Onstage

Tommaso Paradiso: «L’odio mi spaventa un sacco»

Venerdì 17 maggio esce Maradona y Pelé, il nuovo singolo dei Thegiornalisti e il primo ad essere pubblicato sotto etichetta Island Records. Un nuovo capitolo per la band capitanata da Tommaso Paradiso, protagonista anche di un tour incredibile nei palazzetti, seguito all’uscita dell’album Love.

«Non riuscivo a chiudere questa canzone, un po’ come era successo con Completamente. – esordisce subito Paradiso in conferenza – A volte, per chiudere le canzoni, ho bisogno di qualcosa di estremamente evocativo e di mio. Ho deciso di usare quattro figure, che per me sono allegoriche». Le figure a cui Tommaso Paradiso fa riferimento sono Robert De Niro, Sandokan e – ovviamente – Maradona e Pelé.

«Robert De Niro è l’attore della mia vita. Ci sono film che non si spiegano e, per me, C’era una volta in America è uno di questi film. – precisa il cantautore – Sandokan è una serie che ho sempre visto, ma sono anche fan della colonna sonora. Penso che Sandokan sia una figura importante creata da Salgari, che ha inventato tutta questa storia. C’è un parallelismo perché questa canzone parla di una persona chiusa dentro casa, con l’estate già iniziata. Mi sono immaginato di volare con la fantasia in un luogo esotico. C’è un filo politico che unisce tutto. De Niro è quello di Fuck Trump, mentre Sandokan è un rivoluzionario». Sulle due figure calcistiche, Paradiso ammette che forse la superiorità di Maradona è ormai determinata, anche se i due campioni hanno giocato su campi e in tempi diversi.

Al pezzo ha lavorato poi anche Dario Faini, in arte Dardust, che si è occupato della produzione. «Avevo scritto tutte le strofe e i bridges, ma senza la sua produzione questa canzone non sarebbe venuta fuori. – commenta in proposito Tommaso – Secondo me ci sarà l’effetto Riccione. Diranno tutti Eh, ma che è sta cagata e poi la balleranno. Meglio per me, faccio più SIAE».

Paradiso parla poi del cambio di etichetta e delle dinamiche discografiche italiane, soffermandosi anche sul concetto di indie. «La casa discografica non cambia il mio modo di scrivere. Maradona y Pelé è solo una canzone estiva che ti dà l’opportunità di sgravare. – commenta – Per sgravare intendo creare ritmi non propriamente nostri. Ogni tanto qualcosa deve cambiare, le canzoni sono immortali ma gli artisti no. Sono state brave le major, secondo me. Si sono trovate ad assistere a una realtà e hanno fatto il loro lavoro, investendo su questa realtà. Alla fine è uno scambio reciproco e pacifico. Comunque nessuno si muove se non c’è emotività in quello che si fa».

E sull’indie, Paradiso ne fa un «discorso di scrittura, non di scena»: «C’è chi ha una scrittura più larga e chi più ristretta – spiega Tommaso – alcune canzoni del nostro primo album, ad esempio, potrebbero stare in un album nuovo, perché io scrivo così ed è la scrittura a determinare una via o l’altra e a quale filone appartieni. Il mondo dell’arte funziona così». Insomma, «contaminare le generazioni con icone intramontabili fa bene» secondo il cantautore, perché il pubblico dei Thegiornalisti «si vuole divertire, ma è anche abbastanza colto». Scongiurato il rischio di un tilt generazionale, Paradiso affronta il tema scottante dei live, iniziando dalla data al Circo Massimo: «Sarà una grande festa – commenta – e un punto di arrivo di Love. Sarà diverso rispetto al tour perché sarà un evento unico, la festa delle feste». Tommaso Paradiso rivela poi alla stampa che il suo prossimo progetto sarà cinematografico («Quest’anno sarò regista e sceneggiatore di un film, di cui sto scrivendo anche le musiche. Forse ci sarà un album, di sicuro non un tour»): «Forse lo chiamerò Malinconica – anticipa – voglio rimanere il più puro possibile e voglio che sia un film magari anche sbagliato, ma mio». Niente più tour, quindi, tanto che Tommaso si definisce «un po’ triste, devo trasformare tutto in gioia. Noi tre di certo ci vogliamo sempre più bene».

«Non ho per niente razionalizzato questi tre anni. – conclude poi Tommaso riflettendo sul successo della band – Vivo tutti i giorni come un continuo, come se non andassi mai a dormire. Il che, molto spesso, è la pura verità. Sono molto frastornato, mi aiutano le stories di Instagram a ricordare cosa faccio durante il giorno. Sono ancora al galoppo e il cavallo non si è fermato. Vorrei ricordarmi tutto ma temo che non avverrà. Di sicuro ho tante persone vicino che per me sono tutto. Non sono solo e questa è la cosa più importante».

Gli chiediamo infine un commento a caldo sulla situazione politica italiana e sul ruolo degli artisti nell’esporsi e nel mandare messaggi positivi. «Mi chiedo spesso – risponde – se in qualche modo noi che abbiamo un potere comunicativo diverso non dovremmo farci sentire. Ne parlavo con Frank Matano e lui mi ha detto che io non posso fare più di così, perché trasmetto già una posizione netta e il mio pubblico lo sa. Detto ciò, non sono ferrato sui tecnicismi della politica, ne faccio una questione antropologica e di cultura. Diamo troppo addosso alle persone che dovrebbero essere i reggenti della società, dai medici ai filosofi. Dare addosso a queste figure è inutile, serve solo ad alimentare l’odio del popolo puntando alla pancia. E l’odio mi spaventa un sacco».

thegiornalisti-milano-10-novembre-2018

Thegiornalisti @ Mediolanum Forum Assago (Milano) – 14 maggio 2019
di Felice Ragona

Spetta ad un Forum completamente sold out – per continuare ad abusare della poetica Thegiornalistica – chiudere il Love Tour. Un’avventura che ha visto la band di Tommaso Paradiso girare l’Italia in lungo e in largo collezionando pienoni e bagni di folla. Il concerto si apre sulle note di L’ultimo giorno della terra, che consente al cantante di introdursi al pubblico con un romantico: «Ciao Milano, questa è una canzone che ho scritto per te».

E di dediche, nel corso della serata, se ne vedranno diverse. Una di queste è un regalo speciale che i Thegiornalisti fanno ad una fortunata del pubblico, presto sposa, alla quale la band dedica una cover di Albachiara intonata insieme a tutto il Forum e la hit Da sola/In the night. E sulla scia di questo momento intenso, Tommaso Paradiso chiede al pubblico di approfittare di quest’ultima data del tour per dire qualcosa d’importante a coloro che hanno accanto: «Io l’ho fatto, e quando ho deciso di aprirmi ho scritto questa canzone». Sale sul palco anche Dardust, coautore di Paradiso, e l’atmosfera si fa subito romantica quando parte il piano di Questa nostra stupida canzone d’amore. Il palazzetto si accende e si trasforma in un cielo stellato, che lascia senza fiato gli stessi artisti.

«Ci si sente un po’ in famiglia a star con noi, eh?», così Tommaso Paradiso accentua il clima generato dalle vibrazioni pop dei loro pezzi, «sembra tutto purché un concerto», aggiunge. Ed è, infatti, il pop a farla da padrone nel corso di tutta la serata. Lo stesso pop, che con il loro ingresso nel panorama musicale italiano, i Thegiornalisti, hanno profondamente contribuito a cambiare, generando l’ondata itpop che, piaccia o meno, condivide con la trap il titolo di genere trainante del nostro Paese. La testa va adesso all’estate, a Maradona Y Pelé, il nuovo singolo che uscirà venerdì e che ieri, con poche note accennate, ha già destato la curiosità di tutti coloro che dei Thegiornalisti non possono proprio farne a meno.

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