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Vasco Roma 2018 foto concerto 11 giugno

Vasco Rossi: «Una parte di Massimo Riva è ancora viva dentro me»

Preparatevi a leggere molti articoli sulla conferenza stampa che Vasco Rossi ha tenuto ieri, 31 maggio 2019, allo Stadio San Siro di Milano. C’erano davvero tutti, dalle tv alle radio, dai quotidiani ai magazine online. Nessuno ha voluto mancare a un incontro che prepara alla residency che il Kom terrà al Meazza: sei concerti che monopolizzeranno lo stadio come mai successo prima.

Vasco suonerà a San Siro il 1° e il 2, il 6 e il 7, l’11 e il 12 giugno, in una serie di ripetizioni che convinceranno anche chi pensa che oramai il buon vecchio rocker non ce la faccia più. Lo abbiamo seguito a Lignano non solo per consegnargli i suoi Onstage Awards, ma anche per goderci il concerto riservato al fan club (il cosiddetto “soundcheck”) svoltosi il 26 maggio. Non ci è voluto molto per capire che la più grande rockstar italiana sta benissimo. Sempre meglio a dire il vero, da quando ha ripreso con regolarità a esibirsi negli stadi da circa il 2013/14 in poi. Una scaletta notevole, con qualche sorpresa e recupero eccellente, all’insegna degli arrangiamenti pestoni già apprezzati lo scorso anno, e con un vero e proprio approccio punk rock in alcuni casi. Di questo comunque parleremo meglio nel post live di domani sera.

La conferenza del 31 maggio – dicevamo – vede Vasco completamente padrone della scena, vero e proprio professore in cattedra mentre introduce una serie di concerti pensati per evadere, per scappare da un mondo antipatico, brutto, pieno di rabbia e gente cattiva: “Nella prima canzone dico La disperazione la soffochi con me, noi siamo qui a portarvi un po’ di gioia, per lo meno questo è ciò che proviamo a fare“.

Vasco inizia a spoilerare la scaletta che suonerà domani sera (che è quella che abbiamo sentito a Lignano e che per lealtà professionale non abbiamo mai pubblicato su queste pagine): “Partiamo con Qui si fa la storia, quindi recuperiamo canzoni che non portavamo live da un po’ come Mi si escludeva, Buoni o cattivi o Portatemi Dio. In generale il concerto sarà duro e puro, un po’ perché il mondo fuori è molto duro, e perché io sono sempre stato uno puro, nel senso che ho sempre scritto i miei pezzi senza scendere a compromessi. Una scelta che ho pagato eccome, per buona parte degli anni ottanta ero il demonio, mi sputavano addosso, facevano di tutto per attaccarmi. Ho resistito e oggi sono ancora sul palco a fare rock“.

A proposito di rock: “Sarà un concerto dove recuperiamo un certo spirito punk degli esordi, andiamo giù piatti su alcune canzoni storiche come Fegato, fegato spappolato, che è stato un po’ il mio primo rap, o anche trap volendo come si dice oggi. A me la trap non dispiace, anche se non appartiene al mio DNA, io ascolto rock“. E per gli amanti del rock, il 31 maggio coincide da vent’anni esatti a questa parte con la scomparsa di Massimo Riva: “Incredibile come siano passati già vent’anni. Massimo era il mio fratello minore, era anche venuto a vivere insieme a me, sul palco lui era il mio Keith Richards. Quando se ne è andato l’ho vissuto un po’ come un tradimento, ma Massimo è vissuto e se ne è andato come ha voluto. Lo ricordo ogni volta, una parte di lui vive ancora oggi dentro di me, quindi non se ne è mai andato del tutto“.

Vasco tocca tanti temi, la politica, la verità (“Oggi se ripeti una balla tante volte questa alla fine diventa la verità“), la sentenza della Cassazione sull’uso della cannabis e i social. Ma la parte più interessante per quanto ci riguarda è quella relativa ai concerti in Sardegna (Cagliari, 18 e 19 giugno): “Volevo tornare in Sardegna dopo tanto tempo. Fare i concerti lì non è semplice, perchè bisogna portare il palco con la nave. Ma sono molto felice di esibirmi a Cagliari, sarà divertentissimo anche usare la nave che è stata fatta apposta per Non Stop Live. Secondo me su quella nave ci si divertirà parecchio: parti da Genova, arrivi in Sardegna, ti vedi il concerto, il giorno dopo vai al mare e poi riparti…anzi se potessi ci andrei pure io a farci un giretto…

Jacopo Casati

Foto di Roberto Panucci

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