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Samuel Heron: «Mostro la parte più vera di me»

Il nuovo album di Samuel Heron è finalmente arrivato. Il disco è uscito il 17 maggio e si intitola – molto iconicamente – Triste. Una dichiarazione d’intenti che va un po’ controcorrente e che descrive – o più precisamente, rappresenta – queste nove tracce, che mostrano probabilmente il lato più umano dell’artista.

«Il titolo è un po’ fuorviante, me ne rendo conto. – ammette il rapper – È un po’ come mettere le mani avanti, un modo per dire che non sono quello che avete ascoltato finora. L’album non è triste, sono io ad esserlo. Ho una parte leggera, ma occupa probabilmente il 20% di me».

Il cambio di prospettiva, in Samuel Heron, è arrivato dopo una riflessione personale, ma anche sociale. «Ho avuto modo di pensare e mi sono accorto che i social e la società ci mostrano solo le cose belle. – racconta il rapper – Questa consapevolezza mi ha fatto chiudere come artista e come ho persona, per cui ho voluto liberarmi, lasciandomi andare nella musica e nella vita. Spero che sia un campanello d’allarme per i ragazzi, perché ho paura che non siano capaci di gestire questa situazione e, soprattutto, la parte più profonda e impegnativa di se stessi». Discorsi impegnati e impegnativi, anche se Samuel tiene anche a precisare che «il disco, alla fine, non è così scuro. C’è un po’ tutto, anche sfoghi personali».

In Triste c’è infatti anche la raccolta Genkidama, messa «per concretizzare qualcosa che ho fatto in passato» spiega il rapper, che ne approfitta per parlare della sua città, La Spezia. «La mia città da una parte è stata un limite – commenta – ma è stata anche fondamentale perché è la culla dell’hip hop in Italia. Così mi sono formato, anche se ora è cambiata. Prima, però, rispetto e integrazione erano valori veri».

Nell’album spiccano poi importanti featuring. Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale canta Londra («Ho scritto il pezzo e sul ritornello volevo una voce maschile. – spiega Samuel – Ho pensato subito a lui e gli ho mandato un messaggio su WhatsApp. Nonostante la sua esposizione mediatica, Lodo è una persona molto semplice»). Con Tony Effe – in Papi Chulo – «la situazione è stata molto pop», mentre in Gang Gang (prima) troverete gli scratch di TY1. nell’ultima traccia – Napapijri – arrivano gli altri 2/3 della Dark Polo Gang, Wayne Santa e Pyrex, con la produzione di Sick Luke.

«Io lo so come sono – aggiunge Samuel Heron – volevo farlo vedere agli altri. Ho deciso di mostrare l’altra parte di me, che è poi la parte più grossa. Io però sono una cosa e l’altra». Samuel ha, di fatto, «ammazzato» ciò che era prima, mantenendo dei «punti di forza». «Ho fatto quello che volevo, non mi son detto di fare qualcosa di diverso. Fare quello che mi piaceva mi ha sempre portato a risultati positivi. – conclude Heron – Non voglio essere però portatore di un movimento. Le persone devono imparare a formarsi. I ragazzi non si emozionano più ed è anche colpa nostra».

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