Onstage

The Cranberries: «In The End, la fine di un’era»

Si intitola In the end l’album che chiude definitivamente la carriera dei Cranberries, dopo la tragica scomparsa di Dolores O’Riordan il 15 gennaio 2018. Sono state scritte proprio da lei queste undici tracce, su cui poi la band – Noel Hogan, Mike Hogan e Fergal Lawler – ha lavorato in studio con il produttore Stephen Street, per dar vita all’ottavo progetto discografico di un gruppo che ha fatto la storia della musica.

«Nel 2017 abbiamo fatto un tour per l’ultimo disco, un album acustico che rivisitava i nostri più grandi successi – raccontano Noel, Mike e Hogan durante un incontro milanese con la stampa – durante le prove cantavamo sempre le stesse canzoni e abbiamo iniziato a scrivere perché volevamo lavorare su del materiale nuovo. Finito il tour, gran parte dell’album era praticamente fatto, ma a gennaio purtroppo Dolores ci ha lasciato. Abbiamo rimesso mano al disco, avevamo abbastanza materiale e la qualità della voce c’era. Abbiamo parlato con la famiglia di Dolores e, una volta avuta la loro benedizione, ci siamo rimessi in studio. Era il momento giusto».

Quello che ne esce è un album intenso, ancor più se si pensa che le canzoni chiudano una carriera iniziata nell’ormai lontano 1989. Eppure, il pensiero di continuare senza Dolores non ha mai neanche sfiorato i tre musicisti.

«Mentre registravamo l’album abbiamo capito che era la fine perfetta della nostra storia – commentano – la fine di un’era. Nessuno di noi si aspettava la morte di Dolores. A posteriori, è proprio la fine di un’epoca, non ci sarà neanche un tour. Ma non è una fine tragica, come qualcuno potrebbe pensare leggendo i testi di queste canzoni. Dolores scrivendo parlava del suo cambiamento, di un periodo difficile che si lasciava alle spalle per ricominciare con più consapevolezza».

Le undici canzoni della tracklist sono, in effetti, quelle «finite». «Ce n’erano altre ma non si potevano pubblicare. – spiegano – Ci siamo dati subito una regola, quella di non usare cose raffazzonate. Avremmo potuto avere anche solo cinque canzoni, ma va detto che l’etichetta ci ha supportato». La preferita di Dolores, aggiungono, è proprio il primo singolo, All Over Now («Lei aveva questo modo di fare – spiegano – se aveva un’idea in testa la buttava giù e te la mandava subito»). «Era un’amica – continuano – e ci manca. Ci concentriamo sulle cose belle, la tristezza si fa varco, ma lei sarebbe felicissima di sapere che l’album è finito. Per noi è proprio un omaggio per Dolores».

Emozione e angoscia si sono intrecciate durante la lavorazione in studio. «C’è sempre tanta felicità per un nuovo album – rivela la band – ma da un anno c’è anche tanta tristezza. Registrare il disco però è stata una terapia. Tutte le emozioni sono venute fuori». Ed è proprio in studio che finisce la carriera dei Cranberries, perché all’album non seguirà alcun tour.

«Sappiamo che alla creazione di un album segue sempre un tour – confessano i musicisti – ed è un peccato, ma in questo caso è impossibile, siamo d’accordo. Quando abbiamo suonato le canzoni, abbiamo anche capito che sarebbe stata l’ultima volta».

Quello dei Cranberries è, dunque, un tristissimo addio, ma la band sottolinea di voler essere ricordata non solo per questa ultima fatica. «Speriamo di essere ricordati per le canzoni – concludono – Ci siamo sempre rifiutati di seguire le mode e siamo sempre stati noi stessi. Vogliamo essere ricordati per il cuore che ci abbiamo messo».

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