Onstage

Quattro chiacchiere con Tormento, Ensi e Nerone (mentre si sfidano alla Play)

All’NBA Store di Milano è in atto una battle di freestyle: Tormento, Ensi e Nerone si rispondono con barre in tema pallacanestro. Attorno a loro un capannello di ragazzi sottolinea con un “ooooo” ogni volta che i rapper ne chiudono una. «Non ho mai messo il mondo del basket direttamente nelle mie canzoni, ma questa sera ci è venuto così bene nelle rime che… perché non farlo nei brani nuovi?» commenta Tormento. Ensi invece ci ha già avuto a che fare, nell’ultimo album, Clash (2019), c’è un pezzo che si intitola Mutombo: «Il basket è da sempre parte della cultura hip-hop e noi abbiamo ereditato il pacchetto completo da Oltreoceano. Non sono un grande cultore di NBA e non ho citazioni sopraffine, ma più volte le ho inserite nelle mie canzoni. In questo pezzo parlo di Mutombo, ma come un ponte per qualcos’altro. La frase simbolo del cestista è “Not in my house” ed è quel concetto che ho voluto prendere, perché è trasportabile».

Per Nerone le due discipline hanno una filosofia in comune: «Come il rap, il basket ha questa cosa che si gioca tutti insieme, ma ognuno cerca di essere il migliore. Ci vedi, stiamo tutti insieme, siamo amici, però quando c’è da andare sul palco la logica è sempre “ti voglio bene ma c’è da spaccarci il culo tra di noi, perché ce n’è uno che deve essere il migliore” e questo l’hip-hop l’ha sempre preso dalla pallacanestro. Il team è da cinque ma c’è un giocatore solo che è il più forte».

La competizione viene fuori tutta quando si mettono a smanettare con NBA 2K20 «Sono cresciuto con i film di Spike Lee dove il playground del quartiere era sempre presente; con le vecchie glorie degli anni Ottanta, Kareem Abdul Jabbar, Michael Johnson e gli altri. Da piccolo giocavo al campetto, lì ci si insultava la mamma in rima ed è una cosa molto vicina al rap – racconta Tormento – l’atmosfera qui è resa bene, quasi mi spaventa la somiglianza con i giocatori veri, così come la potenza e la velocità di gioco, che è quella di un match vero».

Ensi racconta che lui e Nerone sono diventati amici grazie alla PlayStation: «Eravamo a un evento per il lancio di un videogame, c’era in palio una PS4 per chi avesse vinto e io mi ero accorto già dall’allenamento che Nerone era fortissimo. Allora gli ho detto: “Tu ce l’hai già la Playstation, vero? Se vinci questa me la vendi?” Lui mi ha detto di sì, me l’ha venduta e siamo diventati amici». «In realtà ci eravamo già visti nell’ambiente un sacco di volte, ma quella è stata l’occasione che ci ha fatto dire “Beh però becchiamoci ogni tanto, anche fuori da queste situazioni”. Poi Ensi è il re della griglia…» precisa Nerone.

Anche Tormento racconta la sua esperienza: «Io da piccolo sono cresciuto con gli altri rapper davvero come un gruppo di amici. Tra di noi è semplice trovarsi, perché spesso ci accomuna il non riconoscerci in quella che è la società. Un artista, essendo un po’ più sensibile, ha quella voglia di cogliere certe sfumature e raccontarle. I rapper che oggi hanno 40 anni come me e ci sono già passati, dovrebbero sapere che è una fortuna che i ragazzi raccontino le loro disgrazie e la loro rabbia. In loro oggi rivediamo ancora tutta quella “cattiveria” che avevamo noi nei Novanta e questo significa che la società da allora non si è mai mossa. Tutto quello che ci mancava da ragazzi, punti d’incontro, punti dove fare musica, ma anche disegnare o andare in skate, oggi i ragazzi ci dicono che manca anche a loro. Ed è un peccato che chi è più grande tenda a criminalizzarli, quando invece ti stanno dando una visione della realtà che non ha filtri».

Per quanto riguarda i progetti futuri, Tormento ha annunciato l’uscita di un nuovo album: «È un lavoro super segreto per ora, ci sono delle bellissime collaborazioni che però sto svelando pian piano attraverso i singoli. L’album andrà al prossimo anno anche per questo motivo, perché stiamo tirando fuori un suono nuovo. Qui torna la mentalità del team: è quella la forza di un brano, trovare il team giusto, perché non bastano solo le tue energie. Noi abbiamo cercato sonorità che non fossero rap, trap, rap vecchio, rap nuovo. Non dico di essere diventato un cantante pop, ma sento di essermi disegnato addosso della musica, come mi piace».

Ensi è impegnato nella promozione di Clash: «Questo disco mi ha dato molto, tutta l’estate sono stato in giro con un bel live. Ad ottobre inizio il tour invernale con novità discografiche legate all’album. Poi se riesco mi prendo qualche mese sabbatico per pensare al futuro» interviene Nerone: «Wow, davvero? Posso venire? Allora anche io mi prenderò qualche mese quando se lo prende lui» ride e aggiunge: «Io quest’anno ho già fatto due album quindi potrei essere a posto, però sto scrivendo come un pazzo, perciò vedrò. Con la mia etichetta ho ancora un disco quindi l’anno prossimo ci sarà, però prima vorrei fare ancora qualcosa, ho qualche appunto qua e là…».

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