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Innovazione e passione sono le parole d’ordine di Ticketmaster, anche in Italia

Il 6 novembre 2017 Ticketmaster, società di ticketing del gruppo Live Nation Entertainment, ha debuttato sul mercato italiano. Un anno dopo, all’interno della Milano Music Week, ha voluto festeggiare il suo primo compleanno, con un evento: a fare gli onori di casa Daniele Bei, Managing Director dallo scorso agosto, con il quale abbiamo fatto quattro chiacchiere per farci raccontare questo primo anno di attività.

Ticketmaster Italia alle spalle ha la più grande azienda al mondo di organizzazione di spettacoli e eventi dal vivo, ha quindi obiettivi ambiziosi e una visione verso il futuro di ampio respiro, ma lo spirito con cui si muove è quello di chi ha i piedi ben piantati per terra, la consapevolezza di poter fare e dare tanto, ma anche di doversi muovere con sicurezza e decisione, in un ambiente – soprattutto al di fuori degli addetti ai lavori – che la percepisce come la “nuova arrivata”. “Mi piace definirci come una start up, un po’ perché in ufficio non siamo ancora in tantissimi, un po’ per lo spirito con cui lavoriamo. Abbiamo l’entusiasmo e la grinta che contraddistingue queste realtà, ci piace lavorare per portare in questo mondo innovazione e cambiamenti”.

Prima dell’arrivo di Ticketmaster e di molti altri cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nell’ambito dei promoter musicali, la situazione in Italia è rimasta statica per diverso tempo. A portare una ventata di novità e freschezza ci ha pensato proprio Ticketmaster, che si è trovata (anche nel nostro Paese) a dover dare una risposta al fenomeno del secondary ticketing. “È una pratica dannosa e che va combattuta, ma purtroppo ciò che si è messo in atto finora va a svantaggio dell’utente, per quanto l’intento sia buono. Comprare i biglietti per andare ai concerti sta diventando macchinoso, quasi un lavoro, e non dovrebbe essere così” ha affermato Bei.

Siamo in una fase delicata – nella quale si inserisce non da ultimo il discusso emendamento della Legge di Bilancio che istituisce l’obbligo del biglietto nominale -, sta agli addetti ai lavori capire quali siano le modalità per salvaguardarsi e salvaguardare gli appassionati di musica, ma non bisogna perdere di vista anche l’aspetto più emotivo (e meno pragmatico) che contraddistingue l’andare ad un concerto. Sarà anche, per certi versi, il più sacrificabile per arrivare all’obiettivo, ma è anche quello di fondamentale importanza, affinchè la gente continui a vivere i concerti come un piacere.
Anche perché il settore gode di buonissima salute, negli ultimi anni nel mondo e anche in Italia il giro di affari legato alla musica live è in costante crescita – i concerti di musica leggera nel 2017 hanno visto aumentare gli ingressi (+3,19%), la spesa al botteghino (+10,16%) e il volume d’affari (+9,17%), dati SIAE – e sarebbe davvero un peccato non seguire il trend, per evidenti ragioni economiche, ma anche per il semplice piacere di far bene il proprio lavoro.

“I dati di vendita e di affluenza ci dicono che la gente è disposta anche a spendere cifre importanti, come testimonia il gran numero di biglietti venduti anche per i concerti di star internazionali, che di solito hanno produzioni di alto livello e, di conseguenza, prezzi dei biglietti mediamente più alti. Non possiamo quindi disattendere l’aspettativa o complicare le dinamiche di acquisto e fruizione, a fronte di ciò che le persone spendono e del sacrificio che può comportare. E non possiamo neanche non tenere conto dell’entusiasmo che le muove: stiamo lavorando proprio per questo, per riportare al centro la passione. In questa direzione va l’introduzione di due nuove tipologie di biglietto che cercheremo di rendere disponibili già su qualche annuncio per l’ultima parte del 2019”.

Si tratta del Collector Ticket e del Verified Fan, già affermati sul mercato USA: il primo è un biglietto in formato speciale, una sorta di vero e proprio pass con nome e cognome del titolare, che diventa un memorabilia da “sfoggiare” e conservare. Il secondo invece si basa sulla profilazione degli utenti che acquistano biglietti sulla piattaforma, e va ad individuare i fan più accaniti di un determinato artista, per offrire loro accesso agevolato ed esclusivo alle vendite. “Il Verified Fan funziona in modo particolare con gli artisti che hanno un seguito imponente, per il mercato italiano penso alle popstar internazionali, e, come già nel caso degli Stati Uniti, lo attiveremo per quei cantanti e band che desiderano aderire, non sarà disponibile indistintamente per tutti i live” spiega Bei.

Ma l’attenzione per i fan non si limita solo a iniziative legate direttamente al ticketing, ma va oltre, a riprova dello sguardo a 360 gradi che Ticketmaster vuole avere nei confronti dei suoi utenti. Basti pensare alla prima edizione italiana di Ticket Of The Year, iniziativa internazionale che in questo 2018 è stata avviata anche in Italia e con la quale gli utenti di Ticketmaster.it hanno votato per incoronare l’evento live che hanno più amato. Per il nostro Paese ha conquistato la vittoria il concerto di Eminem a Milano, seguito dagli U2 sempre nel capoluogo lombardo e dai Foo Fighters a Firenze. E tra le grandi novità di quest’anno c’è anche la partnership siglata insieme al promoter veneto Zed! per il Gran Teatro Geox di Padova, nell’ottica di offrire un servizio di biglietteria pensato ad hoc per tutti quegli eventi che si svolgeranno lì.

Insomma, le parole che più ricorrono nel raccontare questo primo anno di vita di Ticketmaster in Italia sono innovazione e passione: parole che non sono rimaste vuoti concetti ma hanno trovato subito concreta applicazione. Una bella garanzia (e promessa) per tutti gli appassionati di musica.

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