Onstage

Shade: «L’ostentazione della ricchezza mi fa vomitare»

Il 16 novembre arriva finalmente Truman, il nuovo album di Shade, anticipato dai singoli (e dai successi) Irraggiungibile, Bene ma non benissimo e Amore a prima Insta.

Un progetto che sembra un vero e proprio show e che, non a caso, è ricco di ospiti, da Federica Carta a Nitro, passando per J-Ax, Emma Muscat e Bouchra.

«I featuring sono nati in modo molto naturale – dichiara subito Shade – nel caso di Emma Muscat (che sarà nel prossimo singolo Figurati Noi, ndr) volevo una voce internazionale, che richiamasse il mood europeo. Con lei ho trovato un buon compromesso. Non mi aspettavo questa sintonia. Comunque gli artisti protagonisti del featuring sono stati tutti gentili. Giuro che non li ho pagati».

Qualche parola in più Shade la spende su Nitro, che nel disco troviamo ne Le cose peggiori e contro il quale Shade vinse l’edizione del 2013 di Mtv Spit, tanto che si è vociferato a lungo di una presunta (e irrisolta) competizione tra i due.

«Io e Nitro siamo sempre rimasti amici, trovo tutto molto divertente. – commenta in proposito il rapper – Anche quando le fazioni dei miei e dei suoi fan si scannavano sui social su chi fosse stato più bravo in una determinata sfida. Noi ci sentivamo sempre privatamente. La rivalità c’è ancora, come c’è con tanti altri rapper. Penso faccia parte del gioco. Credo anche però che della sua generazione lui sia il più bravo a scrivere in assoluto. E, in generale, uno dei più bravi a rappare. Averlo nel disco per me è un onore immenso. Penso che lui sia un Truman. Non sono innamorato di lui, però».

Ecco, a proposito di Truman, Shade spiega che – oltre ad essere fan del film The Truman Show – ha scelto di titolare così l’album perché questa parola significa, letteralmente, «uomo vero».

«Mi sento un uomo vero all’interno di uno show completamente finto. – precisa poi – So che è un’idea un po’ ambiziosa quella di ispirarsi al celebre film, ma mi piaceva il parallelismo. Non tutti quelli che mi circondano sono finti, ma molti sì. Tante volte il personaggio ha la meglio sulla persona ed è una cosa che non mi riguarda. Non ho problemi a farmi vedere per come sono, anche se faccio schifo».

Non deve essere facile, in effetti, per Shade fare il proprio in un mondo (quello del rap) diventato ormai terra di conquista per la trap e i relativi artisti, che – nel tentativo di parlare di riscatto – non si fanno scrupoli ad ostentare le proprie conquiste.

«Nella realtà che vivo quotidianamente, vedo spesso amicizie che durano il tempo di una Instagram Story o foto postate con il personaggio famoso solo per attirare l’attenzione di tutti, e poi magari di quel personaggio non te ne frega niente. – chiarisce Shade – Tutte le persone che partecipano al mio album hanno un rapporto personale con me e a tutte voglio bene, umanamente parlando. Ci son cose nel mondo che vivo che mi danno il voltastomaco, come l’ostentazione pubblica dei soldi. Fa vomitare. C’è gente che lavora, io stesso ho lavorato. Penso che avere tanti soldi non ti renda migliore degli altri. Anzi».

Libero da ogni freno, Shade elenca cosa – precisamente – non riesca proprio a sposare dell’atteggiamento generale della scena odierna.

«Ci son due tre cose che mi danno urto. La misoginia prima di tutto. Così come la poca considerazione delle ragazze. Anche dichiarazioni come ‘Me ne porto tre in albergo’. Forse li invidio perché io non ci sono mai riuscito (ride, ndr). Nel 2018 è una cosa che mi dà sui nervi. Odio anche il poco rispetto delle persone che ti seguono. Penso che essere falsi con i fan sia poco rispettoso».

E qui Shade non si risparmia una frecciatina a un noto collega, probabilmente Fedez (che non nomina, lo precisiamo).

«I social sono importanti se ti aiutano a condividere con i fan episodi della tua vita – commenta infatti – ma devi stare attento a non postare cose che non dovresti pubblicare. E non parlo solo di foto del cazzo, come quella di Chiellini. Parlo anche di episodi di goliardia che la gente potrebbe prendere male. Di recente ce n’è stato uno, ma non lo cito. Però è stato molto grave a mio avviso. E ha fatto vedere la vera faccia di alcune persone. Il social ti crea il filtro della verità, non solo quello che ti toglie le occhiaie. A volte ti dimentichi di mettere quel filtro e i fan non vedono solo le occhiaie, vedono anche quello che volevi nascondere. In questo senso sono molto pericolosi».

Mettendo da parte il proprio status di evidente «pecora nera» della scena, che si diletta a improvvisare freestyle e a giocare col mondo nerd, Shade commenta invece la forte impronta dance del nuovo album («Non nego che l’influenza dance si senta tanto. – precisa – Penso che Truman, a differenza degli album precedenti, non rischi di annoiarti e si presti a essere suonato con una band o in un club pieno di tamarri, che appunto non ascoltano rap. Ho scoperto che tanti di loro mi ascoltano, tra l’altro. Uno dei complimenti più belli che posso ricevere è ‘Non ascolto rap, ma ascolto te’») e la forte ironia presente in ogni suo lavoro, dai brani ai video.

«Se non la prende con ironia uno con ‘sta faccia è difficile andare avanti nel mondo della musica. – ironizza Shade – Ho avuto a che fare nella vita con tante persone che hanno cercato di mettermi sotto e di farmi sentire meno di quello che sono. Ho sentito la scottatura e penso che l’ironia sia l’arma migliore per far vedere che non mi feriscono. Anche se in realtà mi feriscono».

E sul live? «La dimensione live è importantissima per me. – chiosa Shade – Arrivo da quella scuola di rapper che ancora vede il live come il momento della verità, il momento in cui fai vedere agli altri che sai stare sul palco. Son cresciuto con il mito di mostri sacri come Ensi. Andavo a sentire un sacco di concerti da piccolo e notavo l’abilità di artisti come Clementino, la loro capacità di intrattenere il pubblico, di riuscire a non creare momenti morti e a tenere alto l’hype dello show, anche quando c’erano problemi tecnici o saltava la base. Tra l’altro, sul palco mi diverto un sacco. Ci son stati momenti molto brutti nella mia vita, ma se salivo sul palco ero la persona più felice del mondo. E amo anche il freestyle, che faccio sempre in ogni mio show. La gente percepisce che stai improvvisando, perché magari fai una rima sul posto, ed è una cosa che nessuno può preparare».

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI