Onstage

Terra Naomi: «Nel nuovo album le mie canzoni migliori»

Il nuovo album di Terra Naomi uscirà verso la fine del 2019, ma nel frattempo la cantautrice ha rilasciato qualche singolo, tra cui spunta anche il remix di Help You Fly, prodotto dall’italiano Kharfi. Il sodalizio con l’Italia continua ad essere propizio per l’artista, che ad aprile ha aperto anche i concerti di Elisa. Ne abbiamo approfittato per scambiare due chiacchiere sul nuovo progetto e sulla sua musica.

Ciao! Prima di tutto vorrei iniziare parlando della tua esperienza qui in Italia sul palco con Elisa. Com’è nata questa collaborazione?
Ho sentito parlare per la prima volta della musica di Elisa nel 2007, quando gli italiani hanno iniziato a scrivermi online per dirmi che gli ricordavo la loro artista preferita, Elisa appunto. Ho subito ascoltato e apprezzato la sua musica, e ho pensato che sarebbe stato bellissimo cantare insieme un giorno. Nel dicembre del 2009 finalmente ci siamo incontrate! Ci siamo viste nel suo studio e abbiamo registrato insieme River, una canzone di Joni Mitchell. Posso dire che è tuttora una delle mie collaborazioni preferite. Quest’anno le ho mandato un po’ della musica che avevo scritto e le ho detto che mi sarebbe piaciuto tantissimo cantare di nuovo insieme. Lei mi ha invitato ad aprire i suoi concerti di aprile.

Tornerai presto a suonare in Italia?
Per ora ho aperto i suoi show in città che per me erano assolutamente nuove, per cui ero molto emozionata. E dopo non lo so! Spero di poter tornare presto in Italia perché amo stare qui. C’è qualcosa di unico e speciale nel modo in cui gli italiani vivono la musica e l’arte. So che sembra una generalizzazione e che non tutti gli italiani sono così, ma a me sembra costantemente che il pubblico italiano si senta più a proprio agio a mostrare e vivere le emozioni rispetto al pubblico americano, per dire. La cultura americana sembra più interessata a nascondere i sentimenti in questo momento… proviamo a distrarci per non provare nulla e questo atteggiamento non funziona per la musica che creo. Sono irrimediabilmente emotiva e penso che il pubblico italiano sia capace di connettersi sul piano emozionale. Mi piacerebbe anche collaborare con altri artisti italiani. L’esperienza con Elisa e poi quella con Kharfi, che ha creato il remix di Help You Fly, sono state meravigliose.

Sono una tua grande fan sin dagli esordi e ricordo che eri molto popolare su YouTube. Parliamo forse di dieci anni fa… Cosa pensi ora dell’utilità del web nel diffondere la musica. È un mezzo ancora valido?
Innanzi tutto wow! Grazie per aver ascoltato sempre la mia musica! Sinceramente, sembra che i tempi siano cambiati tantissimo. Sono grata a tutto ciò che YouTube ha reso possibile per me. Mi ha aiutato a creare un grande cambiamento nella mia vita e nella mia carriera. Ma ora non uso più i social media come facevo allora, soprattutto perché c’è così tanto su cui tenersi aggiornati, così tante piattaforme che a volte mi sento sopraffatta. E inoltre YouTube è cambiato in questi 10 anni. All’inizio YouTube creava un equilibrio nel campo, permettendo a chiunque di essere scoperto. Non c’era marketing, pubblicità, etc. Si trattava realmente di persone che condividevano la propria vita. Questo ha portato alla genuina scoperta di nuovi artisti. Ma ora i social media funzionano esattamente come qualsiasi altra cosa nell’industria musicale. Devi spendere molti soldi per essere visto, perché le aziende funzionano così, investono soldi nel marketing per essere certi che i loro artisti siano ascoltati su tutte le piattaforme. Per cui ora, ancora una volta, è diventato difficile essere scoperti se si è emergenti. Ora il web funziona esattamente come le radio.

Sono in attesa del tuo album, ma nel frattempo parliamo di Machine Age e Nothing to Hide
Sono le prime due canzoni che ho rilasciato del nuovo album… Nothing To Hide è sempre stata una delle mie canzoni preferite tra quelle che ho scritto, per cui non vedevo l’ora di rilasciarla. E Machine Age è una delle mie canzoni più recenti, scritta dopo le elezioni presidenziali del 2016 per parlare di ciò che hanno creato nella nostra nazione. Oggi gli USA sono un posto diverso, e da qui nasce il primo verso della canzone, “Mi sono svegliata in una nuova America”. Mi sentivo così. Come se un giorno appartenessi a una società che stava facendo dei progressi, muovendosi verso una più vasta inclusione e i diritti umani per tutti… e poi, senza alcun preavviso, è cambiata radicalmente. L’ho vissuto come un incubo, solo che era reale. Mi sono seduta un giorno con la mia chitarra e quella canzone è uscita in modo naturale, non ci ho neanche pensato. È venuta fuori completamente scritta e esprimeva perfettamente il dolore, la rabbia, la paura e la frustrazione che sentivo durante le elezioni. La parte interessante è che questa canzone è partita dalla rabbia e dalla paura e poi ha subìto una brusca virata, alla fine, con il verso “quando verranno a bussare alla mia porta, lo giuro, li rincorrerò cantando della mia fiducia nel fatto che l’amore è molto più forte del loro odio”. Sicuramente non provavo amore al tempo in cui ho scritto la canzone ed è come se la canzone fosse nata per mostrarmi un’altra strada e per aiutarmi a decidere di scegliere l’amore, anche in mezzo a così tanto odio da parte del governo, e di diffonderlo tra le comunità.

Che tipo di album sarà?
Spero che sia bello! Penso che il suono sia stato influenzato dagli strumenti che avevo a disposizione. Abbiamo registrato a Chicago, al Wilco’s Studio, e hanno una collezione incredibile di strumenti. Più di quanti io ne abbia mai visti. È come un museo. E c’era anche una bellissima collezione di tastiere vintage. La mia preferita era questa Farfisa degli anni ’70, una tastiera italiana. Per cui ho deciso di realizzare un album molto organico, crudo, nudo. E per la maggior parte lo è, ma ci sono anche questi altri strumenti che aggiungono colori differenti al suono del disco. Ho pensato che avremmo avuto molti accordi, e alla fine alcune parti le abbiamo suonate con strumenti differenti, che hanno aggiunto momenti veramente belli e inaspettati. Le canzoni, poi, sono le mie preferite. Penso che tutti si sentano così quando rilasciano nuove canzoni, ma posso dire sinceramente che sono le canzoni migliori che abbia mai scritto. Del resto, ho avuto 10 anni per crescere come cantautrice e come artista.

Cosa è cambiato esattamente dal periodo in cui eri in camera tua a suonare la chitarra?
Forse dovremmo parlare di ciò che non è cambiato. E l’unica cosa che non è cambiata è che vivo ancora a Los Angeles. Tutto il resto è differente, sia dentro che fuori… Mi sento di aver vissuto almeno una o due vite da quando mi sono trasferita a LA e ho iniziato a registrare quei video nella mia stanza. Ho vissuto grandi successi e cocenti delusioni, la vita è stata piena di alti e bassi… ma spero ora di poter solo continuare a stare su per un po’ di tempo!

So che hai avuto problemi con un’etichetta discografica e vorrei tirare fuori l’argomento, ma solo per chiederti quanto è importante per te essere libera e quanto pensi sia importante esseri liberi per gli artisti…
Penso che l’unico modo per essere veramente liberi è non interessarsi ai risultati. Fare esattamente ciò che si vuole fare, sempre. In questo senso non mi sento completamente libera e non credo che molti degli artisti che attualmente lavorano lo siano. Mi piace controllare la mia musica, ma ci sono pro e contro in ogni cosa. A volte vorrei solo essere capace di fare tutto ciò che voglio, come rilasciare il remix di Help You Fly prima della canzone originale, e poi rilasciare una versione acustica due settimane dopo. Posso sperimentare e non potrei farlo se non fossi un’artista indipendente. Nello stesso tempo, la libertà può essere sopravvalutata. Tante volte penso a quanto sarebbe bello lavorare di nuovo con un team, che ti aiuta a prendere decisioni e a elaborare strategie, oltre a guidarmi un po’. Per cui vedremo. Non posso immaginare di nuovo di cedere tutti i miei diritti musicali, ma potrei condividerli con le persone giuste, nella giusta situazione. Solo perché ho avuto una brutta esperienza la prima volta non significa che ogni esperienza sarà brutta. Ovviamente mi ci sono voluti anni per sentirmi così.

Un’ultima domanda. Mi interessa il tuo rapporto con la chitarra, perché mi sembra indispensabile nella tua musica. È così?
La chitarra è l’unico strumento che ho imparato a suonare da sola ed è l’unico strumento con cui scrivo canzoni. È stato così per molto tempo. Ho iniziato studiando musica classica per cui a un certo punto ho sentito di dover strappare via questi anni di insegnamento per sentirmi a mio agio nel comporre canzoni al piano. Ma la chitarra è stata come un pezzo di creta senza forma per me. Non ne sapevo nulla per cui poteva essere qualsiasi cosa io volessi che fosse. Mi sono sentita di poter essere davvero creativa. E più suono la chitarra più la amo. Sono finalmente arrivata al punto in cui mi sento a mio agio, è una parte di me. Non è più qualcosa di esterno che uso per accompagnare la mia voce.

Grazia Cicciotti

Foto di Chelsey Croucher

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