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Rudimental

Rudimental: «Stiamo producendo la nostra musica migliore»

I loro ultimi singoli stanno letteralmente spopolando, ma mai nessun brano prima di These Days (che vede Jess Glynne cantare con Macklemore e Dan Caplen) aveva mai scalato le classifiche di tutto il mondo. Per tre settimane consecutive, la canzone è stata al Numero 1  della classifica di Shazam in Italia (al Numero 3 in quella Globale) e della Top 5 nella classifica di vendita. Inoltre, è da tre settimane alla posizione Numero Uno della Hot Hits Italia, la playlist di Spotify più popolare e seguita. Impossibile non notare, dunque, il fenomeno Rudimental, collettivo britannico che sta lavorando al prossimo album e al prossimo tour. Durante una visita in Italia della band abbiamo avuto modo di conversare con Amir Amor. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Amir, sei capitato in Italia con il bel tempo. Ho visto dai social che vi siete divertiti a Milano. Com’è andata?
Qui è bellissimo, ci stiamo divertendo tantissimo. Per noi è la seconda volta in Italia, l’ultima volta siamo stati qui per esibirci agli MTV EMA. Ora siamo tornati perché la nostra canzone sta spopolando e non potrebbe esserci un motivo migliore. Ci sentiamo veramente i benvenuti e speriamo di tornare presto per suonare live.

Siete stati anche a Che tempo che fa, so che si trattava della vostra prima apparizione televisiva italiana…
Confermo. Eravamo un po’ nervosi, ma è normale se ti trovi a fare qualcosa per la prima volta. Devo dire che è andata benissimo. Ovviamente in Inghilterra è più facile, ma è stato bello e fa ben sperare per il futuro.

Parliamo del prossimo album, so che ci state lavorando. Come sta andando?
Torniamo in studio proprio in questi giorni e ci lavoreremo ancora per circa due settimane. Posso dire che è quasi finito, dovrebbe essere pronto a breve. Poi gireremo i video, il prossimo avrà l’Africa come location. Sono sei anni che non ci fermavamoo e non passavamo un po’ di tempo a casa, da quando in pratica mi sono unito ai Rudimental. Quando sono arrivato, era una sorta di collettivo di dj. Col mio ingresso, abbiamo iniziato a scrivere canzoni e siamo diventati una live band. Ed è da allora che siamo in tour senza fermarci mai. Il nostro album è stato scritto on the road.

E com’è stato? Immagino che sia comunque più complicato…
Sì, lo è. Ma è anche molto divertente. Ci sono dentro tantissime influenze. La parte più bella però è stata tornare un po’ sui nostri passi, chiuderci in studio. Siamo un po’ tornati indietro, seguendo le orme che abbiamo lasciato per realizzare il nostro primo album. Penso che ora siamo dei cantautori migliori. Secondo me è la musica più bella che abbiamo mai prodotto finora. I nostri primi singoli sono andati bene e mi piacerebbe parlarti dei prossimi, ma ti dico solo che sono ancora più belli. Sono molto emozionato per ciò che ci aspetta. Ci sono nuove voci, nuovi cantanti, tornerà Anne-Marie, ci sarà Dan Caplen. Non potrà non piacervi.

Be’, parliamo allora di These Days. Cosa mi puoi dire di questo singolo?
Abbiamo conosciuto Dan quando è uscito il singolo Flat Champagne. Lo abbiamo coinvolto per These Days, siamo andati insieme in studio, abbiamo scritto insieme la canzone e l’abbiamo prodotta. Mancava però un po’ di respiro, per questo abbiamo lasciato dello spazio per Jess (Glynne, ndr) e per un rapper, che poi si è rivelato essere Macklemore. Jess la conosco da tanto tempo, abbiamo anche scritto qualcosa insieme. È stato naturale chiamare lei quando abbiamo pensato a un duetto classico “alla Rudimental”, con una voce maschile e una femminile. Macklemore lo abbiamo incontrato in tour un po’ di anni fa e siamo rimasti in contatto, per cui quando abbiamo capito che serviva una terza voce per riempire alcuni spazi vuoti ci è sembrato ovvio contattarlo. Cronologicamente la canzone è nata in questo modo.

Trovo che il vostro sia un metodo veramente unico di lavorare, artisticamente parlando. Ci sono tanti grandissimi artisti nelle vostre canzoni, ma anche tanti emergenti. Ho letto che preferite comunque sempre rimanere un po’ nell’ombra, rispetto ai cantanti che chiamate a collaborare con voi.
Sì, non direi che ci piace stare dietro le quinte. Diciamo che ci piace avere a disposizione quante più voci possibili, così puoi scegliere tra tanti colori musicali. Se usi sempre e solo la stessa voce, penso che la musica possa suonare noiosa presto o tardi. Anche per questo non appariamo mai troppo nei nostri video. Come scegliamo i nostri artisti? Siamo attratti dalle voci soul. Se ci fai caso, tutte le voci che scegliamo sembrano molto più “antiche” di quanto in realtà non siano. Come Dan, che ha una voce veramente soul e molto vintage. L’aspetto emotivo dell’interpretazione ci affascina tantissimo, ma va detto che poi scriviamo la canzone insieme a tutti gli artisti che chiamiamo a collaborare con noi. Non mandiamo mai i beat agli artisti, il lavoro si basa sulla collaborazione.

Ecco, a proposito di questo, volevo chiederti qualcosa in più anche sull’etichetta che avete fondato, la Major Tom’s.
Major Tom’s è nata proprio nel mio studio nel 2008. Non conoscevo i Rudimental all’epoca, ero un producer e avevo sentito parlare di questo collettivo. Sono venuti da me con l’idea della canzone Feel The Love ed è lì che è partito tutto. Nel mio studio la nostra sintonia era evidente e bellissima. Per cui abbiamo continuato a scrivere insieme, ma tutto è avvenuto molto velocemente. Quando siamo andati in tour, abbiano notato che molti artisti che collaboravano con noi non erano ancora stati arruolati da nessuna etichetta discografica. Appena finito il tour, hanno ricevuto delle proposte, per cui ci siamo detti: “Perché non trasformare Major Tom’s in un’etichetta discografica, così possiamo far firmare gli artisti che già collaborano con noi?”. Possiamo dire che i nostri show e i nostri album sono di fatto una piattaforma di lancio per artisti emergenti. Anne-Marie è venuta fuori proprio così e continueremo a lavorare in questo modo.

Penso che nessuno nell’industria discografica al momento faccia qualcosa di simile, è un modo molto bello di vivere la musica…
Sì, abbiamo una posizione unica. E tra l’altro riusciamo a unire il pop e il soul, che è il mondo da cui vengo. Stiamo lavorando veramente bene, è un po’ come se l’Universo ci guidasse attraverso un viaggio pazzesco.

In questo modo vi arricchite anche di nuove influenze…
E anche di antiche (ride, ndr). Nel nostro ultimo album, ad esempio, c’era George Clinton, un mio idolo. E tanti altri artisti che magari le nuove generazioni non conoscono. Nell’ultimo album lavoriamo invece con Rita Ora, che è già affermata. Non posso dirti troppo, ma ci sono cantanti veramente diversi tra loro, che non comprendono solo le voci nuove. Di sicuro, da noi ascolterete sempre canzoni insolite, che mischiano il nuovo e il vecchio.

La mia impressione però è che portate anche i grandi artisti a fare qualcosa di assolutamente nuovo per loro…
Sì, hai ragione. Anche per Jess una collaborazione simile è sicuramente nuova.

Siete stanchi dei live show o state già preparando qualcosa?
Ovviamente siamo emozionati! Se me lo avessi chiesto un anno fa ti avrei detto che ero stanchissimo e che odiavo tutti (ride, ndr). Ma siamo amici, in tour è come stare in una grande compagnia, non c’è gente “assunta”, sono tutti compagni di vecchia data. Per cui ci divertiamo tantissimo. Certo, se non ti fermi mai può essere stancante, ma ora ci siamo riposati e abbiamo finito l’album, per cui non vedo l’ora di partire con i nuovi live a ottobre.

Spero di vedervi in Italia allora…
Potrebbe capitare, considerando com’è andato bene il singolo. Nelle altre nazioni abbiamo suonato molto. Saremo in Europa a gennaio e spero veramente di riuscire a passare in Italia. Vederci dal vivo risponde a molte domande sulla nostra band. Penso che aiuti la gente a capirci meglio.

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