Onstage

Subsonica: «8, tutto ciò che siamo adesso»

Arriverà venerdì 12 ottobre il nuovo attesissimo album dei Subsonica.

Il titolo è didascalico: il progetto si chiama infatti 8, sia perché si tratta dell’ottavo album della band, sia perché l’8 rimanda a concetti importanti quali quello di infinito e di equilibrio, adattissimi a spiegare il “momento artistico” della band, che si ritrova dopo quattro anni di sperimentazione solista.

Per rappresentare al meglio questo auspicato ritorno, Samuel, Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio hanno presentato la loro ‘nuova’ musica a Castel Del Monte, in Puglia. Un luogo in cui la forma esagonale e il numero 8 tornano spesso, quasi stilizzando l’immagine del tempo che gira su se stesso.

«L’album inizia proprio suggestionato dal numero 8 – spiega Max in conferenza – per rappresentare il tempo che ciclicamente torna su stesso. L’inizio del disco è da anni ’90, quasi provocatoriamente. Abbiamo voluto ritrovare una matrice al termine di avventure che ci avevano portato singolarmente molto lontani. Paradossalmente, poi, quelle sonorità degli anni ’90 sono ormai attualissime e pensiamo siano simili agli anni ’20 che stanno per iniziare».

Il tuffo nei sound tipici degli anni ’90 dei Subsonica suona infatti molto contemporaneo («Un po’ come quando vai nei mercatini vintage – precisa Samuel – lì ti puoi fare un’idea di tutto ciò che sta tornando in voga») sebbene la band sottolinei spesso che non è stato cercato o voluto. Semplicemente, una volta in studio, si è ricreata una sintonia naturale, come se non fosse trascorso del tempo.

«Non c’è stata una riflessione su cosa prendere da una parte o dall’altra – specifica a questo proposito Boosta – siamo un gruppo la cui somma è maggiore dei singoli componenti del gruppo. Questo è un dato fondamentale. Dopo 20 anni siamo sempre cinque, ma insieme diamo più del 100% di ciò che possiamo fare. Ormai, tra l’altro, è un processo subliminale. Ci rendiamo conto che c’è una guida collettiva, spesso problematica. Il miracolo, però, è che dopo 22 anni abbiamo la consapevolezza interiore di ballare sempre insieme».

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