voglio fare qualcosa per te, per ringraziarti». Ed ecco l’occasione! E’ venuto un giorno soltanto in studio con me, un momento in cui era libero da impegni di lavoro, e ha registrato il suo discorso. E’ stata un’idea fortunata, perché lui ha una voce che tutto il mondo riconosce, e tutto il mondo lo adora.

Il discorso è stato scritto appositamente per l’album?
Sì, l’avevo scritto io prima di iniziare a lavorare al disco. Ho voluto raccogliere i punti, per me importanti, di cui poi ho parlato nelle canzoni.

Invece su Politics of Hope è presente un discorso di Owen Jones, come mai hai scelto proprio lui?
Owen Jones è un giornalista e un commentatore, oltre ad essere una persona giovane, impegnata politicamente a sinistra. Mi piacciono le sue idee e ho deciso di coinvolgerlo.

L’essere diventata mamma durante la lavorazione dell’album ti ha influenzata in qualche modo (mi riferisco in particolare ai temi di cui parli nelle canzoni)?
Penso di sì, prima ero più narcisista. Invece per le canzoni che compongono The Architect ho pensato molto di più al mondo che mi circonda. Un mondo che mi preoccupa molto: quando ho scritto le tracce ho voluto inserire i valori che compongono una persona, per poi trasmetterli a chi ascolterà il disco, per sopravvivere. Tra queste qualità ci sono l’empatia, la compassione e la gentilezza. Bisogna assolutamente recuperare questi valori.

Su The Architect hai di nuovo collaborato con il compositore David Arnold (gli archi di The Architect, Warrior e I’ll Be Gentle): pensi che questo tipo di arrangiamento orchestrale aiuti a mandare in maniera più efficace il tuo messaggio?
Sì, io amo molto il cinema e per me la presenza dell’orchestra aiuta la narrazione. Questo accade soprattutto quando suoni dal vivo. David Arnold in passato si è occupato della colonna sonora di Independence Day, Stargate, di quella dei film di James Bond, avevamo già lavorato insieme sul mio secondo disco e sono molto contenta di questa nuova collaborazione.

Parlando invece di Warrior, che è uno dei brani più intensi del disco (scritto da SIA): si parla del tema dei rifugiati, cosa pensi a riguardo? E’ uno degli argomenti più caldi da alcuni anni a questa parte.
Quando ho sentito questa canzone c’è un verso in particolare che mi ha colpita: if I lay my arms down, am I a fighter? E’ una domanda molto importante: io penso che tutte le persone nel mondo, che vivono fuori dall’Europa o dall’America, siano come noi. Invece alcuni, quando hanno visto le immagini dei migranti in televisione, hanno detto solo: «Come mai hanno il cellulare?». Questo è folle secondo me, è un modo di pensare assurdo.

*Paloma non ha tuttora rivelato il sesso o il nome di suo figlio/a

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